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sabato 22 ottobre 2016

La Battaglia di Sedowa.6 Lo sviluppo e la conclusione


(4)    Mancato contrattacco austriaco
Successivamente Poch viene investito sul fianco destro dalla 8^ Divisione prussiana, viene ucciso e la brigata completamente annientata. Ciononostante, Mollinary tiene la foresta e Franseky (comandante prussiano) invia un messaggio chiedendo rinforzi al comando alle 11.00. Moltke, che intende completare il proprio piano rifiuta i rinforzi per non sguarnire la riserva in attesa che la 2^ Armata raggiunga la posizione adatta. Moltke si rende conto che i prussiani sono ancora a rischio contrattacco.
Infatti Mollinary avrebbe voluto proseguire il movimento per aggirare il fianco sinistro della 1^ Armata del Principe Carlo e al riguardo ha il supporto da parte del comandante del 3° Corpo e della Divisione di cavalleria dell’Arciduca Ernesto, ciononostante Benedek non autorizza il movimento[i].
L’ora decisiva per la battaglia di Koniggratz è tra le 11 e le 12 quando, vista l’indecisione austriaca, i prussiani riescono a schierare 40 pezzi di artiglieria per supportare le stanche 3^ e 4^ Divisione guadagnando tempo affinché la 2^ Armata prussiana raggiunga la zona di operazioni.
(5)    Ala sinistra in pericolo
Nonostante la posizione sfavorevole (Principe Alberto di Sassonia aveva proposto di posizionarsi presso Hradek e di abbattere la foresta di Prim) l’ala sinistra manteneva la posizione principalmente per la mancata aggressività dell’Armata dell’Elba di Hervarth, che temeva un cedimento al centro da parte della 1^ Armata del Principe Federico Carlo. Non ci sarà un ingaggio fino alle 13.30 con la 14^ e la 15^ Divisione dell’Armata dell’Elba.
(6)    Problemi Prussiani sul Bystrice
Al centro, infatti, la 1^ Armata era in difficoltà inchiodata sul Bystrice dall’artiglieria austriaca mentre almeno 100 pezzi del Principe Federico Carlo erano senza munizionamento in attesa di rifornimenti da Jicin.
Nonostante l’ordine del Principe di far intervenire le due Divisioni (5^ e 6^) di riserva, Moltke riesce a bloccare l’iniziativa poiché ancora in attesa dell’arrivo della 2^ Armata ma i prussiani non riescono a raggiungere le posizioni elevate, da dove l’artiglieria austriaca fa fuoco utilizzando ormai le munizioni del 6° Corpo in riserva di Ramming che viene inoltre invitato da Gablenz a unirsi al combattimento[ii].
Alle 12.00 finalmente la nebbia si alza e la visibilità sul campo di battaglia mostra a Moltke un panorama inquietante con il centro dello schieramento assottigliato e il Corpo di Ramming che avanza verso la prima linea.
(7)    Benedek valuta un’offensiva
Alle 11.45 Bendek viene informato che le Divisioni della 2^ Armata hanno attraversato l’Elba alle 09.00 e che sarebbero arrivate intorno alle 14.00 sul fianco dello schieramento.
In tale momento Benedek, dopo aver ordinato al 4° e 2° Corpo di ritornare alle proprie posizioni iniziali e distendere il fronte, valuta la possibilità di far intervenire la propria riserva (6° Corpo di Ramming) per un contrattacco. Non è ben comprensibile perché Benedek chieda l’autorizzazione all’Arciduca Guglielmo, Comandante nominale dell’Armata austriaca, di effettuare la controffensiva ricevendo risposta negativa[iii].
Precedentemente, il nuovo comandante del 1° Corpo (in riserva) Leopold Grondecourt (che aveva sostituito Clam Gallas) aveva posto i reggimenti in colonna per avanzare tra il 10° ed il 3° Corpo senza disposizioni da parte di Benedek.
Le Divisioni della 2^ Armata in prossimità della zona di operazioni ricevono l’ordine, da parte del Principe Ereditario, di marciare puntando verso gli alberi della foresta Horenoves e non verso il suono dei cannoni al fine di non impattare sulla fronte di Benedek bensì sul fianco destro.
(8)    La sacca inizia a chiudersi
Dalle 12.00 alle 13.00 Ramming continua a chiedere di poter intervenire e Benedek nonostante la posizione di alcuni collaboratori, comincia a valutare la possibilità di un contrattacco e dispone che il 6° Corpo rimanga nelle posizioni acquisite ancorché in riserva e al 1° Corpo di continuare il movimento verso il fianco del 10° Corpo. Ma alle 13.00 i primi reparti della 2^ Armata raggiungono il fiume Trotinke e le prime batterie prussiane si dispongono a tiro utile verso Chulm. Sta iniziando il Kesselschlacht.
Sempre alle 13.00, la 30^ Brigata di Canstein riesce ad aggirare sul fianco i sassoni e, nonostante i rinforzi del generale Weber Comandante dell’8° Corpo austriaco, riesce a prendere Hradek e a piazzare la propria artiglieria riuscendo così a raggiungere la foresta di Prim.
L’ala sinistra di Bendek sta subendo un aggiramento e spinta dalle unità prussiane si allontana dal contermine 10° Corpo pertanto Gablenz decide di far intervenire l’8° Armata.
Sull’altra ala dello schieramento austriaco, Benedek, ricevute informazioni sul ritardo dell’avanzata della 2^ Armata, decide di far ripiegare il 4° e 2° Corpo piuttosto che provare a chiudere la 1^ Armata prussiana, contestualmente lo schieramento austriaco comincia a subire il fuoco delle prime artiglierie schierate ad Horenoves. L’avanguardia della 2^ Armata prussiana mette panico sulle quattro brigate del 2° Corpo prussiano. In particolare, il 6° Corpo prussiano raggiunge il fiume tra Racic e Trotinka senza incontrare che poche truppe demoralizzate.
Alle 14.00 la 14^ Divisione entra a Problus e Moltke per la seconda volta impedisce l’intervento delle divisioni di riserva come avrebbe voluto il Principe Federico Carlo. Intanto il fianco destro è ancora più critico con i resti della 7^ Divisione di Fransecki e la 1^ Divisione della Guardia che prendono possesso della foresta di Svib costringendo in una posizione incerta il 4° Corpo di Mollinary.
(9)    Cattura di Chulm ed il collasso del fronte
La 1^ Brigata delle Guardie prussiana affonda nel dispositivo austriaco sino ad arrivare a Nedelist trovando un fronte debole creatosi a causa del disorientamento creato nell’ala destra dagli ordini di rischiaramento di Benedek. Gli uomini del 4° e 2° Corpo più la Divisione di Cavalleria leggera di Taxi attaccati da più lati cominciano a ripiegare disordinatamente verso i ponti sull’Elba.
Intanto le Guardie continuano ad avanzare e conquistano Chulm tagliando la via di ritirata ad alcuni reggimenti austriaci e distruggendo una intera batteria di artiglieria. Nel mentre Benedek ed il suo Stato Maggiore sono intenti a seguire da Lipa il collasso dei sassoni nonostante i rinforzi del 1° Corpo, quando viene informato dell’arrivo delle Guardie prussiane da nordovest. Resosi conto di ciò Benedek, sotto il fuoco dell’artiglieria, prova ad ordinare ai resti del 3° Corpo di riconquistare Chulm ma viene disobbedito.
La situazione è estrema, Gablenz cerca di ridislocare l’artiglieria per colpire Chulm ma si trova il campo di tiro coperto dalle proprie truppe e assiste al progressivo accerchiamento delle proprie posizioni, siamo intorno alle 15.00 del pomeriggio.
Benedek da ordine al 10° Corpo di arretrare e disporsi per affrontare la 2^ Armata prussiana ma ormai la confusione aumenta progressivamente. I sassoni in ritirata da Problus vengono fatti segno a fuoco dalla Brigata alleata di Piret. C’è solo una via di fuga per tutta l’Armata del Nord composta ora da 6 Corpi di fanteria, 4 divisioni di cavalleria e dozzine di batterie, Koniggratz[iv]. Alle 15.30 le due brigate di Guardie prussiane hanno definitivamente liberato Chulm e installato l’artiglieria.
Benedek ed il suo Stato Maggiore comandano rispettivamente al 1° Corpo di concentrarsi presso Chulm ed al 6° Corpo di cambiare per la terza volta fronte e dirigersi verso lo stesso villaggio. Il coordinamento si perde anche perché Benedek come La Marmora a Custoza invece di mantenere una posizione centrale nel dispositivo comincia ad andare avanti ed indietro nervosamente per tutto lo schieramento.
Ramming si butta all’attacco senza la supervisione di Benedek ma viene respinto con forti perdite (125 ufficiali e 6000 uomini in 60 minuti) anche per colpa di due nuove batterie delle Guardie che vengono schierate tra Chulm e Ruzberic. Dopo circa 45 minuti avanza il 1° Corpo che subisce sorte peggiore poiché a differenza di Ramming che riesce a schierare la propria artiglieria a supporto, a causa di un attacco di Ussari Prussiani, Grondecourt non ne ha il tempo e viene pressoché distrutto nei continui attacchi che si protraggono fino alle 17.00.
Si può dire che già dopo poco le 16.00 l’Armata del Nord è distrutta.
Benedek, infine, una volta passato l’Elba ordina le distruzione dei quattro ponti ma lascia indietro migliaia di uomini compresa la maggior parte della cavalleria di riserva, 14 battaglioni sassoni e la maggior parte del 1° e 6° corpo. Il panico è totale e la stessa fortezza di Koniggratz viene assaltata in cerca di protezione dagli austriaci sbandati. Chi non è passato per i ponti cerca di guadare il fiume è un disastro.



[i] Benedek era il leone di Solferino poiché grazie ad una buona posizione e un fornito fuoco organizzato di artiglieria respinse gli attacchi nemici.
[ii] I due Corpi in riserva erano in ottime condizioni, avevano avuto l’opportunità di consumare un pasto caldo compreso di vino ed erano riposati.
[iii] E’ strano poiché la figura dell’Arciduca Guglielmo è assolutamente rappresentativa. Benedek era il Comandante assoluto dell’Armata del Nord e non aveva bisogno di autorizzazioni per movimenti tattici.
[iv] In verità erano stati costruiti quattro ponti nel pomeriggio ma non erano stati segnalati sul terreno.

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