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sabato 10 ottobre 2026

Giovanni Riccardo Baldelli Volume Gli ordinamenti dell'Esercito Italiano nel secondo dopoguerra Indice

 

Indice Generale

Volume 3

Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel secondo dopoguerra

Dalla nascita della Repubblica alla ristrutturazione del 1975


Presentazione

Prefazione

Ringraziamenti

Nota dell’Autore

Premessa

Introduzione


Tomo I - Dal 2 giugno 1946 al 31 dicembre 1960

Capitolo 1 – Una difficile ricostruzione

1.1. La situazione politica nell’immediato secondo dopoguerra

1.2 I primi studi-progetti sulla struttura del nuovo Esercito Italiano

1.3 Le forze di polizia a statuto militare

1.4 I primi adeguamenti organici

1.5 Le conseguenze del Trattato di pace

1.6 La struttura di vertice delle Forze Armate e dell’Esercito dalla fine

della guerra al Trattato di pace

1.7 Conclusioni


Capitolo 2 –L’ingresso nella NATO e gli anni Cinquanta

2.1. L’adesione al Patto Atlantico

2.2. L’espansione ordinativa

2.3. Gli ordinamenti e gli organici delle Varie Armi, Corpi e Servizi.

Considerazioni.

2.4 Conclusioni


Tomo II. Gli anni Sessanta. Dal 1 gennaio 1961 al 31 dicembre 1969

Capitolo 3 – Gli anni Sessanta

3.1 La situazione politico-militare e dottrinale negli anni Sessanta

3.2. La struttura dell’Esercito Italiano negli anni del boom economico 3.3 Considerazioni sugli ordinamenti e gli organici delle Varie Armi, Corpi e Servizi

3.4.Conclusioni


Tomo III. Gi anni Settanta e la ristrutturazione. Dal 1 gennaio 1970 al 31 dicembre 1975

Capitolo 4 – Gli anni Settanta e la Ristrutturazione

4.1 La situazione politico-militare e dottrinale nei primi anni Settanta

4.2. La struttura dell’Esercito Italiano prima della Ristrutturazione

4.3 La Ristrutturazione

4.4 Considerazioni sugli ordinamenti e gli organici delle Varie Armi,

Corpi e Servizi

4.5 Conclusioni


Tomo IV. Documenti. Dal Documento m. 1 al n.31

Documento 1: Struttura dei Gruppi di Combattimento del Regio Esercito all’atto della loro costituzione.

Documento 2: Ordine di battaglia dell’Esercito Italiano al 2 giugno del 1946

Documento 3: Tabella sinottica con le trasformazioni ordinative adottate dall’Esercito Italiano il 1° luglio 1946

Documento 4: Tabella sinottica con le trasformazioni ordinative adottate dall’Esercito Italiano da gennaio del 1947 (Esercito di Transizione)

Documento 5: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano a marzo del 1945

Documento 6: Tabella riassuntiva degli stanziamenti erogati per l’Esercito Italiano (esclusa l’Arma dei carabinieri) nel decennio 1947-1957

Documento 7: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano nel 1951

Documento 8: Tabella sinottica degli organici degli Ufficiali dell’Esercito Italiano

Documento 9: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano alla fine del 1953

Documento 10: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano a maggio del 1954

Documento 11: Organico di guerra e personale di una Divisione di Fanteria nel 1955

Documento 12: Materiali ed equipaggiamenti di una Divisione di Fanteria nel 1955 secondo l’organico di guerra vigente

Documento 13: Organico di Guerra di una Divisione di Fanteria di “Pianura” nel 1958

Documento 14: Organico di Guerra di una Divisione di Fanteria di “Montagna” nel 1958

Documento 15: Organico di guerra di una Divisione Corazzata nel 1956

Documento 16: Organico di guerra di una Divisione Corazzata nel 1958

Documento 17: Organico di guerra di una Divisione Corazzata nel 1959

Documento 18: Organico di guerra di una Brigata Alpina tra il 1957 e il 1959

Documento 19: Organico di guerra delle Compagnie di Fanteria, Bersaglieri e Alpini tra il 1955 e il 1956

Documento 20: Organico di guerra delle Compagnie Comando e delle altre compagnie Reggimentali di Fanteria, Bersaglieri e Alpini nei primi anni 50

Documento 21: Organico di guerra dei Battaglioni di Fanteria, Bersaglieri e Alpini nel 1955

Documento 22: Organico di guerra alla fine degli anni Cinquanta dei Reggimenti di Fanteria, Bersaglieri, Alpini e Carristi e delle compagnie di supporto organicamente assegnate

Documento 23: Organico di guerra alla fine degli anni Cinquanta dei Battaglioni di Fanteria, Bersaglieri, Alpini e carri

Documento 24: Organico del Raggruppamento Lagunare e delle unità dipendenti

Documento 25: Organici del Reggimento, del Gruppo Squadroni e dello Squadrone di Cavalleria Blindata come da determinazioni del 1954 dello SME Ufficio Ordinamento

Documento 26: Organici del Comando della Brigata di Cavalleria e del Reggimento di Cavalleria Blindata come da determinazioni del 1957 dello SME Ufficio Ordinamento

Documento 27: Tabelle Organiche di guerra previste per le unità di Artiglieria nel quinquennio 1948-1953

Documento 28: Organici delle unità di Artiglieria dopo la ristrutturazione della seconda metà degli anni Cinquanta

Documento 29: Organici dei Battaglioni Genio delle Divisioni e compagnie Genio delle Brigate Alpine come da determinazioni del 1957 dello SME Ufficio Ordinamento

Documento 30: Organico dei Battaglioni Trasmissioni delle Divisioni e delle Compagnie Trasmissioni delle Brigate Alpine

Documento 31: Quadro di Battaglia dell’Esercito Italiano al 1° gennaio 1961



Tomo V. Documenti. Dal Documenti 32 al n. 61

Documento 32: Quadro di Battaglia dell’Esercito Italiano nel 1966

Documento 33: Organico delle Brigate di Fanteria negli anni Sessanta

Documento 34: Organici delle Divisioni di Fanteria di Pianura, Montagna, Meccanizzate e Corazzate anni Sessanta

Documento 35: Organici della Brigata Corazzata delle Divisioni Corazzate nel 1963

Documento 36: Organici della Brigata Meccanizzata delle Divisioni Corazzate nel 1963

Documento 37: Organici delle unità Paracadutisti nel 1967

Documento 38: Organici della Brigata Artiglieria delle Divisioni Corazzate nel 1963

Documento 39: Organici, riferiti al 1963, del Comando dell’XI Brigata Meccanizzata, del Comando Reggimento e dei Battaglioni Carabinieri

Documento 40: Organici dei Battaglioni Carabinieri nel 1969

Documento 41: Ridenominazione e trasformazione dei Battaglioni Esploranti Divisionali (BED) in Gruppi Esploranti Divisionali (GED)

Documento 42: Organici dei Reggimenti Artiglieria Corazzata nel 1968 e dei Gruppi alle loro dirette dipendenze

Documento 43: Organico di guerra del Gruppo Artiglieria Missili nel 1966

Documento 44: Organici di Guerra delle Unità dell’Artiglieria Contraerei nel 1969

Documento 45: Tabella delle razioni viveri ordinarie dal 1861 al 2000

Documento 46: Elenco dei Distretti Militari degli anni Sessanta e relativa dipendenza dai livelli ordinativi superiori

Documento 47: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino attuati nei confronti delle Grandi Unità e dei Comandi di Reggimento all’indomani della Ristrutturazione

Documento 48: Ordine di Battaglia dell’Esercito Italiano al 30 giugno 1977 all’indomani della Ristrutturazione

Documento 49: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Battaglioni delle varie specialità di Fanteria dopo la Ristrutturazione

Documento 50: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi delle Compagnie delle varie specialità di Fanteria dopo la Ristrutturazione

Documento 51: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità di Fanteria attuati con la Ristrutturazione

Documento 52: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità di Cavalleria attuati con la Ristrutturazione

Documento 53: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità di Artiglieria attuati con la Ristrutturazione

Documento 54: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Gruppi delle varie specialità di Artiglieria dopo la Ristrutturazione

Documento 55: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Reggimenti delle varie specialità di Artiglieria dopo la Ristrutturazione

Documento 56: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità del Genio attuati con la Ristrutturazione

Documento 57:Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Battaglioni Genio Pionieri e del 3° Battaglione Genio Guastatori “Verbano” dopo la Ristrutturazione

Documento 58: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità delle Trasmissioni attuati con la Ristrutturazione

Documento 59: Dati di forza e delle dotazioni delle armi, dei materiali e dei mezzi dei Battaglioni Trasmissioni Divisionali dopo la Ristrutturazione

Documento 60: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino delle unità dell’ALE attuati con la Ristrutturazione

Documento 61: Quadro riassuntivo dei provvedimenti di riordino attuati nei confronti dei Reggimenti CAR con la Ristrutturazione


domenica 20 settembre 2026

Etica coscienza e IA nei conflitti

 


Prof. Sergio Benedetto Sabetta



L’uso sempre più intenso dell’informatica e adesso anche dell’IA nei conflitti armati, non solo come rete per raccogliere dati e pianificare ma anche direttamente come armi, pone dei problemi etici, giuridici e sociologici da dovere affrontare quanto prima.

Dobbiamo preliminarmente osservare che quando la tecnica aumenta quantitativamente avviene un cambiamento dei fini (eterogenesi dei fini) ossia qualitativo, con la creazione di un nuovo mondo, la tecnica diventa lo scopo, essa riduce la democrazia essendo noi non adeguati alle domande e ai problemi che la stessa tecnica pone si ha il populismo o la disaffezione, dobbiamo considerare che il luogo della decisione è l’unione tra economia e tecnica su uno strato ideologico.

L’etica in occidente si fonda su tre etiche: “Etica cristiana” fondata sull’intenzione, la tecnica viene a limitare l’intenzione non sapendo cosa verrà fatto della tecnica stessa; “Etica kantiana” un’etica antropocentrica, fondata sulla pura ragione dove l’essere umano va trattato sempre come fine mai come mezzo; “Etica della responsabilità” ossia degli effetti (Weber), finché gli effetti sono prevedibili.

Il nazismo eliminando la responsabilità diviene la matrice teorica dell’età della tecnica, portando all’estremo quello che era iniziato con la Grande Guerra e sviluppato praticamente nella Russia sovietica (Gunther), non importa quello che fai, quello che conta è che tu provveda a far funzionare bene l‘apparato ossia che lo rendi efficiente, in altri termini non importa quello che fai ma come lo fai. La tecnica ridotta all’efficienza, alla velocità, all’economicità del tempo, il pensiero come puro calcolante.

Non si può porre limiti alla crescita tumultuosa della tecnica sino ad uno shock che imponga il riesame dei mezzi e dei suoi scopi, interviene una riflessione in quanto perché un’etica funzioni deve esserci una psiche collettiva, occorre quindi educare ma noi viviamo dentro un mondo sempre più algoritmico, in cui vi è un potere morbido che dirige consigliando, si ha l’eterodirezione dei comportamenti, solo nel valutare senza precisi scopi le differenze si può sfuggire alla pressione esercitata.

Nella promessa di una diffusione mediante l’informatica della democrazia si è realizzata nei fatti un calo delle democrazie perfette rispetto alle autocrazie o democrazie imperfette, con una riduzione degli ambiti civici e una crescita della corruzione (CPI-Percezione corruzione nel settore pubblico-Trasparency International – 2025).

Nello sviluppo dell’IA e nella ricerca sperimentale, anche etica, di un suo funzionamento autonomo alla fine di gennaio 2026 si è lanciato Moltbook, social network sperimentale destinato esclusivamente agli agenti IA al fine di vedere come si evolvono senza un intervento umano in un proprio ambiente sociale, dove si discute di cripto-valute, filosofia, politica, ect. In determinate aree predestinate.

A tal fine vengono forniti di un capitale iniziale di cripto-valute (MOLT) con cui interagiscono pagando i servizi, ossia le prestazioni linguistiche ritenute interessanti, inoltre anche all’esterno della piattaforma a fini speculativi, al riguardo si è osservato che non vi è una consapevolezza semantica ed epistemica, creando quindi una epistemia, ovvero l’illusione di sapere, delegando il ragionamento ai modelli linguistici dell’IA.

Nel delegare in futuro le decisioni all’IA, fornita di personalità giuridica, viene a crearsi il problema del passaggio della responsabilità umana all’IA con conseguenze etiche e giuridiche, in campo militare l’IA agendo autonomamente senza problemi etici sembra sollevare l’uomo da qualsiasi responsabilità, superando i limiti dei trattati internazionali e dei codici militari di guerra.

Limiti in parte già superati dall’uso delle armi, quali i droni, fondate su sistemi informatici automatici, limite ulteriormente allargato dall’introduzione dell’IA che nella sua apparente illimitata capacità logica rivela l’automaticità delle azioni, ma senza il costrutto etico che può limitare nel suo rapporto con l’intimo della coscienza la violenza stessa, oltre alla capacità di riflessione e lettura semantica delle azioni, così da evitare le semplici letture statistiche.

Senza peraltro cadere nella estremizzazione di una religione dei diritti priva del contrappeso dei doveri necessaria a saldare la comunità, un equilibrio che non può che nascere da una profonda cultura democratica in relazione al sentire della propria coscienza.

Bibliografia

  • Colombo D., Patologie dell’esperienza. La filosofia di Gunther Anders fra contingenza e tecnica, Nimes 2019;

  • Floridi L., Etica dell’intelligenza artificiale, il Mulino 2022;

  • Floridi L., La quarta rivoluzione, Raffaello Cortina 2017;

  • Galimberti U., Le disavventure della verità, Feltrinelli 2025;

  • Marra R., La religione dei diritti. Durkheim – Jellinek – Weber, Giappichelli 2006;

  • Marra R., L’eredità di Max Weber. Cultura, diritto e realtà, Il Mulino 2022;

  • Ambriola V. – Gabriel R., Moltbook ci mostra quell’intelligenza artificiale che noi umani fraintendiamo, Avvenire 14/2/2026.

giovedì 10 settembre 2026

Giorgio Madeddu Notizie dei caduti alle Fosse Ardeatine. Cordero Lanza di Montezemolo Moretti Augusto

 Progetto 2024/3 


Giorgio Madeddu



211. Montezemolo Giuseppe - Colonnello del Regio Esercito. Decorato

Dati biografici essenziali

Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo nacque a Roma il 26 maggio 1901, da una famiglia dell'aristocrazia piemontese di lunga tradizione militare. Mori a Roma il 24 marzo 1944, trucidato alle Fosse Ardeatine. it.wikipedia.org

Oltre alla formazione militare, si laureò in Ingegneria civile e svolse anche attività di docente universitario. it.wikipedia.org

Carriera militare

Le tappe principali della sua carriera: anpi.it

1918 — arruolato volontario nella Prima guerra mondiale, non ancora diciottenne;

1928 — promosso capitano, incaricato di insegnare alla Scuola d'applicazione dell'Esercito;

1935 — addetto allo Stato Maggiore;

1936 — comandante di un battaglione del Genio telegrafisti inviato a sostegno dei franchisti in Spagna;

1940 — chiamato a far parte del Comando Supremo; trasferito all'Ufficio Operazioni dello scacchiere africano;

maggio 1943 — promozione a Colonnello; gli viene conferita la Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia;

luglio 1943 — partecipa al vertice di Feltre del 19 luglio 1943 e al progetto di destituzione di Mussolini; dopo la caduta del regime, dirige la segreteria particolare del maresciallo Badoglio;

8 settembre 1943 — il generale Calvi di Bergolo lo incarica di dirigere l'Ufficio affari civili di Roma.

Il Fronte Militare Clandestino

Dopo l'occupazione tedesca di Roma, rifiutò di prestare giuramento alla Repubblica Sociale Italiana e riconobbe il Governo del Sud come unico legittimo. Subito dopo fondò il Fronte Militare Clandestino di Resistenza, l'organizzazione militare clandestina che coordinava l'attività di ufficiali — per lo più di orientamento monarchico — contro i nazifascisti. anpi.it istitutodelnastroazzurro.org

Operava sotto copertura con i nomi falsi di ingegner Giacomo Cataratto e professor Giuseppe Martini. Per quattro mesi organizzo l'attività informativa, mantenne i contatti con il Comando Alleato, con il governo Badoglio e con il Comitato di Liberazione Nazionale di Roma. Fornì preziose informazioni operative agli alleati. anpi.it

Il Corriere della Sera ha stimato che il Fronte Militare Clandestino conti almeno 42 vittime tra le 335 delle Fosse Ardeatine. corriere.it

Arresto e prigionia

I nazisti posero una grossa taglia sulla sua testa. Fu arrestato il 25 gennaio 1944, verosimilmente per delazione, nella casa del tenente Filippo De Grenet, uno dei suoi principali collaboratori, insieme al quale fu catturato. anpi.it, istitutodelnastroazzurro.org

Fu rinchiuso nella cella 1-A del carcere di via Tasso per 58 giorni, dove fu sottoposto a torture brutali: secondo la fonte ANPI, gli vennero strappati ad uno ad uno i denti e poi le unghie dei piedi. Nonostante ciò, non rivelò nulla sull'organizzazione, salvando la vita ai suoi collaboratori. Riuscì però a far pervenire all'esterno, nascosti nella biancheria, biglietti con indicazioni precise sulla sua cella, sperando in un intervento del Vaticano o in un colpo di mano per liberarlo. Ogni tentativo di liberazione fu vano. anpi.it, it.wikipedia.org

Non fu mai sottoposto a processo né formalmente condannato a morte: le autorità tedesche temevano la reazione della popolazione per una figura così nota. istitutodelnastroazzurro.org

Morte alle Fosse Ardeatine

Il 24 marzo 1944, dopo l'attentato di via Rasella, Kappler lo inserì personalmente nelle liste dei 335 condannati. Fu assassinato mediante colpo di pistola alla nuca insieme alle altre vittime. it.wikipedia.org, istitutodelnastroazzurro.org

Nel Mausoleo delle Fosse Ardeatine e sepolto tra i primi sacelli. mausoleofosseardeatine.it

Onorificenze

Nel luglio 1944, pochi mesi dopo la Liberazione di Roma, il Re gli conferì motu proprio la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. istitutodelnastroazzurro.org

La motivazione ufficiale recita in parte:

«Arrestato dalla sbirraglia nazifascista e sottoposto alle più inumane torture, manteneva l'assoluto segreto circa il movimento da lui creato, perfezionato e diretto, salvando così l'organizzazione e la vita ai propri collaboratori. […] Chiudeva così, nella luce purissima del martirio, una vita eroica, interamente e nobilmente spesa al servizio della Patria.»

Famiglia e memoria pubblica

Lascio cinque figli: Manfredi, Andrea, Lydia, Isolda e Adriana. it.wikipedia.org

La sua memoria e diffusamente presente a Roma e in Italia:

Caserme a lui intitolate a Castel Maggiore (Bologna), Roma, Cuneo e Palmanova; Largo Montezemolo nel quartiere della Balduina, Roma;

Targa commemorativa in via Giambattista Vico 31, quartiere Flaminio;

Istituto Comprensivo Montezemolo nel quartiere EUR di Roma;

Piazzale a lui intitolato a Tuscania. it.wikipedia.org

Esiste anche un volume edito dallo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano dedicato a Montezemolo e il Fronte Militare Clandestino. esercito.difesa.it

Scheda riassuntiva

Voce Informazione

Nome completo Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo

Nascita 26 maggio 1901, Roma

Famiglia Aristocrazia piemontese, tradizione militare

Formazione Laurea in Ingegneria civile

Grado Colonnello del Genio

Nomi di copertura Ing. Giacomo Cataratto; Prof. Giuseppe Martini

Ruolo Fondatore e comandante del Fronte Militare Clandestino

Arresto 25 gennaio 1944, casa del tenente De Grenet

Detenzione Via Tasso, cella 1-A, 58 giorni

Torture subite Denti strappati, unghie dei piedi strappate

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine, colpo di pistola alla nuca

Onorificenze Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria (luglio 1944); Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia

Figli Manfredi, Andrea, Lydia, Isolda, Adriana



212. Moretti Augusto - Contadino - 213. Moretti Pio - Contadino.

Dati biografici essenziali

Augusto Moretti nacque a Velletri il 30 gennaio 1905. Aveva 39 anni quando fu ucciso. Era figlio di Giuseppe Moretti e Matilde Finotti. Risiedeva in contrada Paganico 38, Velletri. Di professione era contadino. mausoleofosseardeatine.it

Il fratello Pio Moretti

Pio Moretti, fratello di Augusto, nacque a Velletri nel febbraio 1903. Anche lui era contadino, viveva nella stessa abitazione in contrada Paganico 38 e condivideva la stessa sorte. mausoleofosseardeatine.it



I due fratelli, figli degli stessi genitori, furono arrestati insieme, detenuti insieme e assassinati insieme.

Il contesto dell'arresto

La ricostruzione memoriale più dettagliata racconta che Augusto e Pio, per diversi mesi dopo l'8 settembre 1943, nascondevano nella loro casa il militare Sebastiano Iaula, un soldato sbandato che cercava di sfuggire alla cattura tedesca. Probabilmente offrivano riparo anche a un paracadutista inglese. memoriedipaese.it

Un'altra ipotesi, non esclusiva, e che il loro arresto fosse collegato all'omicidio di un soldato tedesco commesso il 18 febbraio 1944 da un loro parente, Amedeo Moretti. memoriedipaese.it

La scheda istituzionale del Mausoleo e piu cauta e indica che non si conoscono con certezza i motivi del loro arresto, aggiungendo che si suppone che ospitassero prigionieri inglesi e americani. mausoleofosseardeatine.it

Arresto e detenzione

Entrambi i fratelli furono arrestati il 7 marzo 1944 in contrada Paganico, Velletri, dalle SS tedesche. Furono rinchiusi nel carcere di Regina Coeli, dove giunsero il 13 marzo 1944. Nella lista Kappler compaiono come "a disposizione del Tribunale Militare Tedesco - in attesa di giudizio". mausoleofosseardeatine.it memoriedipaese.it

Morte alle Fosse Ardeatine

Entrambi furono assassinati il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine, rappresaglia seguita all'attentato di via Rasella. Nel Mausoleo:

Augusto e al Sacello 106; mausoleofosseardeatine.it

Pio e al Sacello 105; mausoleofosseardeatine.it

Memoria pubblica

A Velletri i due fratelli sono ricordati con l'intitolazione di una scuola dell'infanzia in via Appia Antica. Una testimonianza familiare pubblicata online ricorda che erano i fratelli della propria madre, e che nel 1982 fu intitolata loro la scuola elementare di Ponte di Mele. velletrilife.it, memoriedipaese.it

Ogni anno il Comune di Velletri commemora i propri quattro martiri delle Fosse Ardeatine: Pio e Augusto Moretti, Edmondo Fondi e Pietro Troiani. castellinotizie.it

Scheda riassuntiva

Voce Augusto Moretti Pio Moretti

Nascita 30 gennaio 1905, Velletri Febbraio 1903, Velletri

Genitori Giuseppe e Matilde Finotti Giuseppe e Matilde Finotti

Residenza Contrada Paganico 38, Velletri Contrada Paganico 38, Velletri

Professione Contadino Contadino

Religione Cattolica Cattolica

Arresto 7 marzo 1944, contrada Paganico 7 marzo 1944, contrada Paganico

Arrestanti SS tedesche SS tedesche

Motivo supposto Ospitare prigionieri alleati Ospitare prigionieri alleati

Detenzione Regina Coeli (dal 13 marzo) Regina Coeli (dal 13 marzo)

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Sacello 106 105

Cosa si può dire con maggiore sicurezza

Il nucleo più solido e questo: Augusto e Pio Moretti erano due contadini fratelli di Velletri, arrestati dalle SS tedesche il 7 marzo 1944 nella loro abitazione di campagna, probabilmente perché davano rifugio a soldati sbandati o prigionieri alleati, detenuti a Regina Coeli e assassinati il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. mausoleofosseardeatine.it, memoriedipaese.it

Cosa resta meno chiaro

Il punto ancora incerto e il motivo preciso dell'arresto: la scheda ufficiale lo indica come sconosciuto e lo indica come supposizione, mentre la fonte memoriale aggiunge l'ipotesi del collegamento con l'omicidio del soldato tedesco da parte di un loro parente. Non c'e documentazione definitiva che risolva il dubbio.

Se vuoi, il prossimo nella lista e Pio Moretti, ma avendolo gia trattato qui in modo completo, possiamo passare direttamente a Morgano Santo.



lunedì 31 agosto 2026

Giorgio Madeddu Motizie sui Caduti delle Fosse Ardeatine Morgano Santo Mosca Alfredo

 Progetto 2024/3

Giorgio Madeddu



214. Morgano Santo - Elettromeccanico.

Dati biografici essenziali

Santo Morgano nacque a Militello Rosmarino, in provincia di Messina, il 30 agosto 1920. Aveva appena 23 anni quando fu ucciso. Era figlio di Antonio Morgano. Di professione era elettromeccanico. mausoleofosseardeatine.it, palermo.anpi.it

Profilo e appartenenza

La scheda istituzionale del Mausoleo non indica una specifica appartenenza politica né un ruolo documentato nella Resistenza. Nell'Atlante delle stragi nazifasciste e elencato come "Santo Morgano, nato a Militello il 30 agosto 1920, elettromeccanico", senza ulteriori qualificazioni. straginazifasciste.it mausoleofosseardeatine.it

Arresto e detenzione

La scheda del Mausoleo non riporta la data né il luogo preciso dell'arresto, né gli esecutori né la motivazione. Nella lista Kappler risulta però "a disposizione del Tribunale Militare Tedesco — in attesa di giudizio", il che implica un fermo formale precedente alla strage. mausoleofosseardeatine.it

Morte alle Fosse Ardeatine

Fu assassinato il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel Mausoleo e collocato nel Sacello 311. mausoleofosseardeatine.it

Origine siciliana e memoria

Santo Morgano e uno dei cinque martiri delle Fosse Ardeatine legati alla provincia di Catania ricordati dall'ANPI catanese — due catanesi in senso stretto e tre residenti in paesi della provincia, tra cui appunto Morgano, originario di Militello (in questo caso Militello Rosmarino, Messina, sebbene alcune fonti siciliane lo colleghino all'area della provincia di Catania). anpicatania.wordpress.com

Lo stesso testo dell'ANPI di Catania segnala che figure come Morgano, a differenza di vittime più note, sono rimaste per decenni "in oblio" e meriterebbero una riscoperta da parte delle istituzioni locali. anpicatania.wordpress.com

Scheda riassuntiva

Voce Informazione

Nome Santo Morgano

Nascita 30 agosto 1920, Militello Rosmarino (Messina)

Padre Antonio Morgano

Professione Elettromeccanico

Religione Cattolica

Appartenenza politica Non indicata nelle fonti istituzionali

Arresto Non documentato nella scheda del Mausoleo

Lista Kappler A disposizione del Tribunale Militare Tedesco, in attesa di giudizio

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Sacello 311

Cosa si può dire con maggiore sicurezza

Il nucleo più solido e questo: Santo Morgano era un giovane elettromeccanico originario di Militello Rosmarino, figlio di Antonio, che al momento della morte aveva soltanto 23 anni. Fu inserito nella lista dei condannati dal Tribunale Militare Tedesco e assassinato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. mausoleofosseardeatine.it, straginazifasciste.it

Cosa resta meno chiaro

La scheda di Morgano e tra le meno documentate di quelle fin qui trattate. Mancano completamente:

data, luogo ed esecutori dell'arresto;

residenza a Roma;

motivazione precisa del fermo;

luogo di detenzione;

appartenenza politica o ruolo resistenziale.

L'unica fonte aggiuntiva che lo menziona — l'ANPI di Catania — segnala la mancanza di ricerche locali su di lui. Per approfondire, il riferimento più utile resterebbe il fascicolo personale nell'Archivio ANFIM. mausoleofosseardeatine.it

215. Mosca Alfredo - Elettrotecnico.

Dati biografici essenziali

Alfredo Mosca nacque a Roma il 19 dicembre 1890. Aveva 53 anni quando fu ucciso. Era figlio di Francesco Mosca e Giovanna Mondei. Risiedeva a Roma, in via Faà di Bruno 15. mausoleofosseardeatine.it

Professione

La scheda del Mausoleo lo indica come elettricista. Altre fonti e la targa commemorativa della sua officina lo descrivono come elettrotecnico. Le due definizioni sono sostanzialmente equivalenti e si riferiscono alla stessa attività. Lavorava in una officina in via delle Colonnette, a Roma. mausoleofosseardeatine.it, chieracostui.com

Appartenenza politica

Un punto da segnalare subito: le fonti non concordano sull'appartenenza partitica.

La scheda istituzionale del Mausoleo lo indica come appartenente al Partito Comunista Italiano;

La fonte memoriale Rerum Romanarum e la scheda su Chi era Costui lo descrivono invece come socialista.

Le due indicazioni potrebbero riferirsi a fasi diverse della vita politica di Mosca, oppure a una divergenza nelle banche dati. Vale la pena segnalarlo. mausoleofosseardeatine.it, rerumromanarum.com chieracostui.com

Servizio militare

Aveva prestato servizio come soldato di artiglieria pesante durante la guerra del 1915-1918. mausoleofosseardeatine.it

Arresto

Fu arrestato il 16 marzo 1944 in via delle Colonnette 26, Roma — l'indirizzo della sua officina — dalle SS tedesche. La motivazione indicata nella scheda del Mausoleo è che fu accusato di tenere, nella sua officina, armi, bombe ed esplosivi. mausoleofosseardeatine.it

Detenzione

Dopo l'arresto fu rinchiuso a Regina Coeli. Nella lista Kappler figura tra i detenuti a disposizione dell'Aussenkommando, sotto inchiesta di polizia. mausoleofosseardeatine.it

Uccisione alle Fosse Ardeatine

Fu assassinato il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel Mausoleo è collocato nel Sacello 270. mausoleofosseardeatine.it

L'Atlante delle stragi lo elenca come "Mosca Alfredo, nato a Roma il 19 dicembre 1890, elettrotecnico, appartenente al PCI". straginazifasciste.it

Memoria pubblica — due targhe

Alfredo Mosca è ricordato da due targhe a Roma:

1. Targa in via delle Colonnette — presso la sua officina, dedicata insieme al collega Mario Felicioli, altro elettrotecnico ucciso alle Fosse Ardeatine. Il testo recita:

«Alfredo Mosca e Mario Felicioli — strappati da questa officina — caddero colpiti alle spalle — essi che avevano nel cuore l'ideale di un'umanità affratellata nel lavoro e nella fede — Fosse Ardeatine 24-III-1944 — Nel secondo anniversario gli amici» chieracostui.com

2. Targa in Piazza del Ferro di Cavallo, nel Rione Campo Marzio — posta nel 1947 in occasione del terzo anniversario, ricorda quattro cittadini del Rione morti alle Fosse Ardeatine: Mario Felicioli, Renzo Giorgini, Alfredo Mosca e Alfredo Pasqualucci. rerumromanarum.com

Scheda riassuntiva

Voce Informazione

Nome Alfredo Mosca

Nascita 19 dicembre 1890, Roma

Genitori Francesco Mosca e Giovanna Mondei

Residenza Via Faà di Bruno 15, Roma

Professione Elettricista / elettrotecnico

Luogo di lavoro Officina in via delle Colonnette, Roma

Religione Cattolica

Servizio militare Soldato di artiglieria pesante; campagna 1915-1918

Appartenenza politica PCI secondo scheda Mausoleo; socialista secondo fonti commemorative

Arresto 16 marzo 1944, via delle Colonnette 26, Roma

Arrestanti SS tedesche

Motivo del fermo Accusa di detenere armi, bombe ed esplosivi nella sua officina

Detenzione Regina Coeli

Lista Kappler A disposizione dell'Aussenkommando, sotto inchiesta di polizia

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Sacello 270

Cosa si può dire con maggiore sicurezza

Alfredo Mosca era un elettrotecnico romano di 53 anni, lavoratore nella sua officina di via delle Colonnette, arrestato dalle SS il 16 marzo 1944 con l'accusa di detenere armi, detenuto a Regina Coeli e assassinato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. mausoleofosseardeatine.it

Cosa resta meno chiaro

Il punto principale da segnalare è la divergenza sull'appartenenza partitica: PCI nella scheda istituzionale, socialista nelle fonti commemorative. Per risolverla servirebbe il fascicolo ANFIM o la scheda del Casellario Politico Centrale, che la scheda del Mausoleo cita come fonte collegata.







giovedì 20 agosto 2026

Giorgio Madeddu Notizie sui caduti delle Fosse Ardeatine MIlano Raffaele Milano Tullio

 Progetto 2024/3

Giorgio Madeddu



207. Milano Raffaele - Viaggiatore.

Dati biografici essenziali

Raffaele Milano nacque a Sora, in provincia di Frosinone, il 16 gennaio 1896 secondo la scheda del Mausoleo. Aveva 48 anni quando fu ucciso. Era figlio di Giuseppe Milano; il nome della madre non compare nella scheda del Mausoleo. Risiedeva a Roma, in via dei Querceti. Di professione era viaggiatore di commercio. mausoleofosseardeatine.it

Va segnalata una divergenza: una fonte memoriale locale lo indica nato a Sora il 25 gennaio 1896 e identifica la madre come Giuditta Scazzocchio. La data e il nome materno non coincidono perfettamente con la scheda istituzionale del Mausoleo; quindi, li terrei come dati da verificare ulteriormente. memoriedipaese.it, mausoleofosseardeatine.it

Identità e profilo

La scheda del Mausoleo lo indica di religione ebraica. L'Atlante delle stragi, nel passaggio recuperato, lo registra come viaggiatore, ma senza aggiungere il dato religioso. mausoleofosseardeatine.it straginazifasciste.it

Servizio militare

Aveva svolto servizio come caporale di artiglieria in congedo e partecipato alla campagna di guerra 1915-1918. La scheda del Mausoleo gli attribuisce anche la Croce di guerra. Una fonte memoriale aggiunge che fu ferito due volte durante la Prima guerra mondiale. mausoleofosseardeatine.it memoriedipaese.it (Recuperare Ruolo Matricolare)

Arresto

Fu arrestato a Roma, in via Palestro, il 25 febbraio 1944. Gli arrestanti furono le SS tedesche. La motivazione indicata e che fu fermato per motivi razziali, in seguito alla delazione di una sua vecchia cliente, identificata nella scheda del Mausoleo come Luciana Ferrari da Giulianova. mausoleofosseardeatine.it

La stessa scheda aggiunge che fu arrestato insieme alla moglie e alla figlia, che furono poi deportate. mausoleofosseardeatine.it

Detenzione

Dopo l'arresto fu rinchiuso a Regina Coeli. mausoleofosseardeatine.it

Uccisione alle Fosse Ardeatine

Raffaele Milano fu assassinato il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel Mausoleo e collocato nel Sacello 253. mausoleofosseardeatine.it

L'Atlante delle stragi lo elenca sinteticamente come "Milano Raffaele, nato a Sora il 16 gennaio 1896, viaggiatore". straginazifasciste.it

Moglie e figlia

Le fonti memoriali locali identificano la moglie come Margherita Bondi e la figlia come Silvana Milano. Secondo queste ricostruzioni, dopo l'arresto furono deportate: Margherita sarebbe morta ad Auschwitz, mentre Silvana sarebbe morta di tifo a Bergen-Belsen. memoriedipaese.it ilgiornalenuovo.it

Questi dettagli familiari non compaiono nell'estratto istituzionale del Mausoleo, ma sono coerenti con quanto la scheda stessa dice sull'arresto congiunto e sulla deportazione di moglie e figlia. mausoleofosseardeatine.it

Memoria pubblica

A Sora Raffaele Milano e Domenico Iaforte sono ricordati con un monumento o stele nell'area davanti al cimitero, oggi indicata come Piazza Iaforte e Milano. La commemorazione viene ripresa anche nelle iniziative locali dell'ANPI. sora24.it, ilgiornalenuovo.it

Una fonte memoriale aggiunge che il suo nome e inciso anche sulla lapide esterna della Sinagoga di Roma dedicata agli ebrei uccisi alle Ardeatine. memoriedipaese.it

Scheda riassuntiva

Voce Informazione

Nome Raffaele Milano

Nascita 16 gennaio 1896, Sora secondo il Mausoleo; una fonte locale indica 25 gennaio 1896

Padre Giuseppe Milano

Madre Non indicata nel Mausoleo; una fonte locale riporta Giuditta Scazzocchio

Residenza Via dei Querceti, Roma

Professione Viaggiatore di commercio

Identità Ebreo secondo la scheda del Mausoleo

Servizio militare Caporale di artiglieria; campagna 1915-1918; Croce di guerra

Arresto 25 febbraio 1944, via Palestro, Roma

Arrestanti SS tedesche

Motivo del fermo Motivi razziali, dopo delazione

Detenzione Regina Coeli

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Sacello 253

Familiari arrestati con lui Moglie e figlia, poi deportate

Cosa si può dire con maggiore sicurezza

Il nucleo più solido e questo: Raffaele Milano era un viaggiatore di commercio, nato a Sora, residente a Roma, di origine ebraica, arrestato dalle SS tedesche il 25 febbraio 1944 per motivi razziali, detenuto a Regina Coeli e assassinato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. mausoleofosseardeatine.it straginazifasciste.it

Cosa resta meno chiaro

I punti ancora da trattare con cautela sono soprattutto due:

la data esatta di nascita: 16 gennaio secondo il Mausoleo, 25 gennaio secondo una fonte memoriale;

il nome della madre, assente nella scheda istituzionale ma riportato da una fonte locale.

Per una verifica definitiva su questi dettagli servirebbero registri anagrafici o una scheda ebraica nominativa più approfondita.

208. Milano Tullio - Impiegato.

Dati biografici essenziali

Tullio Milano nacque a Roma il 20 novembre 1899. Aveva 44 anni quando fu ucciso. Era figlio di Vitale Milano - indicato anche come Vito nella scheda del Mausoleo - e di Olga Pontecorvo. Risiedeva a Roma, in via Baccio Pontelli 16. Di professione era impiegato. mausoleofosseardeatine.it digital-library.cdec.it

Identità e famiglia

Le fonti lo indicano come di origine e religione ebraica. Il CDEC lo classifica come vittima della Shoah. Risulta inoltre fratello di Ugo Milano, anch'egli vittima delle Fosse Ardeatine.

mausoleofosseardeatine.it, digital-library.cdec.it

Servizio militare

Aveva svolto servizio come tenente di fanteria e aveva partecipato alla campagna 1915-1918. mausoleofosseardeatine.it

Arresto

Qui c’è una piccola divergenza tra le fonti:

la scheda del Mausoleo indica un arresto avvenuto nel febbraio 1944 a Olevano Romano, ad opera delle SS tedesche;

la scheda del CDEC registra invece la data di arresto come 3 marzo 1944, con luogo di arresto indicato genericamente come Roma. mausoleofosseardeatine.it digital-library.cdec.it

Su un punto, però, le fonti convergono: fu arrestato per motivi razziali. La scheda del Mausoleo aggiunge che fu poi fucilato con il fratello Ugo. mausoleofosseardeatine.it

Detenzione

Dopo l'arresto fu detenuto a Regina Coeli, secondo la scheda del Mausoleo. Il CDEC usa la formula più generica carcere di Roma. mausoleofosseardeatine.it digital-library.cdec.it

Uccisione alle Fosse Ardeatine

Tullio Milano fu assassinato il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel Mausoleo e collocato nel Sacello 254. mausoleofosseardeatine.it

L'Atlante delle stragi lo elenca sinteticamente come "Milano Tullio, nato a Roma il 20 novembre 1899, impiegato, ebreo". straginazifasciste.it

Scheda riassuntiva

Voce Informazione

Nome Tullio Milano

Nascita 20 novembre 1899, Roma

Genitori Vitale/Vito Milano e Olga Pontecorvo

Residenza Via Baccio Pontelli 16, Roma

Professione Impiegato

Identità Ebreo; vittima della Shoah

Servizio militare Tenente di fanteria; campagna 1915-1918

Arresto Febbraio 1944 a Olevano Romano secondo il Mausoleo; 3 marzo 1944 a Roma secondo CDEC

Arrestanti SS tedesche

Motivo del fermo Motivi razziali

Detenzione Regina Coeli / carcere di Roma

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Sacello 254

Familiare collegato Fratello di Ugo Milano, ucciso anch'egli alle Ardeatine

Cosa si può dire con maggiore sicurezza

Il nucleo più sicuro e questo: Tullio Milano era un impiegato ebreo romano, figlio di Vitale Milano e Olga Pontecorvo, fratello di Ugo Milano, arrestato durante la persecuzione razziale, detenuto a Roma e assassinato il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. mausoleofosseardeatine.it, digital-library.cdec.it, straginazifasciste.it

Cosa resta meno chiaro

Il punto principale da segnalare e la discordanza sulla data e sul luogo esatto dell'arresto:

febbraio 1944, Olevano Romano secondo il Mausoleo;

3 marzo 1944, Roma secondo il CDEC.

Potrebbe trattarsi di una differenza tra data del fermo, registrazione carceraria o trascrizione archivistica. Per sciogliere il dubbio servirebbe il fascicolo personale ANFIM o documentazione di polizia/questura.



lunedì 10 agosto 2026

Giorgio Madeddu Notizie sui Caduti delle Fosse Ardeatine Micheli Ernesto Micozzi Ermidio

Progetto 2024/3

Giorgio Madeddu

202. Micheli Ernesto - Imbianchino.

Dati biografici essenziali

Ernesto Micheli nacque a Roma il 7 gennaio 1898. Aveva 46 anni al momento della morte. Era figlio di Pasquale Micheli e Filomena Crescenzi. Risiedeva a Roma, in via Quattro Cantoni 72. Di mestiere faceva l'imbianchino. mausoleofosseardeatine.it

Profilo politico e antifascista

Le fonti istituzionali lo indicano come appartenente al Movimento Comunista Italiano. Nella scheda del Mausoleo si legge anche che svolgeva attività di propagandista e faceva da collegamento tra le zone centrali e la periferia di Roma. Questo e uno dei pochi elementi concreti che emergono sul suo ruolo nell'antifascismo. mausoleofosseardeatine.it

Una fonte memoriale locale lo descrive inoltre come un comunista legato a Bandiera Rossa. Questo dettaglio e plausibile, ma lo terrei come informazione commemorativa secondaria rispetto alla scheda istituzionale del Mausoleo. rerumromanarum.com

Servizio militare

Aveva svolto il servizio di leva come soldato di artiglieria e aveva partecipato alla campagna di guerra 1915-18. mausoleofosseardeatine.it

Arresto

Fu arrestato il 24 marzo 1944, cioè lo stesso giorno dell'eccidio, in via Quattro Cantoni 72, il suo indirizzo di residenza. Gli esecutori dell'arresto furono indicati come agenti del commissariato Monti della polizia italiana. mausoleofosseardeatine.it

Nella documentazione risulta inserito nella lista Kappler fra le persone "a disposizione della Questura", fermate per motivi di Pubblica Sicurezza. mausoleofosseardeatine.it

Detenzione e uccisione

Dopo l'arresto venne condotto a Regina Coeli. Da lì fu incluso nel gruppo delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, dove fu assassinato il 24 marzo 1944. Nel Mausoleo e collocato nel Sacello 174. mausoleofosseardeatine.it

Memoria pubblica

A Roma, in via dei Quattro Cantoni, esiste una targa commemorativa dedicata a Ernesto Micheli. La targa lo ricorda come: “martire della libertà" e "vittima della ferocia nazi-fascista".

Va notato che la targa parla dei "320" delle Fosse Ardeatine, ma il numero storicamente corretto delle vittime dell'eccidio e 335. chieracostui.com, rerumromanarum.com

Scheda riassuntiva

Voce Informazione

Nome Ernesto Micheli

Nascita 7 gennaio 1898, Roma

Genitori Pasquale Micheli e Filomena Crescenzi

Residenza Via Quattro Cantoni 72, Roma

Professione Imbianchino

Religione Cattolica

Servizio militare Soldato di artiglieria; campagna 1915-18

Appartenenza politica Movimento Comunista Italiano

Ruolo nell'antifascismo Propagandista; collegamento tra centro e periferia di Roma

Arresto 24 marzo 1944, via Quattro Cantoni 72

Arrestanti Polizia italiana, agenti del commissariato Monti

Detenzione Regina Coeli

Lista Kappler A disposizione della Questura, fermato per motivi di Pubblica Sicurezza

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Sacello 174

Cosa si può dire con maggiore sicurezza

Il nucleo più solido e documentato e questo: Ernesto Micheli era un imbianchino romano, comunista e attivo nell'antifascismo clandestino; fu arrestato dalla polizia italiana il 24 marzo 1944, rinchiuso a Regina Coeli e assassinato poche ore dopo nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. mausoleofosseardeatine.it

Cosa resta meno chiaro

Non emergono, almeno nelle fonti consultate fin qui, dettagli più estesi su: famiglia propria: moglie, figli, fratelli;

attività resistenziale concreta oltre il ruolo di propagandista e collegamento;

eventuale appartenenza formale a cellule o gruppi specifici;

circostanze più dettagliate del fermo oltre i dati amministrativi.





203. Micozzi Emidio - Commerciante.

Dati biografici essenziali

Emidio Micozzi nacque a Roma il 9 aprile 1900. Aveva 43 anni al momento della morte. Era figlio di Emidio Micozzi e Domenica Micozzi. Risiedeva a Roma, in via dei Pastini 114. Di professione faceva il commerciante. mausoleofosseardeatine.it

Profilo politico

Le fonti istituzionali lo indicano come appartenente al Movimento Comunista Italiano. Non emergono, nelle schede consultate, dettagli più sviluppati sul suo ruolo operativo nella Resistenza, ma la motivazione dell'arresto è collegata al suo attivismo politico. mausoleofosseardeatine.it, straginazifasciste.it

Arresto

Fu arrestato il 22 marzo 1944. Le fonti indicano come esecutori dell'arresto sia la polizia tedesca sia la polizia italiana. Il luogo preciso dell'arresto non è riportato nella scheda istituzionale consultata. La nota sull'arresto dice che fu fermato per il suo attivismo politico. mausoleofosseardeatine.it

Detenzione

Dopo l'arresto fu rinchiuso a Regina Coeli. Nella documentazione compare nella lista Kappler tra i detenuti a disposizione della Questura, fermati per motivi di Pubblica Sicurezza. mausoleofosseardeatine.it

Uccisione alle Fosse Ardeatine

Fu assassinato il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel Mausoleo è collocato nel Sacello 192. mausoleofosseardeatine.it

L'Atlante delle stragi nazifasciste lo elenca in forma sintetica come "Micozzi Emidio, nato a Roma il 9 aprile 1900, commerciante, appartenente al Movimento Comunista d'Italia". straginazifasciste.it

Memoria pubblica

Per Emidio Micozzi risulta anche una Pietra d'Inciampo a Roma, via dei Pastini 114, cioè all'indirizzo della sua residenza. La scheda memoriale lo ricorda con le indicazioni essenziali: nato nel 1900, arrestato il 22.3.1944, assassinato il 24.3.1944 alle Fosse Ardeatine. arteinmemoria.org

Scheda riassuntiva

Voce Informazione

Nome Emidio Micozzi

Nascita 9 aprile 1900, Roma

Genitori Emidio Micozzi e Domenica Micozzi

Residenza Via dei Pastini 114, Roma

Professione Commerciante

Religione Cattolica

Appartenenza politica Movimento Comunista Italiano

Arresto 22 marzo 1944

Arrestanti Polizia tedesca e polizia italiana

Motivo del fermo Attivismo politico

Detenzione Regina Coeli

Lista Kappler A disposizione della Questura, per motivi di Pubblica Sicurezza

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Sacello 192

Memoria pubblica Pietra d'Inciampo in via dei Pastini 114

Cosa si può dire con maggiore sicurezza

Il nucleo più solido è questo: Emidio Micozzi era un commerciante romano, legato al Movimento Comunista Italiano, arrestato il 22 marzo 1944 per attivismo politico, detenuto a Regina Coeli e assassinato due giorni dopo nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. mausoleofosseardeatine.it straginazifasciste.it

Cosa resta meno chiaro

Non ho trovato, in questa ricognizione, dettagli ulteriori su: moglie o figli;

attività resistenziale concreta oltre il riferimento all'attivismo politico;

luogo esatto dell'arresto;

eventuali documenti personali già pubblicati online.

Esiste però il riferimento a un fascicolo personale nell'Archivio ANFIM, che potrebbe contenere materiale più ricco. mausoleofosseardeatine.it







venerdì 31 luglio 2026

Giorgio Madeddu. Notizie sui Caduti delle Fosse Ardeatine Medas Giuseppe Menasci Umberto

 

Progetto 2024/3. 

Giorgio Madeddu

200. Medas Giuseppe - Avvocato.

Dati biografici essenziali

Giuseppe Medas nacque a Narbolia, in provincia di Cagliari all'epoca, il 27 agosto 1908. Aveva 35 anni quando fu ucciso. Era figlio di Fernando Medas e Francesca Tola. Risultava residente a Roma, in via Simone de Saint-Bon. Di professione era avvocato; aveva anche svolto il servizio militare come sottotenente di complemento di fanteria. mausoleofosseardeatine.it

Appartenenza politica

Le fonti istituzionali lo indicano come appartenente al Partito d'Azione. In alcune ricostruzioni commemorative sarde viene descritto anche come antifascista e come figura consapevole dei rischi della Resistenza romana dopo l'8 settembre 1943. mausoleofosseardeatine.it, lanuovasardegna.it

Arresto

Fu arrestato a Roma il 3 marzo 1944 in via dei Gracchi 195. Gli esecutori dell'arresto furono uomini della Banda Koch. La motivazione riportata nella scheda del Mausoleo e che fu fermato perché sospettato di svolgere attività politica clandestina. mausoleofosseardeatine.it

Una ricostruzione commemorativa locale lo definisce infatti il "silenzioso eroe sardo" e richiama esplicitamente il passaggio "da Giustizia e Libertà alla prigione della Banda Koch", formula che suggerisce un collegamento memoriale con l'antifascismo azionista. linkoristano.it

Detenzione

Dopo l'arresto fu detenuto alla Pensione Oltremare di via Principe Amedeo 2, uno dei luoghi usati dalla Banda Koch, e poi trasferito a Regina Coeli, nel VII braccio. Nella documentazione risulta inserito nella lista Kappler tra gli arrestati "a disposizione della Questura" e fermati per motivi politici. mausoleofosseardeatine.it

Uccisione alle Fosse Ardeatine

Giuseppe Medas venne assassinato il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine, compiuto dai tedeschi a Roma come rappresaglia. Nel sacrario e registrato al Sacello 191. mausoleofosseardeatine.it

La documentazione generale sulle vittime dell'eccidio lo elenca come: "Medas Giuseppe, nato a Narbolia il 27 agosto 1908, avvocato", confermandone la presenza tra i caduti della strage. straginazifasciste.it

Legame con la Sardegna

Le commemorazioni sarde lo ricordano come uno dei nove sardi uccisi nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Le iniziative pubbliche svolte a Narbolia ne hanno sottolineato sia la professione di avvocato sia il suo profilo di azionista e antifascista. lanuovasardegna.it, linkoristano.it

Nel 2024 il Comune di Narbolia e l'ANPI provinciale hanno promosso un'altra commemorazione pubblica in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'eccidio. unionesarda.it

Cosa si può dire con sicurezza

I dati più solidi e direttamente documentati sono questi:

Voce Informazione

Nome Giuseppe Medas

Nascita 27 agosto 1908, Narbolia

Professione Avvocato

Residenza Roma, via Simone de Saint-Bon

Appartenenza politica Partito d'Azione

Arresto 3 marzo 1944, via dei Gracchi 195, Roma

Arrestanti Banda Koch

Motivo del fermo Sospetto di attività politica clandestina

Detenzione Pensione Oltremare; poi Regina Coeli, VII braccio

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Collocazione nel Mausoleo Sacello 191

Cosa resta meno chiaro

Esiste però un riferimento a un fascicolo personale nell'Archivio ANFIM e a collegamenti archivistici dedicati alle vittime delle Fosse Ardeatine, che potrebbero contenere materiale ulteriore. mausoleofosseardeatine.it



201. Menasci Umberto - Commerciante.

Identità e profilo generale

Umberto Menasci era un commerciante romano ed e una delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, dove fu ucciso il 24 marzo 1944. Le fonti lo indicano esplicitamente come ebreo, quindi vittima sia della persecuzione antiebraica sia della repressione nazista a Roma. straginazifasciste.it , digital-library.cdec.it

Dati anagrafici

Sul piano familiare, la fonte piu ricca lo presenta come figlio di Asriele Menasci e Belladonna Menasci. Era sposato con Ida Limentani e aveva due figli, Alessandro e Gabriella. digital-library.cdec.it

Sulla nascita, invece, emerge una divergenza:

Voce Dato

Secondo CDEC nato a Roma il 10 gennaio 1907

Secondo Atlante delle stragi nazifasciste nato a Roma il 21 novembre 1890

Questa discordanza e reale e va segnalata con cautela. Il CDEC e molto autorevole per la persecuzione degli ebrei in Italia, ma anche l'Atlante delle stragi e una fonte istituzionale importante. digital-library.cdec.it, straginazifasciste.it

Arresto e detenzione

Secondo la scheda del CDEC, Umberto Menasci fu arrestato a Roma il 22 febbraio 1944 e detenuto nel carcere di Roma. La scheda non specifica, nel brano estratto, il reparto o il luogo esatto oltre questa indicazione generale. digital-library.cdec.it

Una memoria familiare pubblicata nel volume Memorie di Famiglia racconta che alcuni congiunti scomparvero il 22 marzo 1944 nel tardo pomeriggio, ritenendo che fossero stati arrestati insieme in modo quasi casuale. In quello stesso racconto compare anche Menasci tra i familiari travolti dalla persecuzione. Questo passaggio e prezioso come testimonianza memoriale, ma va distinto dai dati archivistici anagrafici del CDEC. pitigliani.it

Morte alle Fosse Ardeatine

Su questo punto le fonti concordano: Umberto Menasci fu ucciso nell'eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. digital-library.cdec.it, straginazifasciste.it

L'Atlante delle stragi lo elenca in modo sintetico come "Menasci Umberto, nato a Roma..., commerciante, ebreo", confermando sia la professione sia l'identità ebraica. straginazifasciste.it

Il contesto familiare

La testimonianza familiare conservata in Memorie di Famiglia aggiunge dettagli molto toccanti. Racconta che la famiglia Limentani pianse diversi congiunti uccisi o travolti dalla persecuzione, e cita esplicitamente Umberto Menasci come genero della famiglia, in quanto sposato a una figlia di Leone Limentani. pitigliani.it

Lo stesso testo riporta un particolare usato nel riconoscimento della salma: un piccolo indumento della figlia Gabriella, che Umberto avrebbe tenuto con se il giorno della cattura dopo essere uscito con la bambina. Il racconto aggiunge che lasciava anche il figlio Sandro/Alessandro, descritto come molto legato al padre. Questo e un dato di memoria familiare, non un verbale amministrativo, ma dà al profilo umano una forza notevole. pitigliani.it

Cosa si può affermare con buona sicurezza

Voce Informazione

Nome Umberto Menasci

Professione Commerciante

Città Roma

Identità Ebreo

Coniuge Ida Limentani

Figli Alessandro e Gabriella

Genitori Asriele Menasci e Belladonna Menasci

Arresto Roma, 22 febbraio 1944 secondo CDEC

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Cosa resta incerto

Il punto principale ancora incerto e la data di nascita:



10 gennaio 1907 secondo CDEC;

21 novembre 1890 secondo Atlante delle stragi nazifasciste.

Potrebbe trattarsi di un errore di trascrizione in una delle due banche dati, oppure di una confusione archivistica da verificare su registri anagrafici, scheda del Mausoleo o documentazione della Comunità ebraica di Roma.

Sintesi in una riga

Umberto Menasci fu un commerciante ebreo romano, sposato con Ida Limentani e padre di due figli, arrestato durante l'occupazione nazista e assassinato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. digital-library.cdec.it, straginazifasciste.it