Cerca nel blog

giovedì 26 marzo 2015

Fano. Confrenza Il Piave Mormorò 27 marzo 2015 ore 17,30 . Carte preparatorie


La prima guerra mondiale fu dichiarata anche per completare il processo unitario della nostra Nazione; per questo è stata anche definita, per l’Italia, la IV guerra d’indipendenza. Indipendenza ed affermazione contro quel nemico ereditario, l’Austria-Ungheria, che considerava l’Italia “una semplice espressione geografica. Per i primi due anni l’Esercito aveva cercato di risolvere il conflitto con battaglie che, però si rilevarono non decisive. L’11a Battaglia dell’Isonzo, agosto 1917, , con i suoi risultati, però, permetteva agli Italiani di poter giungere, con un ulteriore avanzata,Lubiana e far cadere Trieste per manovra, facendo crollare il fronte meridionale degli Imperi Centrali.
(Cartina:Massima Penetrazione Italiana ott.1917)
A seguito di ciò i Germanici decidono di concentrare gli sforzi contro l'Italia: a Caporetto, la 14 armata guidata dal gen. tedesco von Below, preceduta dal lancio di gas asfissianti rompe il fronte e dilaga nella valle; le posizioni elevate degli italiani restano isolate mentre prima l'ala sinistra della 2 armata italiana e poi l'intera armata sono costrette a ritirarsi. Il gen. Cadorna ordina la ritirata su una nuova linea difensiva: Pasubio-Asiago-Grappa-Piave



Di fronte alla gravissima minaccia di perdere non solo il Veneto, ma anche la Lombardia o addirittura di uscire dalla guerra sconfitti, il Re, il 12 Novembre 1917, emana un proclama alla truppe, in cui, oltre a incitarle al combattimento, in un passaggio fondamentale, chiede che esse devono combattere e resistere per difendere la propriaTerra”.Non usa il termine Patria, Nazione, Paese, Sacro Suolo o altro, ma usa il nome “Terra”.
Questo stava a significare che, a vittoria conseguita, si sarebbe affrontato il problema della riforma agraria, che aveva tormentato la vita sociale italiana dall’unità alla Grande Guerra ed i combattenti sarebbero stati tenuti in gran conto. Il messaggio che passò nelle trincee fu questo.

Per un Esercito composto di contadini  significò la speranza per il futuro e la più efficace motivazione al combattimento ed alla resistenza sul posto. Come in effetti accadde, l’Esercito Italiano resistette sul Piave e nelle due successive battaglie di arresto, ponendo le premesse di Vittorio Veneto. 

Nessun commento:

Posta un commento