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lunedì 16 marzo 2015

La Guerra e la sua evoluzione del novecento

NOTE SU 
Evoluzione della guerra di 6^ Generazione

Generazioni della guerra: essa è in realtà un continuum, non è mai consequenziale, diacronica cioè un ciclo continuo, oggi si usa dire che si utilizza un approccio olistico. Non è schematizzabile ma è però possibile cercare di articolarla per poterla studiare meglio.

Innanzitutto la lingua della guerra è cambiata: dal greco al latino al tedesco siamo ora nella fase dell’americano.

·       Le major wars sembra che ora siano scomparse e la guerra si è trasformata. Vi è un declino della fungibilità della forza militare ma una sua strumentalità al servizio della politica.  La guerra si è dunque trasformata anche se non si sa bene in cosa; esitono numerose definizioni: unconventional war, irregular war, asymmetric war, wicked war, criminal war, war of the third kind, non-trinitarian war, new war, counterwar, war amongst the people, three-block war, fourth-generation war, compound war, netwar, insurgency, global guerrilla, econo-jihad, not to mention information warfare, financial warfare, resource warfare, lawfare, cyberwarfare and chaoplexic warfare. Hybrid War (fisica e psicologica).
Si parla anche delle “Three Warfares.” Psychological Warfare (propaganda, deception, and coercion), Media Warfare (manipulation of public opinion domestically and internationally), and Legal Warfare (use of ‘legal regimes’ to handicap the opponent in fields favorable to him).
·       Prima di Westfalia (1648): guerre dinastiche, confessionali, eserciti privati (di nobili, di casate di sovrani) e mercenari, Eroi e capitani.
·       Dopo Westfalia: nasce lo stato-nazione e il concetto di interessi nazionali e pubblici; chi ha il potere, il primo ad affermarlo è Napoleone, afferma che il potere non viene più da Dio ma dalla gente.
·       “contratto sociale”: J.J. Rousseau (1762): sovranità pubblica, lo Stato diviene l’unico attore che ha il diritto di fare la guerra, guerra solo fra stati e siccome gli stati sono i detentori delle risorse non avrebbero interesse a sprecarle in guerre e quindi Stati responsabili=guerra vincolata da fini e risorse (Sunzi)= Pace; in realtà questa uguaglianza non si è mai verificata perché gli stati si sono armati sempre di più mettendo lo strumento militare al servizio della politica, sistema largamente utilizzato ai nostri giorni.
·       Si arriva alla rivoluzione francese: nascono gli eserciti nazionali, gli stati diventano “macchine da guerra”.
·       Ogni generazione di guerra si distingue per nuovi Scopi e strumenti (strategie, leadership, uomini, procedure, mezzi).
·       La guerra d’eroi rimane invece una costante in tutte le società

1^ GENERAZIONE (VI SEC AC – 1916)
·       Obiettivo: acquisire il territorio e sovranità distruggendo gli eserciti avversari.
·       Gli eserciti dapprima erano dinastici e privati per poi passare a eserciti nazionali.
·       Era una guerra di formazione: falange, linee e colonne, tiro diretto, guerra fra eserciti.
·       Si metteve in contrapposizione la forza e la resistenza.
·         Ruolo Intelligence: spionaggio, giochi di corte per anticipazione piani e individuazione forze.

La falange si è evoluta nel tempo in molti modi. Una delle prime fu quella di Alessandro Magno. Aveva cambiato la concezione della falange. Prima era una sorte di martello contro martello e aveva il compito di “spingere”. Per evitare questo contatto e guadagnare spazio in avanti si inventarono le picche (fino a 9 metri). Alessandro trasforma la falange in incudine e il martello era la sua cavalleria con cui schiacciava i nemici. Una figura importante è quella del serragente (sergente) che aveva il compito di serrare i ranghi. Inoltre la cavalleria di Alessandro aveva l’obiettivo di colpire i generali nemici e soprattutto il loro comandante che fu costretto a scappare per salvarsi più di una volta. Sottrarsi per salvaguardare le forze può essere una strategia ma non se ne deve abusare per non abbassare il livello di resistenza alla battaglia (ultimo dei 36 stratagemmi di Sun Tzu).

2^ GENERAZIONE (I GM)
·       Obiettivo: sempre territorio e risorse e distruzione degli eserciti.
·       Sempre forza contro resistenza.
·       Guerra di trincea: vi è sempre lo scontro diretto ma nasce anche il fuoco indiretto (artiglierie).
·       Intelligence: spionaggio, inizio fonti aperte (media) anticipazione piani, individuazione forze e obiettivi bellici, generare false informazioni (Threat Deception Plan).
3^ GENERAZIONE (II GM E GUERRA FREDDA)
·       Obiettivi: cambiano, sempre distruggere gli eserciti ma anche le risorse e con loro la popolazione e le strutture produttive che diventano un nuovo centro di gravità.
·       Manovra e fuoco: infiltrazione e difesa in profondità, aggiramento e iniziativa, fuoco diretto e indiretto, areale e di precisione, convenzionale e nucleare (Generale Douhet – air land battle e precision strike, concetto di stand off attack ossia effettuare l’attacco da posizioni dalle quali non si può essere colpiti).
·       Forza vs Resistenza in senso allargato. Resistenza diventa anche capacità economica e di sostegno che una nazione e la sua popolazione può dare alla guerra
·       Intelligence: ricerca piani e strategie, individuazione obiettivi e manipolazione (propaganda)
·       Eserciti: sono professionisti e tornano anche i mercenari

4^ GENERAZIONE: ASIMMETRICA
·       1989 William S.Lind, Hammes e altri riprendono concetti di guerra rivoluzionaria.
·       Obiettivo: diventa colpire la forza morale
·       Scopo: Vittoria morale, ideologica e politica.0
·       Guerra decentralizzata. Complessa e lunga di bassa intensità (Idee e Risorse), obiettivi militari e civili.
·       Attori statali (Westfalia) ma anche non statali o privati in network ideologici violenti, Stati-falliti, stati canaglia che usano il loro status per violare il diritto degli altri stati e quello internazionale.
·       Comprende: terrorismo, basi transnazionali, attacco alla cultura, guerra psicologica, manipolazione dei media, impiego di ogni risorsa politica, economica sociale e militare.
·       Conflitti a bassa intensità, insurrezionali. Dilemma tattico per i non combattenti: il problema dei criteri per la loro definizione e legittimità non è ancora completamente risolto.
·       Contrappone strutture formali e gerarchiche ad attori informali, reticolari, senza gerarchia.
·       Richiede pazienza, flessibilità, profilo basso, piccole unità, operazioni diverse dalla guerra. Si estende su tutti i fronti: economia, politica, media, militari e civili (SUPC: small unit precision combat (forze flessibili).
·       Oppone Forza e Resistenza Morale  
·       Richiede Guerrieri “ad Hoc” e leaders ideologici (Mao, Ho Chi Min, Castro, Che Guevara, Neocons, Osama bin Laden)
·       20% Agraria, 70% Industriale, 10% tribale
·       Cacciatori-raccoglitori INTELLIGENCE e informatici
·       La mobilitazione politica è parte di quella ideologica ed è essenziale
·       Preparazione strategica e intervento operativo di lungo periodo
·       Eserciti Professionali - Mercenari e Contractors si affermano poichè non c’è volontà sociale di schierare la leva in prima linea.
·       "is not just that the military's structure and equipment are ill-suited to the 4GW problem, but so is its psyche” (Thornton 2007). Thornton nota che l’organizzazione degli eserciti statali non è strutturata a combattere questo tipo di guerre sia dal punto di vista organizzativo ma soprattutto di mentalità. Per quest’ultimo motivo le strutture e gli strumenti convenzionali usati fino a questo momento perdono di efficacia.

5^ GENERAZIONE: GUERRA SENZA LIMITI
·       “Guerra senza limiti: 1996-1999”: libro di due generali cinesi (Qiao Liang- Wang Xiangsui) avevano già teorizzato la possibile presenza di una minaccia non statuale in grado di colpire una grande potenza (Bin Laden e secondo attacco alle torri gemelle).
·       Vortice della violenza (2005): senza piani, senza scopi, da disperati (Uff dei Marines Beebe). Si vince non perdendo mentre ora si perde non vincendo (Uff Canadese Coerr).: non è più una guerra equilibrata, non c’è un uso della forza ragionata, non si conservano le risorse ma si usa la violenza solo per lo scopo di fare violenza.
·       Obiettivo è quello di demolire la forza intellettuale e capacità di pensare.
·       Lo scopo è di costringere l’avversario a chiedere compromessi e compromettersi. La compromissione rischia così di portare di per sé ad una sconfitta.
·       Usa qualsiasi mezzo, armi e non-armi, potenza militare e non militare, prevede perdite e non perdite (2006).
·       Privilegia l’arma dello stallo politico, finanziario ed economico.
·       C’è asimmetria anche negli scopi, nei mezzi nei parametri ma soprattutto nei valori.
·       Contrappone: Capacità Intellettuali  Diverse
·       Permette di scaricare il rischio su altri
·       Si avvale di nuove forme di sostegno economico
·       La 5^ Generazione NON si deve percepire come Guerra (La rapina perfetta).
·       Tende a rendere indifferenti nei confronti della guerra (elusione, mistificazione).
·       La guerra di 5^ generazione viene negata come guerra (si tende a parlare di conflitto)ma viene “mascherata” come missione umanitaria. Per vincere è necessario guadagnarsi la fiducia delle popolazioni locali: “to win hearts and minds”; il prolungarsi di questi conflitti, pur a bassa intensità, porta al rischio di insuccesso.
·       Tende alla distruzione e autodistruzione e alla paralisi attraverso l’insicurezza
·       Non è vincolata da ideologia, religione, tecnologia, etica o interessi da difendere.
·       Strappa concessioni politiche (vittoria),
·       Sfrutta lo scambio di conoscenza libero.
·       Tende a rendere indifferenti nei confronti della guerra (elusione, mistificazione)
·       Richiede l’abilità di estraniarsi dal proprio sistema di pensiero e valutare gli eventi da una prospettiva multipla.
·       Visione strategica lunga e intervento operativo rapido
·       Il Ciclo di Boyd (OODA – Observe, Orient, Decide, Act) risulta lento per questo tipo di guerra. Si passa ad un ciclo più compresso eliminando le fasi Orient e Decide: passando dall’Informazione all'Azione. Acquista, quindi, sempre maggiore importanza la figura del comandante che deve agire in prima persona prendendo decisioni rapide.
·       Problema della Actionable Intelligence: le notizie intelligence ad esempio non possono essere utilizzate a scopi giuridici.
·       La mobilitazione politica è dannosa o quanto meno inutile.

In questa generazione della guerra i militari professionisti, che già con la quarta generazione avevano dei problemi (possedevano gli strumenti efficaci ma non avevano una mentalità adeguata), non riescono a raggiungere i risultati che si sono prefissi nei tempi previsti.
A tal proposito Mc Cristal, nelle sue memorie, sta cercando di ricostruire gli eventi per comprendere i fattori di insuccesso. È infatti difficile fissare un paradigma in quanto è già obsoleto nel momento in cui viene esplicitato. Ad esempio attribuire tutte le responsabilità dei problemi di instabilità odierni ad Al Qaida e all’integralismo islamico è un’eccessiva semplificazione.

In questo contesto le capacità di previsione delle possibili minacce future hanno perso di efficacia o addirittura forniscono dati ingannevoli (tutte le previsioni dei potenziali failing states prodotte negli ultimi anni si sono rilevate inattendibili). Contemporaneamente la dinamicità portata dalla globalizzazione ha introdotto nuovi elementi di indeterminatezza che rendono ancora più complessa la situazione mondiale. Gli stati più evoluti che hanno basato il proprio sviluppo e benessere sullo sfruttamento delle risorse dei paesi più poveri si trovano oggi a dover sopportare uno squilibrio demografico che sarà negli anni a venire sempre più forte. Questa tendenza non potrà continuare a lungo e i paesi in via di sviluppo, in particolare la Cina, sembrano averlo capito meglio delle potenze occidentali. La Cina, infatti, sta effettuando forti investimenti economici in Africa, continente a rischio depauperamento,  senza porre alcun vincolo sociale. Al contrario i paesi occidentali impostano un tipo di collaborazione militare e di gestione politico sociale (esempio è la recente istituzione di Africom che ingloba una componente civile a fianco di quella militare). 

Le nuove criticità del mondo globale (megalopoli caotiche, campi profughi oramai diventati permanenti tipo Laore, Gaza, Mumbai, il traffico di esseri umani, la pirateria alimentata dalla connivenza di attori istituzionali, il traffico di rifiuti speciali, il traffico di droga) hanno fatto emergere dei nuovi attori, vere e proprie bande.  

6^ GENERAZIONE: GUERRA PER BANDE
·       Obiettivo: distruggere INTEGRITA’ ISTITUZIONALE
·       Abbattere o Asservire il sistema di Westfalia
·       Scopo: Interesse privato e nuovo sistema di potere
·       Metodo: Delegittimare le istituzioni. Degradare il sistema pubblico con l’inefficienza, la paura, la corruzione, la manipolazione del consenso.
·       Personalizzare lo scontro e delegittimare l’avversario: avere un interlocutore fisico e diretto e delegittimarlo.
·       Guerra permanente ed evidente, queste bande hanno sempre un nemico
·       Sfruttamento delle informazioni private e classificate.
·       Accentuare le sperequazioni.
·       Fine dell’uso della forza come monopolio degli stati.
·       Fine del Bene Pubblico: appropriazione e spoliazione del patrimonio.
·       Bande slegate da vincoli ISTITUZIONALI (strutture statali, organizzazioni internazionali, alleanze formali).
·       Bande unite da vincoli di famiglia, clan, tribù, etnia, ideologia, religione o soltanto da interesse personale da conseguire con un progetto associativo anche transitorio. 
·       Prevalenza della Banda più grossa o di quella al potere.
·       Struttura gerarchica attorno ad un leader in grado di accedere al potere e di proteggere l’associazione.
·       Assalto al POTERE con infiltrazione, corruzione, intrusione, mercenari, sicari, proxies e milizie.
·       Gli strumenti istituzionali (Organi Intelligence, eserciti, polizie), consapevoli o ignari, servono le bande al potere e sono sfruttati per interessi particolari fino alla loro consunzione.
·       Richiede INTELLIGENCE rivolta a sostenere.
·       Costruzione di un NEMICO  ideologico e politico,
·       Cospirazione, pianificazione segreta, accesso ai sistemi di controllo, eliminazione degli avversari (virtuale o fisica), collusione dei vertici istituzionali internazionali e nazionali, indifferenza e ignoranza dell’opinione pubblica.
·       Non si contrasta con Forza Fisica o Resistenza ma con Legalità e Condivisione Conoscenza.
·       Genera RESILIENZA e nel lungo termine favorisce la RIBELLIONE.

Resilienza
Capacità di sopportare le sollecitazioni assorbendo energia senza deformarsi per poi restituire energia positiva al cessare della sollecitazione.
E’ il contrario della Fragilità.
Non è la flessibilità che comunque permette la deformazione, la perdita d’iniziativa, d’autonomia, d’autostima, di motivazione.
Non è l’accettazione fatalistica delle avversità,
Non implica forza fisica,ma Fortezza.
Non ricorre alle vecchie soluzioni ma richiede la capacità di  capire il nuovo e sviluppare nuove potenzialità.
La gente che è sottoposta a questi ambienti si abitua a sopportare questa energia ma prima o poi si ribella e restituisce tutta l’energia, anche in maniera esplosiva.

Der Waldgang (Ernst Junger)
·       Prima fase dell’eroe militare: suo fallimento poiché trasformato in vittima dello scannatoio.
·       Passaggio all’’Eroe Operaio strumentalizzato e trasformato dal Nazismo in un «cupo» esercito di schiavi.
·       Dall’eroe operaio, dopo la II GM nel 1951, fa nascere l’eroe Ribelle (lo paragona al lupo), l’eroe che si riappropria del valore umano. Egli vive nella massa ma conserva la capacità di decidere da solo e di opporsi.
I tiranni controllano un mondo fatto di pecore con quattro cani. Se i lupi fossero soltanto all’esterno del gregge e vedessero solo le pecore come prede, basterebbero i cani a rassicurare i tiranni. Ma se i lupi si confondessero con la massa grigia delle greggi e fossero pronti a colpire i pastori piuttosto che le pecore i tiranni dovrebbero cominciare a preoccuparsi non tanto del singolo lupo ma anche del gregge che i lupi possono trasformare in branco.

I cani diventerebbero impotenti a meno di non unirsi ai lupi. 

(sintesi di una lezione di Fabio Mini)

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