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venerdì 6 marzo 2015

Il Primo Giornalista Caduto nella Prima Guerra Mondiale


 Chi era LAMBERTO DURANTI

Lamberto Duranti  fu il 1° giornalista a morire nella Grande Guerra. Fu uno dei garibaldini della Legione Garibaldina che combatterono nelle Argonne (Francia) assieme ai francesi e contro i tedeschi dove tra la fine del 1914 e i primi mesi del 1915 caddero 300 soldati ed ufficiali, 400 restarono feriti e un migliaio si ammalarono. Patriota e di fede repubblicana, collaborò con vari giornali.

Era nato ad ANCONA il 21/1/1890, figlio di Ulderico.

Fu Segretario di organizzazioni operaie e politiche e Segretario della Federazione repubblicana di Perugia. 

Di carattere avventuroso, partì per prestare soccorso in Sicilia dopo il terremoto di Messina del 1908. Fu volontario garibaldino nel 1911 in Albania e durante la guerra greco-turca nel 1912. Sembra che nella battaglia di Driskos nel 1912 abbia ottenuto una medaglia al valor militare oltre ai gradi di tenente. Ma all'Istituto del Nastro Azzurro ciò non risulta. 

Si prodigò con Felice Figliolia (giornalista foggiano di cui era molto amico e anch'esso morto poi in guerra), Alina Albani Tondi (esponente di spicco di "Fede Nuova", giornale femminile mazziniano), Giovanni Minuti e Giuseppe Chiostergi, nel Comitato pro Albania. Partì da Brindisi il 15 agosto, ma la spedizione non ebbe successo perché impedita dalla Triplice Alleanza. E il 17 settembre tornò a casa senza essere riuscito ad unirsi agli insorti albanesi. L'anno seguente si recò nuovamente con la Croce Rossa in Grecia quando quel Paese si batteva contro i turchi, recando aiuti sanitari. Nonostante le difficoltà ci riprovò poi ugualmente con un'ambulanza fino a Corfù.

Al suo ritorno in Italia s'impegnò nella zona di Cervia e di Ravenna nelle lotte sociali e politiche che videro una dura contrapposizione fra socialisti massimalisti e repubblicani. Si adoperò per l'unità dei lavoratori e "…portò sempre una parola di pace". 

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914 si arruolò in Francia nel Corpo volontari italiani garibaldini operante nella regione francese delle Argonne, dove erano arruolati anche alcuni nipoti di Garibaldi, due dei quali, Bruno e Costante, entrambi figli di Ricciotti, 
morirono eroicamente. 

Era TENENTE del CORPO VOLONTARI ARGONNE 4° REGGIMENTO LEGIONE GARIBALDINA 1° BATTAGLIONE. 

Morì il 5/1/1915 a LA HARAZEE - FOUR DE PARIS - COURTES CHAUSSES - VARENNES nelle ARGONNE nei pressi di VERDUN (FRANCIA) dove venne colpito al cuore in combattimento.

Lo stesso giorno morì Costante Garibaldi, nipote dell'Eroe dei Due Mondi (tre giorni dopo, l'8 gennaio 1915, morì invece in combattimento un altro giornalista, Ernesto Butta de "La Nuova Sardegna" di Sassari, n.d.r.). 

Nel corso della stessa battaglia restò gravemente ferito il giornalista sardo (era nato a Cagliari nel 1879) Augusto Alziator de "Il Resto del Carlino", uno dei primissimi corrispondenti italiani di guerra. Era il segretario di Peppino Garibaldi. Fu dato in un primo tempo erroneamente per morto, ma nel febbraio 1915 si seppe che era stato preso prigioniero dai tedeschi e ricoverato a Baden.

Lamberto Duranti affidò al suo taccuino un drammatico messaggio sulla guerra e sul destino di una generazione: "Ciascuno è pronto a compiere il sacrificio della propria vita pur di scrivere quest'altra fulgida pagina del garibaldinismo…alla baionetta per attaccare una trincea tedesca distante 20-30 metri dalla francese, senza aver modo di passare. Sarà un massacro…io sarò il primo, se comandato, ad avanzare."

In una sua lettera datata 1° gennaio 1915 (4 giorni prima di morire), indirizzata a Publio Angeloni, così descrisse lo svolgersi della battaglia del 26 dicembre 1914: "Ci siamo battuti da veri leoni. Sono veramente vivo per miracolo. Il Diavolo non m' ha voluto con sé. Abbiamo combattuto per due ore sotto un turbinio di fuoco ... Presto riattaccheremo: forse domenica. Sarò ancora fortunato? Ci credo poco ma... avanti! C'è gloria per tutti qui e bisogna conquistarsela. I tedeschi hanno veduto come sappiamo batterci: lo vedranno ancora perdio! Abbiamo sposato la santa causa francese e per essa daremo l'ultima stilla di sangue; italianamente".

Camillo Marabini (grande amico e quasi un fratello per Duranti) riportò le sue ultime parole prima di morire. Dopo essere uscito dalla trincea disse: "Venite a vedere come muore un garibaldino!" Dopodiché fu ferito al cuore e, riportato in trincea, affermò: «Ah... muoio... muoio per la Repubblica». 

I suoi ultimi istanti di vita sono raccontati da Emanuele Sella: "Con il sorriso sulle labbra muore Duranti urlando: "Italia!" in "L'Argonna", da "L'Eterno Convito", Roma, Formiggini, 1920 (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 647). Secondo la versione riportata dal suo grande amico Camillo Marabini in "La rossa avanguardia dell'Argonna. Diario di un garibaldino alla guerra franco-tedesca", Milano, 1915, e ritenuta dal Fumagalli la più verosimile, il luogotenente Duranti uscì dalla trincea dicendo «Venite a vedere come muore un garibaldino», dopodiché fu ferito al cuore e, riportato in trincea, disse: «Ah... muoio... muoio per la Repubblica.». Una diversa versione é, invece, riportata da Souchon, in "Les mots heroïques de la guerre", p. 252. In sua memoria Oddo Marinelli ha scritto nel 1961: "Lamberto Duranti: nella scapigliatura, nell'apostolato, nel sacrificio", Fede e Avvenire", 1961 - 57 pagine.

Dettero notizia della sua morte Il Messaggero del 7/1/1915 a pag. 1 e 9/1/1915 a pag. 2 con foto e la Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 5 dell'8 gennaio 1915 a pag. 144. 

Il rientro in Italia della salma in treno prima fino a Torino, poi a Genova, Roma e quindi ad Ancona commosse l'Italia. Vedere articoli su La Stampa di Torino delll'11- 12 e 14 gennaio 1915 a pag. 5. Ai suoi funerali in forma solenne e con Ancona in lutto cittadino (tutti i negozi chiusi) parteciparono il console di Francia, l'ex sindaco della città e il pubblicista forlivese Pietro Nenni, all'epoca repubblicano. Ne dette notizia la Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 10 del 14 gennaio 1915 a pag. 298. 

Duranti fu sepolto con gli onori militari nel Cimitero delle Tavernelle (Ancona) nei pressi dell’ingresso principale, accanto alla tomba di diversi patrioti risorgimentali. Un anno dopo la morte il Partito Repubblicano pose una lapide in suo onore. Vi si legge: “A La Harazée 
nella Foresta delle Argonne, il tenente garibaldino Lamberto Duranti, giovinetto di 24 anni, balzò primo sulla trincea gridando: "Venite a vedere come muore un repubblicano italiano". Cadde con il cuore spezzato da piombo germanico”. All'inaugurazione del monumento funebre intervenne, tra gli altri, il pubblicista (alllora repubblicano) Pietro Nenni venuto appositamente in licenza dal fronte dove stava combattendo (vedere La Stampa del 7/1/1916 a pag. 4).

La città di Ancona gli ha intitolato una strada nei pressi del mare, nel quartiere Adriatico.  E' inserito per ultimo nella 10^ colonna in basso a destra della lapide marmorea, realizzata nel 1921 dallo scultore anconetano Mentore Maltoni, su cui sono stati incisi i 614 nomi dei Caduti anconetani nella prima guerra mondiale. E’ posizionata sulla parete dello scalone monumentale all’interno del Palazzo degli Anziani, antica sede municipale della città.

Il suo eroico sacrificio é stato immortalato nel 1965 nella cartolina commemorativa delle celebrazioni del 50° Anniversario della campagna garibaldina delle Argonne (1914-15/1964-65).
    
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