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mercoledì 31 maggio 2023

La concezione napoleonica della gestione strategica. I principi dell'equilibrio nella flessibilità e variabilità


 Ten. Cpl. Art. Pe. Sergio Benedetto Sabetta

Introduzione

          Non vi è in realtà una formulazione originale dei principi strategici napoleonici, né un corpus dottrinale da lui elaborato, egli piuttosto perfezionò e applicò principi da altri creati si che la sua genialità si esplicò nelle modalità di attuazione e nella capacità di sviluppare e usare elementi altrui, la mancanza di una dottrina fu in parte dovuta dalla necessità di non svelare ad altri i principi della sua azione.

          Maestri ispiratori furono senz’altro in primis Federico II di Prussia  con le sue campagne contro Francesi, Austriaci e Russi codificate nelle famose “Istruzioni segrete” del 1748, ma anche Eugenio di Savoia, Turenne, Luxemburg, Maurizio di Sassonia oltre ai classici dell’antichità.

          Dal punto di vista teorico lesse e rilesse tra gli altri l’ “Essai General de taticque” e il “Defense du systéme de guerre moderne” entrambi di  Jacques Antoine Hyppolite, conte di Guibert, oltre ai “Principes de la guerre des montagnes” di Pierre de Bourcet, mentre per gli aspetti più tecnici della propria arma ebbe, in particolare ad Auxonne, la guida del barone Du Teil fratello del celebre cavaliere Jean du Teil, teorico dell’uso dell’artiglieria e discepolo di De Gribeauvael.

          Vi è in lui una notevole capacità organizzativa che si esplica sia in termini macro, con la completa visione d’insieme, che in termini micro, curando i vari particolari del quadro, in un continuo rimando coordinativo fra i vari piani.

          La caratteristica principale risulta pertanto l’illimitata flessibilità e variabilità sia dell’organizzazione che della concezione operativa.

 Caratteristiche

           Se la caratteristica principale risulta essere la flessibilità e la variabilità unite ad una concezione dinamica ed audace dell’azione ma non temeraria, secondo un freddo realismo delle forze in campo, punto centrale è la ricerca di un attento equilibrio di mezzi e risultati, di sforzi ed ostacoli nel tentativo di mantenere il proprio equilibrio spezzando l’equilibrio altrui, come giustamente osserva Lidell Hart.

          Nella programmazione vi è una attenta informazione e valutazione sulle forze contrapposte, ma il piano o meglio i vari piani così accuratamente preparati non costituiscono vincolo all’azione ma piuttosto mezzo o pietra di paragone per misurare tutti i successivi avvenimenti e possibilmente anticiparne le conseguenze.

          Vi è sempre un piano alternativo quale conseguenza della necessità di un piano poliedrico impostato secondo molteplici probabili sviluppi. Il caso per quanto previsto e limitato non può essere sottovalutato, circostanza che impone un continuo ripensamento dei vantaggi e svantaggi durante lo svolgersi dell’azione man mano che si presentano gli imprevisti, senza  per questo deviare dall’obiettivo finale.

          Il variare in corso d’azione dell’organizzazione della macchina bellica in un’apparente caos in realtà viene a confondere le osservazioni avversarie, in quanto l’unità di comando è sempre mantenuta e le varie unità rimangono comunque tra loro a distanza utile, pronte al concentramento nonostante un’apparente dispersione. Elemento essenziale di tale tecnica operativa è la rapidità di esecuzione quale complemento alla velocità e mobilità imposte dall’inizio alla fine alle operazioni, velocità che può trasformare un imminente pericolo in un successo.

          Tre i fattori che permettono una tale stupenda dimostrazione di efficienza:

 ·       L’autodisciplina e la relativa indipendenza operativa del sistema francese;

·       La leggerezza delle singole unità, fornite della caratteristica divisionale di un forte autosostentamento;

·       Il ferreo controllo dell’insieme.

 

Vitale risulta l’accurato rapporto fra tempo e distanza, scegliendo i percorsi più facilmente praticabili in una autentica “economia dello sforzo” al fine di ridurre il logorio delle unità.

Questa adattabilità e mobilità strategica confluiscono, verso un graduale concentramento, si che il decentramento o dispersione apparente favorisce in realtà la manovra e il combattimento secondo precisi ordini con la conseguente sorpresa e demoralizzazione avversaria.

Viene riconosciuta l’importanza sia del morale che dell’unità di comando in una influenza reciproca, deve tuttavia ammettersi che la crescita organizzativa mediante incorporazione, come avvenne nella “Grande Armée”, può condurre all’indebolimento dell’unità morale e di manovra.

Fondamentale per ottenere  una obbedienza economica sono l’attaccamento ed il rispetto dei subordinati verso la dirigenza, la quale d’altra parte deve essere fondata sulla perseveranza e il coraggio dell’azione dei superiori, costante la prima nel tempo circostanziata in precisi momenti la seconda.

Il sistema premiante deve essere accuratamente ordinato per gradi e favorire l’atmosfera collaborativa fra i vari livelli secondo una precisa e controllata trasparente lealtà riconosciuta in tutta l’organizzazione, inoltre deve essere favorito il feedback tra la base e il vertice con precise testimonianze sui risultati delle richieste avanzate e degli interventi effettuati.

E’stata più volte sottolineata l’apparente ambiguità dell’unità di comando in presenza di un forte decentramento operativo, ma il contrasto è più apparente che reale, come già sopra chiarito, se solo si consideri la necessità della dispersione in presenza di repentini aggiustamenti prima dello scontro.

Infine deve richiamarsi l’attenzione sull’individuazione dell’esatto obiettivo comune da perseguire e quindi della parallela necessità di una unica linea di azione evitando, per quanto possibile, un inutile dispersione di uomini e risorse.

 

 Riflessi attuali

Luttwak  parla di rischio organizzativo proprio nel momento in cui aumentano la segretezza, le unità in gioco e la complessità delle manovre poste in atto, tale rischio deriva dall’attrito che ostacola il funzionamento di qualsiasi organizzazione, tanto più se complessa. Il concetto di attrito era stato già rilevato dal Clausewitz quando, nel raccomandare di non semplificare eccessivamente, osservava le difficoltà che si accumulano e si producono nel loro complesso durante l’azione.

La ricerca della sorpresa derivante dalla scelta paradossale, al fine di ottenere un vantaggio competitivo, ha comunque un proprio costo che si manifesta nella perdita di forze e nel possibile aumento del rischio di confusione nell’organizzazione, a cui solo una maggiore preparazione ed una più efficiente comunicazione, quale impalcatura di un saldo controllo direzionale, può mettere rimedio. Dobbiamo tenere presente che ciò che è paradossale col tempo diventa prevedibile, mentre il prevedibile può essere al contrario imprevedibile se a lungo non applicato.

Ciò che è logico con il tempo diventa illogico, evolvendo nel suo opposto, tranne che non intervengano mutamenti esogeni nelle condizioni dei partecipanti, si che non vi è di peggio della baldanza derivante dal successo che può trasformare questi nelle premesse di un disastro.

Si recupera un concetto di flessibilità e manovrabilità non rigido, quale fosse un canone, ma adattabile sia nell’imprevisto quanto in termini programmatori del passaggio da logica a illogica, interviene in questo l’importanza mai sufficientemente ricordata della gestione dei canali di comunicazione in rapporto ad un saldo controllo dell’insieme, in cui il decentramento non è premessa di disarticolazione ma adattabilità e velocità di manovra.

Dobbiamo considerare che ciò che in apparenza può sembrare un’azione definitiva e sistematicamente cumulativa a cascata di successi, può produrre in realtà reazioni che non solo la disattivino ma addirittura siano strategicamente controproducenti.

Peraltro anche le innovazioni tecniche non sono di per sé sinonimo di successo se non adeguatamente supportate e metabolizzate dall’organizzazione che dovrà utilizzarle, magari superando vecchi schemi che tenderanno a ridurne l’impatto sia per mancanza di fantasia che per difesa dei ruoli acquisiti.

Von Clausewitz richiama nella sua opera l’importanza della forza d’animo e dell’orgoglio quali elementi che forgiando il carattere del singolo e dell’organizzazione nell’insieme possano creare una cultura che conduca alla fermezza e costanza, senza peraltro precipitare verso la testardaggine.

Si parla oggi giorno di vantaggi chiave e della creazione di informazioni organizzative adattabili alla strategia,  superando eventuali blocchi di sistema. Si pone inoltre attenzione alla dispersione dell’attenzione dirigenziale nella gestione della quotidianità che, facendo perdere il contatto con la cultura dell’organizzazione, impedisca il concentrarsi sulla formazione di una salda cultura organizzativa diffusa, diretta verso i fini strategici.

Altro elemento è la riconosciuta difficoltà di una equilibrata e complementare crescita organica, che permetta di allineare in modo efficiente su un unico obiettivo organizzativo risorse e uomini.

Comunque concludendo quello che emerge è la necessità che una adattabilità e flessibilità organizzativa non si trasformi in disarticolazione e sfiducia nel sistema, per mancata chiarezza di mezzi ed obiettivi, a seguito della perdita della capacità comunicativa e di coordinamento.

 

 

Bibliografia

 

·       D. G. Chandler, Le campagne di Napoleone, Milano 1972 ;

·       B. H. Liddell Hart, The Strategy of the Indirect Approach, Londra 1954;

·       E. N. Luttwark, Strategia. Le logiche della guerra e della pace nel confronta tra le grandi potenze, Milano 1989;

·       K. Von Clausewitz,Pensieri sulla guerra, Milano 1970;

 

 

 

 

mercoledì 10 maggio 2023

Il Corpo Italiano di Liberazione. Dalle Mainarde al Metauro . 1944.

 Si riporta la Bibliografia usata per la composizione del volume Il Corpo Italiano di Liberazione

Da Monte Marrone al Metauro Aprile – Agosto 1944 La credibilità conquistata sul campo" che uscira nel mese di Giugno 2023. per i tipi di ArcheoAres Viterbo

BIBLIOGRAFIA 

 

==, ==, Diario Storico Militare del Corpo Italiano di Liberazione, Giugno, Luglio, Agosto 1944, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1944.

==, ==, Partecipazione Marche, Rivista. 10. Numero speciale, 15 novembre 1977, Ancona, Regione Marche.

==,==, La Partecipazione delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione ed alla Resistenza. 8 settembre 1945 – 8 maggio 1945, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 2003.

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AA.,AA., La Guerra di Liberazione. Scritti nel Trentennale., Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1979.

 

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Baducci F., ( a cura di) Il passaggio del fronte e gli uomini in guerra. Testimonianze, lettere, diari, documenti di Archivio, Polverigi, Scuola Media Polverigi, Comune di Polverigi, 2012

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Battaglia R., Storia della resistenza italiana, Torino, Einaudi, 1964

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Campana G., ( a cura di) Catalogo. Il II Corpo d’Armata Polacco nelle Marche: 1944-1946. Mostra Fotografica., Regione Marche, Comune di Piagge, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, 2006

Campana G., (a cura di), Rapporto sulle operazioni del II Corpo Polacco nel settore adriatico. Giugno-Settembre 1944, la guerra nelle Marche. Le battaglie di Ancona, Loreto, del Metauro, della Linea Gotica in un documento del P.R.O., Ancona, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, 1999.

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Campana G., Agosto 1944. Il II Corpo d’Armata Polacco a Senigallia,Ancona, Regione Marche, Museo della Liberazione di Ancona, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, Quaderni del Museo della Liberazione di Ancona n. 3,  2013

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Coltrinari M., Coltrinari L., La ricostruzione e lo studio di un evento militare, Roma, Società Editrice Nuova Cultura, Università La Sapienza, 2009.

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Sanfelice di Monteforte F., La Strategia. Antologia sul dibattito strategico ordinata

Santarelli G., La battaglia di Filottrano, Filottrano, Cassa Rurale ed Artigiana, 1986

Smolinska M., Smolinski J., Il II Corpo d’Armata Polacco nella campagna d’Italia (1944-1945), Varsavia, Editore PAT Varsavia, 2008

Stefani F., La Storia e la Dottrina degli ordinamenti dell’Esercito Italiano, Dalla Guerra di Liberazione alla Arma Atomica Tattica, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore della Difesa, Ufficio Storico, 1987, Voll. III, Tomo I

Urieli C., 1944. Verso la liberazione., Amministrazione Comunale di Santa Maria Nuova, Comitato XL Anniversario della Liberazione, 9 luglio 1944 -19 luglio 1984, Osimo, Grafiche Scarponi, 1984

Urieli C., L’attesa, Jesi, Edizioni Nicolini, 1975

Utili U., Ragazzi in piedi!.... La ripresa dell’Esercito Italiano dopo l’8 settembre, Milano, Mursia, 1979

 

 


domenica 30 aprile 2023

IV Forza Armata dello Stato 1923- 1943. Istituzione Ordinamento e Decorazioni

 


 Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale  ( 1923 -1943)

 Il 12 gennaio 1923, durante il primo governo Mussoli, e dopo la Marcia su Roma del 28 ottobre 1923, su proposta del generale Emilio de Bono, che sarà fucilato a Verona l’11 gennaio 1944 per Alto Tradimento, presenta una relazione istitutiva di una Milizia di partito al Gran Consiglio del Fascismo. Denominato Istituzione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.  Segue il Regio Decreto n. 31 del 14 gennaio 1923, che entrerà in vigore il 1° Febbraio 1923 e che sarà convertito in legge , n. 473 del 17 aprile 1925, con la quale viene istituita la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. La Milizia è al “Servizio di Dio e della Patria”  con qualche perplessità in quanto di religioso non è previsto alcunchè.

Il reclutamento è volontario ed i limiti di età sono tra i 17 ed i 50 anni

 L’Ordinamento della Milizia è basato su:

Legioni, Coorti, Centurie e Manipoli, che corrispondono nell’Ordinamento dell’Esercito ai Reggimenti, Battaglioni, Compagnie e Plotoni

 Ogni Legione aveva un Numero, un Nome e un Distretto di Reclutamento.

Accanto alla Milizia Ordinaria si crearono milizie di specialità, che sono:

Confinaria, con compiti di controllo dei confini

Universitaria, che inquadrava gli studenti universitari e svolgeva particolari corsi di Allevi Ufficiali

Artiglieria Contraerea, costitutiva ed addestrava le batterie per la difesa costiera del territorio

Erano Milizie Speciali le seguenti

Ferroviaria, con compiti di vigilanza e di sicurezza sulle strade ferrate, sul materiale e sulle persone

Portuaria, con compiti per la vigilanza dei porti e degli scali marittimo

Forestale, per la difesa del patrimonio boschivo nazionale e del suo incremento

Postelegrafonica, per garantire il miglior rendimento del servizio postale

Stradale, per il controllo e la disciplina del traffico stradale e assistenza agli incidenti stradali

 

Sarà tratteggiata una breve storia della Milizia in un successivo studio

 

Per quanto riguarda le Medaglia al Valore la Milizia presenta questo quadro ( 1923 – 1943

Decorazioni Collettive

Ordine Militare di Savoia/Italia ai Labari ( guerra 1935-1936): 20

Ai Labari di Legioni CC.NN.: 2ì37 Medaglie al Valor Militare

Decorazioni Individuali

Ordine Militare di Savoia: 20

Medaglie d’Oro al valor Militare. 90

Medaglie d’Argento al Valor Militare: 1232

Medaglie di Bronzo al Valor Militare: 2421

Croci di Guerra al Valor Militare: 3658

Promozioni al Grado Superiore: imprecisato

 

 Nel Campo dedicato ai Gradi vi è l’equipollenza dei Gradi della Milizia con quelli dell’Esercito, Aeronautica e Marina Militare

(Albo d’Oro dei Decorati Italiani ed Ester dal 1792 ad Oggi) 30 aprile 2023  Fonte T20.

(massimo coltrinari

 

venerdì 21 aprile 2023

Le Forze Armate Italiane nella Guerra di Liberazione.


 Ascoli Piceno, liberata dal Corpo Italiano di Liberazione


Il ruolo del Corpo Italiano di Liberazione.

Questo quadro di situazione, sostanzialmente di bassissimo profilo, è la premessa fondamentale alla autorizzazione da parte Alleata alla costituzione di grandi unità italiane nel brevissimo termine, dettata non dalla volontà ma dalla necessità di riempire i vuoti. Il fronte italiano diveniva ogni mese di più sempre più secondario. Tutto questo agevolerà la costituzione dei Gruppi di Combattimento, ovvero di vere e proprie Divisioni Italiane che, sempre per il persistente atteggiamento ostico britannico nei nostri confronti, saranno solo divisioni di fanteria, senza l’assegnazione di forze corazzate sotto comando diretto italiano. Ciò significa che gli Italiani, a prescindere da ogni eventuale situazione, non sono in grado di svolgere alcuna manovra di rottura, e quindi di conquista, ma dovranno sempre dipendere dal Comando Alleato. Va da sé che, sebbene presa in esame, l’ipotesi di costituzione di unità italiane a livello di Corpo d’Armata, ancorchè al comando di Ufficiali Generali alleati, non fu mai accordata, nonostante le richieste italiane.

 

I mesi in cui il Corpo Italiano di Liberazione sarà operativo nelle Marche, dalla fine di giugno a settembre, furono mesi di esame e di attenta osservazione per le nostre Armi e per i nostri Combattenti.

Ancora, come logico, si protraevano i dettami dell’Armistizio dell’8 settembre, foriero di ostilità, diffidenza e scarsa stima nei nostri confronti. Ma molta strada dal settembre 1943 era stata percorsa. Dalla volontà britannica di non portare in linea nessuna unità italiana, a Montelungo, seguito poi da Monte Marrone e dal ciclo operativo sulle Mainarde, si era giunti a prospettive più che interessanti. La decisione strategica presa agli inizi di luglio di concentrare tutte le migliori forze alleate in Francia, dando al fronte italiano un ruolo più che secondario, apriva improvvisamente spazi ed opportunità impensabili fino a poche settimane prima.

Nei mesi di luglio ed agosto 1944, ovvero dal Tronto al Montefeltro, percorrendo tutte le Marche, il Corpo Italiano di Liberazione combatteva senza sapere di essere prossimo alla fine del suo ciclo operativo. E non sapeva anche che dal suo comportamento sarebbero dipese decisioni che avrebbero inciso sul futuro dell’Italia come Nazione e come Stato.[4] Un ruolo di grandissima responsabilità.

La sua esperienza nata e concretizzatasi all’indomani di Monte Marrone, vero punto di svolta, si concludeva a ridosso di quella linea Pisa-Rimini che per Alexander fu una linea di amara constatazione di chi aveva l’ultima parola in questa guerra, cioè gli Statunitensi. Per noi Italiani, di contro, fu, invece, una linea che segnò l’inizio di quella evoluzione che portò il nostro impegno operativo dai 25.000 uomini del Corpo Italiano di Liberazione, del luglio 1944, ai 65.000 ed oltre dei Gruppi di Combattimento di qualche mese dopo; se a questi si aggiungono gli oltre 200.000 uomini delle Divisioni Ausiliarie, più le unità della Resistenza operanti dietro le linee tedesche in Alta Italia, si può ben dire che negli ultimi nove mesi di guerra, circa 400.000 Italiani combattevano in prima linea con le armi in mano contro il Nazifascismo. Un dato di tutto rilievo.

 

 

venerdì 31 marzo 2023

Monte Marrone 31 marzio - 10 Aprile 1944


 Potazione del Battaglione Piemonte  dopo il 10 aprile 1944 a Monte Marrone



Sergio Pivetta, Medaglia d'Argento al Valor Militare


La conquista di Monte Marrone 31 marzo 1944



 

lunedì 20 marzo 2023

Escursione sul Monte Madlessena

 


Con la presente si ha il piacere di invitare la S.V. alla conferenza "Il Deutsche Alpenkorps sul Monte Madlessena - ottobre 1917" che terrò a Torreano (Ud)  venerdì 31 marzo e all'escursione storica, sui medesimi luoghi descritti, che avrà luogo sabato 1° aprile.


Per orari e dettagli della conferenza vedasi locandina allegata, per l'escursione il link sottostante:


Cordialmente

Andrea Vazzaz

venerdì 10 marzo 2023

La strategia alleata in Italia 1943-1944

 


Una profonda frattura.

La popolazione italiana ha sempre accolto, dal settembre 1943 alla fine della guerra, le truppe alleate, a prescindere dalla loro appartenenza, con ammirazione ed entusiasmo, vedendo il loro arrivo come la fine di un incubo e l’inizio di un periodo di vita materiale e morale, migliore.

La convinzione di tutti gli Italiani, a quel tempo, era che la alleanza delle Nazioni Unite gli Alleati come venivano chiamati, era solida, granitica, potente, invincibile.

In realtà, al vertice della organizzazione militare alleata, sul piano strategico, dalla fine della conquista della Sicilia e per tutta la durata della Campagna d’Italia, esistettero tra Statunitensi e Britannici profonde divergenze in tema strategico, ovvero come condurre la guerra in Europa e, conseguentemente, in Italia.

Queste divergenze portarono a dolorose e significative sconfitte sul piano strettamente tattico, come l’arresto della offensiva sul Sangro, le prime tre battaglie per Cassino, e lo sbarco sul litoraneo pontino, solo per citare quelle dell’autunno 1943 – primavera 1944.[1]

Nel maggio-giugno 1944, superato l’ostacolo di Cassino e conquistata Roma, mentre le truppe alleate sbarcavano in Normandia, le divergenze strategiche in Italia fra Statunitensi e Britannici, molto gravi fino a quel momento, raggiunsero il massimo. Il pomo della discordia consisteva nella attuazione, o meno, della operazione “Anvil”, ovvero lo sbarco nel sud della Francia, in sostegno e supporto a quello che era già stato effettuato con successo in Normandia. Per “Anvil” i quesiti a cui si doveva rispondere erano: deciso lo sbarco, quante forze vi si dovevano impiegare? Da dove si dovevano prendere queste forze? Chi avrebbe alimentato le successive operazioni di penetrazione in profondità? La risposta a questi interrogativi non facevano che acuire i contrasti fra i due Stati Maggiori, contrasti che erano la diretta conseguenza delle differenti vedute strategiche tra gli Alleati.

 

Gli Statunitensi, una volta che l’Italia era stata sconfitta e costretta ad uscire dalla guerra, settembre 1943, e resisi gli Alleati padroni delle rotte del Mediterraneo, non ritenevano utile impegnare ulteriori forze nello scacchiere italiano. Essi rimanevano, in tema di strategia, fermi alla loro convinzione che, per conseguire la vittoria finale, ci si doveva concentrare sull’obiettivo principale, perseguirlo con il massimo della concentrazione degli sforzi nel momento e nel punto decisivo, limitando al massimo, se non per operazioni diversive, di inganno e sussidiarie, ogni operazione su obiettivi collaterali. Questa strategia era direttamente discendente dalla loro politica che voleva essere distante da quello che loro consideravano antiquati poteri politici europei e vedevano con diffidenza e circospezione il colonialismo britannico in tutte le sue forme. In più non volevano essere coinvolti in operazioni nel centro Europa né tantomeno nell’Europa Orientale, impegno che consideravano solo un sperpero di risorse e di vite umane. Il loro desiderio era quello di terminare il più velocemente possibile la guerra in Europa e concentrarsi totalmente contro il Giappone.

 

I Britannici, di contro, adottavano anche in questa guerra la loro tradizionale strategia indiretta e pragmatica, ovvero, per le operazioni terrestri, la strategia del Debole verso il Forte. Era una strategia che aveva dato, al momento in cui la Gran Bretagna era stata chiamata a combattere potenze continentali, copiosi frutti, primi fra tutti la vittoria su Napoleone un secolo mezzo prima. Partendo dal principio che la Gran Bretagna non aveva forze terrestri paragonabili a quelle della Germania, la Gran Bretagna riteneva necessario ed utile attaccare la periferia della potenza nemica, cioè tedesca, cercare di creare discordie fra la coalizione nemica (l’Asse italo-tedesco), porre il blocco navale[2] ed attenderne gli effetti; intensificare i bombardamenti aerei, minare il fronte interno nemico, evitare ogni scontro diretto di vaste proporzioni in cui si sarebbero arrischiate le relativamente poche forze terrestri; tutto in attesa di assestare, al momento e luogo opportuno, il colpo risolutivo finale, che avrebbe dato la vittoria. Questa strategia era anche in gran parte giustificata dal ricordo ancora vivissimo della carneficina della Prima Guerra Mondiale, il cui solo pensiero faceva abortire ogni progetto di attacco diretto.

Con l’uscita dell’Italia dalla guerra, e severamente impegnata dalla Unione Sovietica, la Germania stava iniziando a cedere; basta attendere il momento opportuno e la vittoria sarebbe stata conseguita. Non erano necessari sbarchi in Francia: tutte le forze dovevano essere tenute in Italia, da cui, crollata la Germania, sarebbero state indirizzate su Vienna ed il centro Europa a fermare e contrastare l’avanzata sovietica.

 

Lo scontro tra queste due opposte visioni strategiche era costante. Nel giugno 1944, quando conquistata è superata Roma, e le truppe Alleate entravano nelle Marche, si avvicinava sempre più il momento di decidere. I termini del problema strategico-operativo erano chiari: o proseguire speditamente verso Nord e, superati gli Appennini, arrivare alle Alpi, avendo conquistato la Pianura Padana, oppure destinare le migliori forze presenti in Italia alla operazione “Anvil”, cioè lo sbarco in Provenza, sottraendole naturalmente al fronte italiano. La disputa su questi termini, aggravata dal fatto che le forze sottratte al fronte italiano dovevano essere sostituite e si balenava quello che i Britannici non volevano nemmeno prendere in considerazione, ovvero armare ed equipaggiare forze italiane, alterava ed avvelenava tutti i rapporti fra Alleati. La disputa su questa questione e le decisioni conseguenti avrebbero condizionato le operazioni in Italia nell’estate 1944 ed anche dopo.[3]

 

2.



[1] Questi temi sono stati dibattuti al convegno “Gli Alleati da Salerno ad Anzio” tenutosi il 24 gennaio 2004 alla sala delle Conchiglie di Villa Adele ad Anzio organizzato dalla Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione (A.N.R.P., coordinato e presieduto dal Prof. Enzo Orlanducci.)

[2] In campo marittimo la Gran Bretagna attuava la strategia del Forte verso il Debole, con l’obiettivo finale quello di “strangolare” la potenza continentale, privandola di ogni aiuto esterno. Questa strategia, nel 1943, stava per essere messa fortemente in crisi dall’azione dell’arma sottomarina tedesca, a un passo dal divenire vincitrice della Battaglia dell’Atlantico. La Gran Bretagna, senza gli aiuti statunitensi e quelli provenienti dal resto dell’Impero, aveva risorse per poco più di un mese di sopravvivenza.

[3] Il famoso e quanto mai discutibile messaggio del Comandante in Capo del XV Gruppo di Armate in Italia, Maresciallo Alexander al movimento di Resistenza nel Nord Italia nell’autunno 1944 con il quale si invitavano i “Partigiani”alla stasi invernale, ovvero a deporre le armi e ritornare a casa, ha le sue lontani e chiare origini da queste discussioni.

[4] In pratica l’esame fu superato con Filottrano e con la partecipazione alla liberazione di Ancona e del suo polo logistico nella seconda decade di luglio 1944.

martedì 28 febbraio 2023

Massimo Iacopi. Custodia 2023 Gennaio

  RIVISTA MILITARE di CAVALLERIA, n. 5/2022, del mese di dicembre 2022 

- “CAVALLERIA PESANTE, dai CATAFRATTI ai CAVALIERI MEDIEVALI”. Questo saggio preparato per la Rivista di Cavalleria prende in esame la specialità della cavalleria pesante. Questa, nata nella steppa nel crocevia fra la Persia e l’Asia centrale, arriva successivamente in Occidente e conosce un grande sviluppo nel corso del Medioevo.Macedoni, Romani e Bizantini concorrono a porre le basi di una lunga evoluzione sociale e tecnica che porterà, agli inizi dell’epoca medievale, ad un nuovo modello militare, politico e sociale: dove la Cavalleria diventa la pietra angolare della nobiltà. Sul piano pratico, la cavalleria pesante non é altro che la fusione della fanteria pesante con la cavalleria leggera, ovvero uno strumento destinato a coniugare la forza d'urto (fanteria pesante) con la mobilità (cavalleria). La sua gestazione presentava all'epoca gravi difficoltà, in quanto specialità cara (allevamento e selezione di razze di cavalli potenti e mobili in grado di sostenere il peso del cavaliere corazzato e delle sue stesse protezioni), bisognosa di innovazioni tecnologiche idonee al suo efficace impiego sul campo di battaglia (coltura dell'erba medica, che consente la disponibilità di un maggior numero di monture; corazzatura di metallo a placchesella imbottita, rinforzata da un fondamentale pezzo di legno l'arcione, che serve a distribuire meglio il peso sulla schiena del cavallo; infine le staffe, che contribuiscono, definitivamente, alla stabilità del cavaliere in battaglia). La cavalleria pesante, però, non avrebbe potuto incontrare il successo storico che tutti conoscono, se non avesse potuto integrarsi e fondersi strettamente con il sistema sociale, economico e politico che gli storici hanno denominato feudalità. Questa osmosi sociale politica avviene sotto i Carolingi dove appaiono nettamente le due componenti: una potente cavalleria pesante, ma anche una nuova aristocrazia, frutto ibridato di istituzioni romane e di costumi germanici. Questa osmosi viene controllata e benedetta dalla Chiesa, che intendeva orientare il nuovo fenomeno della cavalleria a vantaggio di interessi superiori, come quelli della monarchia, del Papato e del Sacro Romano Impero Germanico. E’ in questo modo che le strutture in atto della cavalleria e della feudalità vengono coronate da sovrastrutture ideologiche. Questa nuova direzione imposta alla Cavalleria determina anche la morte temporanea della tattica di impiego, a causa della frammentazione dei poteri, conseguente all'autonomie locali, conquistate a seguito della rinascita delle colture nelle campagne e delle attività economiche urbane e suburbane. Queste nuove realtà orientano la feudalità ed i cavalieri alla difesa delle attività locali, portando, inevitabilmente, al frazionamento degli scontri fra i pochi cavalieri pesanti disponibili (poco numerosi, in conseguenza del costo del loro equipaggiamento e del loro costo di manutenzione) ed alla diffusione ovunque dei castelli fortificati, il tutto in una assenza, ormai generalizzata, della fanteria pesante.

lunedì 20 febbraio 2023

Giovanni Riccardo Baldelli. Gli Ordinamenti dal 1919 -1939

Il presente volume nel quadro del tema generale “Le riforme militari tra il 1919 ed il 1939.” tratta  e  descrive la evoluzione degli ordinamenti militari italiani tra le due guerre mondiali, via via che si sono succeduti in un ventenni  di accelerate e susseguenti riforme dello strumento militare italiano.

Ci si inserisce neil dibattito che va avanti dagli anni del secondo dopoguerra in merito all’adozione della divisone binaria, per la fanteria, e delle divisioni “celeri”. Un dibattito veramente interessante che il presente volume ed il prossimo sicuramente ravviveranno. E quindi entrambi i volumi rappresentano una fonte di titoli per le tesi del Master in Storia Militare Contemporanea, di cui i volumi sono integrati nell’offerta didattica. E questo è valido non solo per la seconda guerra mondiale, ma anche per le guerre precedenti il 1940, compresa quella in Etiopia e l’intervento a sostegno a Franco, in Spagna.

Il volume tratta anche aspetti particolari con l’ordinamento delle Truppe Coloniali e della Guardia alla Frontiera. Per le prime vi era il retaggio dell’Italia umbertina, mentre per la seconda un Corpo di recentissima formazione che doveva difendere le frontiere, soprattutto quelle settentrionali, sulle

Giovanni Riccardo Baldelli, Socio della Federazione di Ancona dell’Istituto del Nastro Azzurro. E’ docente al Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea dal 1796 al 1960 attivato presso la Università degli Studi N. Cusano Telematica Roma.

In Copertina: Cartolina postale militare dedicata all’Armata del Po. (Collezione dell’Autore)


 Il Volume può essere chiesto a: segrteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

venerdì 10 febbraio 2023

Giovanni Riccardo Baldelli. Gli Ordinamenti dal 1919 al 1939 .


Il presente volume nel quadro del tema generale “Le riforme militari tra il 1919 ed il 1939.” tratta  e  descrive la evoluzione degli ordinamenti militari italiani tra le due guerre mondiali, via via che si sono succeduti in un ventenni  di accelerate e susseguenti riforme dello strumento militare italiano.

Ci si inserisce neil dibattito che va avanti dagli anni del secondo dopoguerra in merito all’adozione della divisone binaria, per la fanteria, e delle divisioni “celeri”. Un dibattito veramente interessante che il presente volume ed il prossimo sicuramente ravviveranno. E quindi entrambi i volumi rappresentano una fonte di titoli per le tesi del Master in Storia Militare Contemporanea, di cui i volumi sono integrati nell’offerta didattica. E questo è valido non solo per la seconda guerra mondiale, ma anche per le guerre precedenti il 1940, compresa quella in Etiopia e l’intervento a sostegno a Franco, in Spagna.

Il volume tratta anche aspetti particolari con l’ordinamento delle Truppe Coloniali e della Guardia alla Frontiera. Per le prime vi era il retaggio dell’Italia umbertina, mentre per la seconda un Corpo di recentissima formazione che doveva difendere le frontiere, soprattutto quelle settentrionali, sulle

Giovanni Riccardo Baldelli, Socio della Federazione di Ancona dell’Istituto del Nastro Azzurro. E’ docente al Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea dal 1796 al 1960 attivato presso la Università degli Studi N. Cusano Telematica Roma.

In Copertina: Cartolina postale militare dedicata all’Armata del Po. (Collezione dell’Autore)

 


Il Volume può essere chiesto a: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

martedì 10 gennaio 2023

INFOCESVAM BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

 


INFOCESVAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO IX, 35/36, N. 6, Novembre - Dicembre 2022, 1 gennaio 2023

IX/6/626 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente  dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

IX/6/627 – Il volume “Il Quadro di Battaglia del Regio Esercito Italiano – 10 giugno 1940 a cura di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio è stato pubblicato. Progetto “Ordinamenti”. Il volume è disponibile presso la segreteria dell’Istituto.                                                                                                                           

IX/6/628 Il Volume dedicato alla storia delle compagnie telegrafiste nella Prima Guerra Mondiale di Monica Apostoli è giunto alla fase del manoscritto 4. Avuto il visto del Collegio dei redattori è stato proposto alla Presidenza della Associazione Nazionale Trasmettitori per una pubblicazione congiunta. A metà gennaio 2023 riunione per le decisioni operative.

IX/6/629 Il blog www.atlantestrategico.blogspot.com riporta il quadro di insieme dei maggiori fatti geopolitici del momento attraverso carte esplicative. Utile per l’aggiornamento dei dati di situazione riguardante i maggiori problemi. Attivi i limk di riferimento per l’approfondimento dei temi proposti.

IX/6/630. Dal 15 gennaio 2023 l’Università “N Cusano” riprende appieno in presenza le sue attività sospese per via della esigenza sanitaria. Il ricevimento studenti sarà quindi anche in presenza per coloro che gravitano su Roma, fermo restanti le modalità seguite fino ad ora. Info  www.unicusano.it/master

IX/6/631 Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Il Dott. Roberto Orioli ha predisposto il programma base per la alimetazione con l’iscrizione dei decorati; attivato il collegamento con l’Archivio Digitale in essere.

IX/6/632 Il blog www.guerradiliberazionelastoria.blogspot.com riporta dati ed indicazioni riguardante elementi di aggiornamento del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943-1945. Indicazioni in merito sono riportati in merito al Volume dedicato agli Indici ed ai Percorsi di Ricerca

IX/6/633 Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 2 Una sessione di ricerca è stata svolta il 13 e il 14 dicembre sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

IX/6/634. Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il 10 gennaio 2023 per l’attivazione delle modalità di alimetazione. Saranno Presenti il Direttore del CESVAM, il Dott. Orioli e la dott. Chiara Mastrantonio per la prima azione di tutoraggio.

IX/6/635 E’ uscito il n. 4 del 2022 Anno LXXXIII, Supplemento XXVII, Ottobre – Dicembre 2022, 27° della Rivista, di “QUADERNI” . Eventuali copie possono essere richieste alla segreteria (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

IX/6/636 Il blog www.prigioniadiguerra.blogspot.com riporta gli aggiornamenti del Dizionario minimo della Grande Guerra. Inoltre indicazioni sui volumi dedicati alle “Riflessioni sulla Grande Guerra” N. 13, n.14, n.15 della Collana I Libri del Nastro Azzurro

IX/6/637 Il blog www.uniformologia.blogspot.com riporta indicazioni sul costume  militare recente; in particolare riporta le uniformi della ex URSS  e dei Paesi del Patti di Varsavia. Inoltre tavole sinottiche dei gradi e distintivi e decorazioni degli eserciti dei paesi citati. Base per eventuali tesi di laurea riguardanti la Unione Sovietica e  il suo potere militare.

IX/6/638 Glossario 1945 per il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945. Alla data del 31 ha raggiunto e oltrepassato i 1000 previsti. Attualmente è alla revisione degli Autori. Contattata la Casa Editrice per la edizione a Stampa prevista per la metà del mese di Gennaio 2023.

IX/6/639 Il blog www.internamentoereticolati.blogspot.com riporta gli aggiornamenti sulla ricerca dedicata l’Internamento in Germania dal 1943 al 1945. Documenti per sostenere la tesi del III Fronte della Guerra di Liberazione. Sono state lette indicazioni che gli internati in Germania non fecero parte della Guerra di Liberazione. La prima domanda da porre a questa tesi è: alloca chi sono?.

IX/6/640 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI2 con l’inserimento di tutte le copertine della Rivista uscite fino al dicembre 2022

IX/6/641 La Rivista “QUADERNI ON LINE” ha avuto nel 2022 26036 lettori/accessi con una media di circa  2200 lettori/accessi con punto di oltre 3000 nei mesi più attivi.

IX/6/642  Il blog www.storiamilitare.blogspot.com riporta le tracce di tesi per il Master in Storia Militare Contemporanea  per la IV Edizione, Anno Accademico 2021

IX/6/643– Compendio 1945 del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione è arrivato al manoscritto n. 5 E’ predisposta la stampa presso la Casa editrice per la fine del gennaio 2023

IX/6/644. Nel n. 6 del 2022 del Periodo dell’Istituto nella IV di Copertina sono state pubblicate le Copertine dei Volumi 13, 14,15 su “Riflessioni sulla Grande Guerra” che completano il Dizionario Minimo della Grande Guerra

IX/6/645 -  Ricerca materiali ed iconografia del Nastro Azzurro. Approntato un piano di ricerca delle Medaglie e delle Produzioni dell’Istituto al fine di acquisire documentazione per i Libri del Centenario in fase di approntamento.

IX/6/646  Il blog www.studentiecultori.blogspot.com riporta indicazioni sulle modalità didattiche della frequenta dei master. In particolare indicazioni  sullo stato di apprendimento dei testi preposti tramite test facoltativi.

IX/6/647. Il blog “Atlanteitalia.blogspot.com raccoglie le note sulla situazione italiana attraverso le carte. Attualmente dei blog geografici è il meno frequentato, forse per via del mancato aggancio ai motori di ricerca.

IX/6/648 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI ON LINE con l’inserimento di tutti Indici fino al Dicembre 2022. Attualmente sono riportati gli indici fino al n. 55 riferito al Luglio 2020.

IX/6/649.  Il blog www.atlanteuropa.blogspot.com raccoglie le note di aggiornamento delle sinossi del Master di Politica Militare Comparata in relazione agli eventi sul confine orientale europeo e le sue conseguenze, soprattutto sul piano energetico e sull’equilibrio delle forze

IX/6/650 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.