BLOG DI RIFERIMENTO PER STUDENTI UNIVERSITARI,DI MASTER, FREQUENTATORI DI CORSI DI FORMAZIONE PER INDICAZIONI, APPROFONDIMENTI,RICERCHE, LAVORI INDIVIDUALI E DI GRUPPO, REFERENZE BIBLIOGRAFICHE. Blog di riferimento del Master di I Livello "Storia Militare Contemporanea 1796 - 1960 - UNICUSANO Universtà Telematica Roma (direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
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sabato 30 giugno 2018
lunedì 25 giugno 2018
mercoledì 20 giugno 2018
venerdì 15 giugno 2018
mercoledì 6 giugno 2018
Si cerca la foto del Gen. Giovanni Scrivante
Gentile Gen. Dott. Massimo Coltrinari,
>
> Ciao e buongiorno. Si prega di perdonare la mia mancanza di padronanza della lingua italiana. Il mio nome è Javier Ernesto Sanchez e io sono uno studente laureato presso l'Università del Nuovo Messico negli Stati Uniti, che sta lavorando ad un progetto di ricerca accademica sobre l'esercito del Regno Italiano durante la Grande Guerra, 1915-1918. Di conseguenza, vi scrivo profili biografici di varie generali italiani e sto cercando di trovare un ritratto del seguente generale che ha servito come comandante della 10a divisione nel 1915:
>
> Ten. Gen. Giovanni SCRIVANTE (n. a S. Damiano d’Asti nel 1857, m. a Roma nel 1927), colonnello comandante il 1º alpini nel 1904-1909. Magg. generale nel 1909 comandòl a 1ª brigata alpini. Ten. gen. nel 1913, tenne il comando della 10a divisione nel 1915. In P.A. nel 1917.
>
> Si prega di notare che qualsiasi immagine del generale sarebbe molto gradita e apprezzata. Forse potresti aver trovato una foto del generale Scrivante durante il tuo lavoro sulle Le Marche nella prima guerra mondiale.
>
> Grazie ancora per il vostro aiuto e attendo con ansia la vostra risposta.
>
> Cordiali saluti,
>
> Javier Ernesto Sanchez
> 367 Langley Road.
> Estancia, NM 87016
> tel. (505) 400-3192
> e-mail: jsanch22@unm.edu<mailto:jsanch22@unm.edu>
>
>
> Ciao e buongiorno. Si prega di perdonare la mia mancanza di padronanza della lingua italiana. Il mio nome è Javier Ernesto Sanchez e io sono uno studente laureato presso l'Università del Nuovo Messico negli Stati Uniti, che sta lavorando ad un progetto di ricerca accademica sobre l'esercito del Regno Italiano durante la Grande Guerra, 1915-1918. Di conseguenza, vi scrivo profili biografici di varie generali italiani e sto cercando di trovare un ritratto del seguente generale che ha servito come comandante della 10a divisione nel 1915:
>
> Ten. Gen. Giovanni SCRIVANTE (n. a S. Damiano d’Asti nel 1857, m. a Roma nel 1927), colonnello comandante il 1º alpini nel 1904-1909. Magg. generale nel 1909 comandòl a 1ª brigata alpini. Ten. gen. nel 1913, tenne il comando della 10a divisione nel 1915. In P.A. nel 1917.
>
> Si prega di notare che qualsiasi immagine del generale sarebbe molto gradita e apprezzata. Forse potresti aver trovato una foto del generale Scrivante durante il tuo lavoro sulle Le Marche nella prima guerra mondiale.
>
> Grazie ancora per il vostro aiuto e attendo con ansia la vostra risposta.
>
> Cordiali saluti,
>
> Javier Ernesto Sanchez
> 367 Langley Road.
> Estancia, NM 87016
> tel. (505) 400-3192
> e-mail: jsanch22@unm.edu<mailto:jsanch22@unm.edu>
>
mercoledì 30 maggio 2018
La Mobilitazione della Francia nel 1914
Il 30 luglio 1914 in Francia si
diede l’ordine di inviare le forze di copertura alle frontiere, ma con la
disposizione che si mantenessero a 10 km dalla frontiera al fine di non far
risultare che la Francia aveva
intenzioni aggressive. Il 1 agosto 1914
alle ore 16 fu diramato l’ordine di mobilitazione generale.
Furono mobilitati 21 Corpi
d’Armata metropolitani ed 1 Coloniale
Ogni Corpo d’Armata comprendeva:
. 2 Divisioni di fanteria, su 2
Brigate di 2 Reggimenti a 3 Battaglioni. (24 battaglioni)
. 30 Batteria su quattro pezzi (
120 bocche da fuoco)
. 4 Compagnie Genio
. 1 Reggimento di Cavalleria su
6 squadroni
. 1 Brigata di Fanteria di Riserva con elementi di II Linea
25
Divisioni di riserva, ciascuna su 12
battaglioni e 26 pezzi
10
Divisioni di Cavalleria su 3 Brigate a 2
Reggimenti
L’Artiglieria
pesante costituì gruppi per le dotazioni di Armata.
Dall’Africa giungevano la 37a ,
la 38a Divisione, e la Divisione del Marocco la 45a Divisione e la Brigata
Marocchina. In totale la Francia mobilitò 50 Divisioni attive, 25 Divisioni di
Riserva, 14 Gruppi alpini e 10 Divisioni di Cavalleria
Sul fronte occidentale la
Francia schierava, al comando del generale Joffre che aveva come Capo di Stato
Maggiore il generale Belin, le seguenti forze:
. I Armata ( al comando del gen.
Dubal) su:
..5 Corpi d’Armata
..2 Divisioni di Cavalleria
. II Armata ( al comando del
gen. Castelnaul) su:
..5 Corpi d’Armata
..2 Divisioni di Cavalleria
. III Armata ( al comando del
gen. Ruffey) su:
..3 Corpi d’Armata
..1 Divisioni di Cavalleria
. IV Armata ( al comando del
gen. Langle de Cay) su:
..3 Corpi d’Armata
..1 Divisioni di Cavalleria
. V Armata ( al comando del gen.
Lanzerac) su:
..5 Corpi d’Armata
..1 Divisioni di Cavalleria
Le 25 Divisioni di riserva erano
suddivise sulla frontiera italiana, alla difesa mobile di Verdun, alla difesa
mobile di Epinal-Toul e Belfort, a difesa di Parigi e a disposizione delle
Armate e del Comando Supremo.
I Francesi entrarono in guerra
sulla base del Piano XVII, che era la risultate dei vari piani predisposti a
partire dal 1875. Era questa la naturale reazione contro i procedimenti
adottati nella guerra del 1870 – 71, dopo la quale, accarezzando subito il
pensiero della rivincita, la Francia, ricercando le ragioni delle proprie
disgrazie e delle vittorie tedesche, si accorse che la sconfitta era dipesa
dall'abbandono del sistema di guerra napoleonico, adottato ed applicato invece
dal Moltke. Così, lasciato il concetto difensivo, seguito in quella infelice
campagna, si venne, gradualmente a quello offensivo, portato poi alla sua
massima espressione dopo il 1911. Ma come i contrasti fra i seguaci delle
teorie napoleoniche ed i novatori avevano, nel campo tattico, portato ad ondeggiamenti
prima di venire al trionfo dell'offensiva; così anche nel campo strategico la
preparazione del piano di guerra, doveva subire successive variazioni,
derivanti dal contrasto fra la realtà della situazione politico militare gradualmente
modificantesi, e il naturale desiderio francese di partire all'offensiva per la
rioccupazione dei dipartimenti perduti nel 1871.Fra il 1870 e il 1875 la realtà
non solo consiglia, ma impone la difesa: la debolezza del Paese e dell'Esercito
rendono necessari urgenti predisposizioni di organizzazione: perciò il concetto
offensivo esisterà solo nelle aspirazioni ideali. Dal 1875 al 1884 la
situazione generale è migliorata: il sistema difensivo De Rivière sorge a rianimare
la fiducia per la non lontana rivincita. L'offensiva, bisogno morale dell'anima
francese, acquista forma più concreta: più però nel campo tattico che in quello
strategico, giacchè se si guarda in faccia la realtà, si vede che logicamente
non è ancora possibile scostarsi da un atteggiamento che in sostanza deve
essere difensivo. Fra il 1884 e il 1898 il concetto offensivo anima oramai
anche la concezione strategica, per quanto in forma ancora condizionata, sempre
subordinata cioè alla realtà, giacchè se si parla di offensiva lo si fa sempre
tenendo conto della realtà, cioè, della forza e dell'audacia avversaria.
L'oscillazione del pensiero francese ha la sua massima espressione fra il 1898
ed il 1911, ma si intravede oramai che la tendenza offensiva ha decisa
prevalenza. Essa trionferà poi, quando con l'impulso dato dal De Grandmaison si
viene a quella che può definirsi l'ossessione dell'offensiva, perchè la
si vuole in ogni momento, in ogni situazione, in ogni condizione.
Il piano di guerra francese del
1914, denominato piano XVII è la più alta espressione di questo speciale
spirito offensivo che si è venuto maturando attraverso parecchie decine d'anni.
Esso si può dire che ha la sua origine col piano I del 1875, giacchè se in esso
la realtà derivante dalla sconfitta recente impone una concezione
essenzialmente difensiva, il pensiero militare risente però, dello spirito
offensivo. A questo primo piano fanno seguito gli altri in progressivo ordine
numerico. Col VII si arriva già all'anno 1884: in esso traspare manifesto il
desiderio di approfittare delle favorevoli occasioni del sistema difensivo De
Rivière e di quelle dovute alla ricca rete ferroviari anche permetterà lo
slancio offensivo. Giova ricordare che fra i piani studiati dal 1875 al 1884
già quelli IV e V, nati dopo il 1878, risentono della preoccupazione esistente
nella alte sfere francesi che l'esercito tedesco, cui era ostacolata gravemente
l'avanzata in Francia da est, lo facesse invece da Nord: i due piani rispondono
infatti ai due casi di violazione di neutralità e di alleanza Germano – Belga.
I piani che si susseguono
numerosi fino al 1898 debbono adattare l'azione alle mutevoli circostanze.
Questo spiega la frequenza di essi: sono 7 in circa 10 anni: l'VIII, il X,
l'XI, il XII, il XIII, il XIV. In essi la volontà offensiva francese, sempre
mantenuta, è adattata alla reale situazione, giacchè non si può calcolare le
proprie possibilità senza tener conto di quelle dell'avversario tedesco. Fra
essi il XII (del 1892) e il XIII (del 1895) risentono più decisamente del
desiderio di una immediata offensiva; il XIV (del 1898) invece segna una più
grandiosa modificazione della tendenza offensiva.
Il piano XV (del 1903) prevede
lo schieramento di 5 armate sulla frontiera tedesca: 3 in prima linea per
Epinal e Verdun, 2 in seconda: delle quali una da raccogliersi nella regione di
Vesoul in base all'atteggiamento dell'Italia, l'altra, adatta per la manovra, disposta
dietro il centro. Questo dispositivo non era dunque ispirato a qualsiasi schema
di manovra preconcetta: il Comandante in capo poteva con le forze che aveva
raccolte in seconda linea sostenere, secondo le varie eventualità, quelle di
prima linea, era, cioè, in grado di manovrare. Questo piano omette però
qualsiasi accenno a quanto, parecchi anni prima, coi piani IV e V, era stato
pensato, cioè alla violazione del Belgio ed alle misure protettive più acconcie
per fronteggiarla.
A questa lacuna si rimedia nel
1906 con le varianti al piano XV, in seguito alle notizie avute circa le
tendenze dello S. M. tedesco di una probabile invasione del Belgio. Col piano
XV bis (del 1907) lo schieramento delle armate viene poi esteso a Nord ovest di
Verdun, con un notevole spostamento, cioè, verso Nord delle forze francesi.
L'eventualità della violazione
del Belgio è ammessa anche nel piano XVI del 1909 ma in misura ridotta: non
erano cioè che due armate tedesche le quali, entrate nel Lussemburgo e nel
Lussemburgo belga, sarebbero scese verso Sud costeggiando la destra della Mosa,
mentre le altre armate sarebbero passate all'offensiva in Lorena ed in Alsazia.
La Francia di fronte a tali operazioni riteneva di potere in tempo preparare le
proprie forze sia per parare, sia per sferrare a sua volta l'offensiva. Si
rileva in questo piano che lo studio accurato di ciò che avrebbe potuto fare il
nemico consigliava ai francesi la difensiva strategica, da convertirsi però,
appena possibile, nella controffensiva.
Il piano XVII redatto dal
Consiglio Supremo di guerra nel 1903 venne approvato il 10 maggio di quello
stesso anno dal Governo. Con esso la Francia iniziò la guerra nel 1914. Il
concetto che lo ispira è assolutamente offensivo e risponde all'intenzione francese
di marciare, con tutte le forze riunite, all'attacco delle armate tedesche,
appoggiando l'ala destra al Reno.
Ritenendo che le forze tedesche
venissero a raccogliersi per la maggior parte lungo la frontiera franco –
tedesca il Comando francese predispose due azioni principali: una a destra fra
i Vosgi e la Mosella, l'ala a sinistra a nord della linea Metz – Verdun.
Sono ancora 5 armate: schierate
4 in prima linea lungo la frontiera ed 1 ( IV Armata) in seconda linea dietro
l'ala sinistra. La grande avanzata che doveva avere inizio il 12° giorno di
mobilitazione doveva però esser preceduta sin dal 4° giorno da un'azione più
modesta da svolgersi, con scopi politici, in Alsazia.
Nel piano XVII, nel quale non si
faceva cenno del concorso britannico, era ribadito il concetto che l'esercito
tedesco non avrebbe potuto entrare nel cuore del Belgio. Si sosteneva infatti
nelle alte sfere francesi, ad onta però di alcuni autorevoli pareri in contrario,
che con i 22 corpi di armata attivi il comando tedesco non avrebbe potuto estendere
molto a Nord l'ala destra del suo schieramento sì da operare nella pianura
belga.
Perciò si confermava il noto apprezzamento
del piano precedente, e cioè che se invasione del Belgio vi fosse stata, essa
sarebbe stata limitata, per ragione di effettivi, alla destra della Mosa. Non
si teneva conto cioè di quei corpi
d'armata di Riserva che la Germania impiegò invece fin dai primi giorni, e che
entrati subito nella formazione delle armate le permisero perciò di estendere
la fronte di attacco anche sulla sinistra della Mosa sino a Bruxelles.
Il piano XVII, fondato, dunque,
su di un ragionamento a priori, stabiliva perciò, che le armate V e III
sostenute dalla IV, dovessero attaccare sul fronte Thionville – Longwy mentre
le armate I e II sarebbero entrate in Alsazia per appoggiarvi "la destra
al Reno e trattenere forze nemiche nella maggiore quantità possibile per favorire
l'azione principale delle armate III, IV
e V".
Per l'eventualità dell'invasione
del Lussemburgo e del Lussemburgo-belga da parte tedesca si disponeva che la 4a
armata dovesse subito entrare in linea fra la V e la III, la V doveva serrare
sulla propria sinistra e che le tre armate avrebbero poi puntato, insieme, sul
fronte Gedinne – Neufchateau – Arlon mirando a rompere le armate tedesche in
due: gettandone la destra sulla frontiera olandese ed il mare, e la sinistra
sul medio Reno. Frattanto le due Armate I e II avrebbero svolto la loro
offensiva in Alsazia.
Questo piano era dunque basato
su di un preconcetto, giacchè si escludeva senz'altro che la Germania potesse
operare su di un fronte così ampio come quello che sarebbe risultato se l'ala
destra tedesca fosse entrata, come fece, impetuosa nel cuore del Belgio, e su
tale errato convincimento fu deliberato lo schieramento delle armate.
L'idea dell'offensiva ad ogni
costo non consentì dunque ai francesi di valutare esattamente e serenamente il
problema da risolvere all'inizio della guerra. Fu perciò conservato il concetto
offensivo anche quando l'impetuosa invasione tedesca nel Belgio avrebbe dovuto
consigliare una diversa condotta delle operazioni, allo scopo di rinforzare lo
schieramento sulla sinistra, notevolmente più debole di quello mantenuto sulla
destra, nella errata convinzione che la marcia aggirante tedesca dovesse subito
piegare verso Sud senza avere quella ampiezza che effettivamente ebbe.
Era discendete della dottrina
adottata e quindi permeato dello spirito dell’offensiva. Questo Piano era
basato su di un preconcetto giacché escludeva a priori che la Germani potesse
operare su di un fronte così ampio come quello che sarebbe risultato essere se
l’ala destra tedesca fosse entrata, come fece, nel Belgio. Su tale errato
convincimento furono schierate le forze sul terreno. L’idea della offensiva ad
ogni costo non consentì ai Francesi di valutare esattamente il problema da
risolvere all’inizio della guerra. Fu perciò conservato il concetto offensivo
anche quando l’invasione tedesca del Belgio avrebbe dovuto consigliare una
diversa condotta delle operazioni, allo scopo di rinforzare lo schieramento
sulla sinistra, notevolmente più debole di quello mantenuto sulla destra, nella
errata convinzione che la marcia tedesca
dovesse subito piegare verso sud senza avere quella ampiezza che
effettivamente ebbe.
massimo.coltrinari
(centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
martedì 22 maggio 2018
1914 La Mobilitazione Austro-Ungarica
Ad un mese dall'attentato di Sarajevo
Il Maresciallo di campo Boroevic, il Leone dell'Isonzo
L’Austria-Ungheria il 25 luglio
diramò un ordine che dovevano essere mobilitate le forze destinate ad operare
contro la Serbia con il primo giorno di mobilitazione il 28 luglio. A
mezzogiorno del 31 luglio fu dato l’ordine della mobilitazione generale. Come
noto L’Austria-Ungheria era composta da due Stati, secondo l’ordinamento del
1867: L’impero d’Austria e il Regno di Ungheria, ed il Sovrano era Imperatore
in Austria e Re in Ungheria. In comune vi erano le finanze, gli affari esteri e
la diplomazia e le forze armate. I due Stati però avevano a loro volta una
milizia, la Landwher che in guerra doveva venire in aiuto all’esercito comune.
Si avevano, quindi tre eserciti:
. L’esercito comune, dipendente
dal Ministero della guerra comune
. La Landwher austriaca
dipendente dal Ministero della difesa austriaco
. La Lanwwher ungherese,
dipendente dal Ministero della difesa ungherese
Vi era uno Stato Maggiore come a
tutti e tre gli eserciti, al cui vertice
vi era il gen. Conrad von Hoetzendorf. [1]
Si avevano pertanto tre eserciti
distinti, con tre ministeri militari ed uno stato maggiore generale
dell'esercito, comune a tutte e tre le specie di eserciti. L'esercito comune comprendeva
truppe di tutte le armi e di tutti i servizi, le due Landwher avevano solamente
truppe di fanteria, artiglieria e cavalleria. L'organizzazione di tutti e tre
gli eserciti era identica.
Reclutamento – Per
esigenze linguistiche particolari dell'Austria e dell'Ungheria il reclutamento
era essenzialmente territoriale per la fanteria, nel senso che ogni reggimento
reclutava i propri contingenti quasi esclusivamente nel circolo nel cui
territorio aveva sede il proprio deposito. Perciò nei reggimenti di fanteria
tanto dell'esercito comune quanto dalla Landwher austriaca ed ungherese, una
delle nazionalità della monarchia rappresentava il contingente più forte.
Per necessità politiche la sede
dei reggimenti dell'esercito comune poteva in pace, essere diversa da quella
dei rispettivi depositi (Kader) in tal caso però almeno uno dei battaglioni del
reggimento era di guarnigione nella sede del Kader. I reggimenti di fanteria
delle Landwher avevano invece sede fissa.
I cacciatori campali (Feldjager)
i cacciatori tirolesi (Kaiserjager) i tiratori imperiali (Kaiserschutzen) la
cavalleria, l'artiglieria, il treno ed i zappatori avevano invece reclutamento
regionale giacchè reclutavano i propri elementi dai diversi circoli del corpo
d'armata territoriale al quale appartenevano le rispettive unità.
I ferrovieri, i telegrafisti,
gli elementi della sanità delle sussistenze ecc, avevano reclutamento nazionale
dato che reclutavano dall'intera monarchia.
La mobilitazione – Per i
tre eserciti agivano da centro di mobilitazione i depositi (Kader) dei vari
reggimenti.
Tanto l'Austria che l'Ungheria
in caso di mobilitazione generale dovevano dare tanti reggimenti di Landsturm
quanti erano i centri di mobilitazione delle milizie particolari austriaca ed
ungherese. Dovevano quindi formarsi: 40 reggimenti per l'Austria e 32
reggimenti per l'Ungheria. Inoltre con gli uomini non istruiti della Landsturm
di 1° e 2° bando era prevista la formazione di 123 battaglioni austriaci e di
64 battaglioni ungheresi.
La mobilitazione nel 1914 diede
però un numero di reclute superiore a quanto era necessario per la costituzione
dei reggimenti e nuovi battaglioni autonomi di Landsturm che in principio
avevano più che altro lo scopo di inquadrare le reclute esuberanti.
Ma alla fine del 1914 per
sopperire alle enormi perdite avute nelle campagne di Serbia e di Russia si
riunirono in brigate e divisioni anche i reggimenti ed i battaglioni di Lansturm,
alcuni dei quali vennero riuniti in nuovi battaglioni ed inviati alla fronte.
I Corpi di Volontari
- Tanto all'inizio della guerra quanto
all'entrata dell'Italia nel conflitto europeo si ebbe in Austria ed in Ungheria
un forte numero di corpi volontari. I primi a costituirsi furono la legione
polacca e la legione ucraina forma tesi con l'unico scopo di
combattere contro la Russia.
Contro l'Italia si formarono,
poi, dei corpi volontari in Stiria, nel Salisburgo e in Carinzia, corpi i quali
dovevano più specialmente difendere la frontiera austriaca dal M. Paralba alle
Giulie.
Così pure fra gli sloveni
immigrati nelle terre irredente della Venezia Giulia si formarono alcuni corpi
di tiratori volontari per la difesa della costa adriatica fra Trieste e
Monfalcone.
Ma il contributo già largo di
volontari fu dato dalle due provincie del Tirolo e del Voralberg. In queste
provincie fin dal secolo XVII cominciarono ad essere organizzate società
autonome di tiro a segno, nelle quali, mettendo a profitto la naturale abilità
al tiro dei tirolesi, si preparavano e si educavano gli animi alla difesa del
paese in sussidio alle truppe di Landsturm. Queste società vennero poi ampliate
e favorite da privilegi e facilitazioni sicché nel 1908 contavano oltre 60.000
soci. Nel 1915, allo scoppiare della guerra con l'Italia, queste società di
tiro erano state già depurate di molti elementi validi; non rimanevano che i
non abili e gli esenti, per età, da ogni obbligo militare. Tuttavia, con attiva
propaganda, lo Stato Maggiore a. u. provocò la raccolta volontaria di tutti
questi elementi e costituì con essi dei battaglioni campali che furono inviati
alla fronte per provvedere alla prima difesa del confine. I battaglioni presero
il nome del proprio distretto di reclutamento. Il loro equipaggiamento fu
uguale a quello delle truppe regolari.
Servizio alle armi. -
L'obbligo al servizio durava 24 anni dal 19 al 42 anno di età. La ferma era di
2 anni per le armi a piedi ed i servizi, 3 anni per la cavalleria ed
artiglieria a cavallo. Il servizio aveva inizio nell'anno in cui si compieva il
21 anno di età.
Con una popolazione di circa 51
milioni di abitanti, e con un bilancio di circa 854 milioni di corone, la forza
alle armi era nel 1914 di 483.00 u.
Grandi unità ed ordinamento
– L'Esercito austro – ungarico comprendeva: 16 corpi d'armata e 33 divisioni di
fanteria, 14 brigate da montagna,10 divisioni di cavalleria.
Fanteria – 102 Reggimenti
a 4 Battaglioni - 1 Battaglione. quadro con 3 sez. mitragliatrici. 4 reggimenti
Bosniaci e della Erzegovina, 4 reggimenti Kaiserjager, 30 Battaglioni
Feldiager,1 Btg. Cacciatori bosniaci, 40 Regg. di Landwher austriaca, 32 Reggimenti di Landwher ungherese. Cavalleria
– 42 Reggimenti dell'Esercito Comune,
6 Reggimenti di Landwher austriaca, 10 Reggimenti di
Landwher ungherese, ( tutti con un distaccamento mitragliatrici). Artiglieria
da campagna – 42 Reggimenti dell'esercito comune, 9
gruppi di artiglieria a cavallo, 8 gruppi di Landwher austriaca (cannoni e
obici), 2
Reggimenti cannoni (per la Landwher ungherese), 8 gruppi cannoni, 2
gruppi artiglieria a cavallo, da montagna – 10 reggimenti oltre a gruppi
autonomi, da fortezza – 6 reggimenti e 10 Btg. autonomi. Genio –
14 battaglioni zappatori, 9 battaglioni
pionieri, 1 battaglione
pontieri, 1 Reggimento ferrovieri, 1 Reggimento telegrafisti, 1 Sezione
aerostieri e elementi vari di specialisti.
La mobilitazione austro-ungarica
riguardò:
. 1 Corpo d’Armata su 3
Divisioni
. 15 Copri d’Armata su 2
Divisioni
. 33 Divisioni attive
. 8 Divisioni di Landwher
austriache
. 8 Divisioni di Landwher
ungheresi
. 8 Divisioni di Cavalleria
. 2 Brigate di Cavalleria
indipendenti
. 3 Brigate di Cavalleria di
Landwher austriaca
. 2 Brigate di Cavalleria di
Landwher ungherese
Il totale delle forze mobilitate
fu di 49 Divisioni ed 11 Divisioni di Cavalleria.
All’inizio il dispositivo
austriaco prevedeva tre Armate contro la Serbia; dopo la dichiarazione di
guerra alla Russia, furono lasciate solo due Armate contro la Serbia, nella
convinzione che fossero sufficienti. Contro la Russia furono schierate le
seguenti forze:
. I e IV Armata (al comando,
rispettivamente, del gen. Dankl e del gen. Auffenberg),
che disponevano di 20 Divisioni di fanteria e 5 Divisioni di Cavalleria.
. II e III Armata (al comando,
rispettivamente, del gen. Bohem Hermollie e del gen.
Brudermann, con 17 Divisioni di Fanteria
e di 6 Divisioni di Cavalleria
L’Austria-Ungheria non aveva un
piano suo proprio. Dato che la Germania aveva deciso di portare il suo sforzo
principale contro la Francia le operazioni contro la Russia divennero
secondarie. L’Austria doveva annientare la Serbia e poi provvedere alle
operazioni contro la Russia. Le operazioni iniziali miravano a guadagnare tempo
e a logorare le forze avversarie. Questo fu il compito affidato
all’Austria-Ungheria, la quale non doveva come detto attenersi ad un atteggiamento
difensivo prudente, ma attirare sopra di se il maggior numero di forze russe
impedendo cos’ l’avanzata su Berlino. Il
fronte meridionale contro l’Italia veniva completamente sguarnito. Il Comando Austro-ungarico,
preoccupato delle notizie che riportavano di una mobilitazione russa assi
celere, ne timore che i Russi invasa la Galizia aggirassero ed avviluppassero
le varie Armate austro-ungariche per invadere la Germania, decise di iniziare
le operazioni contro la Polonia, che si svolsero contemporaneamente a quelle in
Prussia Orientale e in Galizia.
[1]
Deak I., Beyond nationalism. A Social and
political history of the habsburg officer corps, 1848-1919, Oxford, Oxford
University Press Inc. New York.
martedì 15 maggio 2018
!914 I Piani di Mobilitazione: Germania
La Germania proclamò la Kriegsgefahrzustand, cioè la
pre-mobilitazione generale il 31 luglio 1914 e la mobilitazione generale il 1
agosto 1914 alle ore 17. Furono
mobilitati:
-
25 Corpi d’Armata. Su due divisioni (numerati
dal I al XXV)
-
3 Corpi d’Armata bavaresi (I,II,III)
-
La Guardia (1 Corpo d’Armata)
-
11 Divisioni di Cavalleria
-
14 Corpi d’Armata (composti da 28 Divisioni di riserva
-
2 Divisioni di riserva
Ogni Corpo d’Armata attivo comprendeva nel 1914:
.
2 Divisioni di fanteria su
.. 12 battaglioni di fanteria
.. 12 batterie su 6 pezzi
.. 1 Reggimento di Cavalleria
.. 1 Reggimento Genio
.. 1 (a volte 2) compagnie di sanità
.
1 Gruppo di Artiglieria pesante campale
.
1 Squadriglia di aeroplani
Ogni
Divisione di fanteria di riserva comprendeva:
.
12 battaglioni di fanteria
.
6 batterie su sei pezzi
.
1 Reggimento di Cavalleria
Ogni
Divisione di Cavalleria comprendeva:
.
2 Brigate su 3 Reggimenti a 4 Squadroni (24 Squadroni in totale)
.
1 Gruppo di 3 Batterie a cavallo su 4 pezzi (12 pezzi)
.
1 Reparto mitragliatrici
.
1 Plotone Genio
Altre forze furono mobilitate
che erano 10 Divisioni “ersatz”[1],
composte da un battaglione per ogni brigata di fanteria, riuniti in 19
Brigate. Ogni circoscrizione di Corpo
d’Armata mobilitò due brigate miste di Landwher che, nel 1914 avevano il
compito sul fronte occidentale dell’occupazione dei territori invasi e della
sicurezza delle linee di comunicazione; sul fronte orientale, inserite nelle
unità attive, presero subito parte alle operazioni. Furono mobilitate anche un numero
considerevole di unità Landsturn, incaricate del servizio territoriale nel
territorio metropolitano tedesco.
A mobilitazione avvenuta, il 18
agosto 1914 l’Esercito tedesco aveva mobilitato, oltre alle unità della
Landwher e del Landsturn:
-
11 Divisioni di Cavalleria
-
50 Divisioni di Fanteria
-
30 Divisioni di riserva di “ersatz” o miste
“ersatz” e Landwher
-
1 Divisione mista di fanteria e di artiglieria
di marina.
La
ripartizione delle forze fu attuata secondo il seguente concetto:
”Prendere l’offensiva in modo fulmineo sul fronte occidentale, attaccare
la Francia con la parte più ingente e migliore delle sue forze, battere e
mettere fuori causa nel più breve tempo possibile l’Esercito francese, in modo
da poterlo contenere con pochissime forze, dirigere allora la massa
dell’Esercito verso il fronte orientale e schiacciare la Russia col concorso
dell’Esercito Austriaco”
Sul fronte orientale, la
Germania schierava queste forze:
.VIII Armata che comprendeva:
.. I, XVII, I di Riserva, Corpo d’Armata
.. 3a Divisione di Cavalleria
. Gruppo von Scholtz, che
comprendeva
.. XX Corpo D’Armata
.. 70a Divisione Landwher
.. elementi delle guarnigioni della zona di Soldau
. Gruppo von Woyrsch, a difesa
della frontiera verso Sud
. Guarnigioni Mobili, con elementi
delle guarnigioni delle fortezze di Posen,Thorn, Breslavia.
Queste forze erano affiancate
falle forze austriache[2]
Sul fronte occidentale schierava
al comando dell’Imperatore Guglielmo II che aveva come Capo di Stato Maggiore
il generale von Moltke, le seguenti forze:
. I Armata ( al comando del gen.
von Kluck) su:
..6 Corpi d’Armata
..3 Brigate di Landwher
..5 Brigate di Cavalleria, in ripartizione con la II Armata
. II Armata ( al comando del
gen. von Bulow) su:
..6 Corpi d’Armata
..2 Brigate di Landwher
..5 Brigate di Cavalleria, in ripartizione con la I Armata
. III Armata ( al comando del
gen. von Hausen) su:
..4 Corpi d’Armata
..1 Brigate di Landwher
. IV Armata ( al comando del
Principe di Wurtemberg) su:
..5 Corpi d’Armata
..1
Brigate di Landwher
. V Armata ( al comando del gen.
Principe Ereditario di Germania) su:
..5 Corpi d’Armata
..5 Brigate di Landwher
..2 Brigate di Cavalleria
. VI Armata ( al comando del
gen. Principe di Baviera) su:
..5 Corpi d’Armata
..4 Divisioni di “ersatz”
..3 Brigate di Cavalleria
. VII Armata (al comando del
gen. von Heeringen) su:
..3 Corpi d’Armata
..1 Divisioni di “ersatz”
. Distaccamenti speciali di
Metz, Thionville, e dell’Alzazia.
Questa distribuzione di forze è
la diretta discendenza di piani iniziati ad essere elaborati all’indomani della
vittoria del 1870-1871. Il gen. Moltke, il vecchio, nel 1879 un piano che
prevedeva la difensiva verso la Francia e la offensiva verso la Russia. Questo
piano rimase inalterato con il suo successore, il gen. von Waldersee,
subentratogli nel 1888. Venne invece completamente ribaltato dal gen. von
Schlieffen, che ricoprì la carica di Capo di Stato Maggiore dal 1891 al 1906.
Preso atto dei progressi dell’esercito francese e della situazione di quello
russo, von Schlieffen invertì le priorità: prima attacco alla Francia, poi,
sconfitta la Francia, attacco alla Russia. Nella constatazione che un attacco
alla Francia poteva essere ritardato dalle opere fortificatorie costruite dai
francesi sulla loro frontiera est, occorreva, secondo von Schlieffen, per
ottenere risultati definitivi, aggirare questo sistema difensivo. Constato che
lo spazio tra Verdun e la frontiera belga insufficiente per muovervi con la
dovuta celerità le grandi masse destinate all’aggiramento, e considerando che
il fianco destro e il retro delle truppe potendo essere esposti alle minacce
del Belgio e delle eventuali forze britanniche sbarcate in continente, ne
convenendo eseguire l’aggiramento attraverso la Svizzera (o eventualmente
questo compito affidarlo alla Italia alleata nella Triplice, prese la decisone
che il miglior piano era quello di
attraversare il Belgio aggirando da Nord il sistema fortificatori francese
attaccando e distruggendo l’ala dell’Esercito francese piombandogli alle
spalle. Concetti discendenti diretti dallo studio della Battaglia di Canne. Fu
elaborato un piano definito von
Schlieffen 1906, anno della sua uscita dallo Stato Maggiore Tedesco per
raggiuti limiti di età e che morì nel 1913, ma che fu la base del piano del
1914
Il suo successore, il generale
von Moltke, il giovane, riprese il piano di von Schlieffen, ma vi apportò
modifiche non sostanziali ma significative. Il giovane Von Moltke non aveva un
animo ardito, non si sentiva un condottiero, nonostante la profonda e la vasta
cultura, aveva scarsa fiducia in se stesso
ed una profonda ammirazione per il von Schlieffen che considerava un
maestro. In sintesi non se la sentì di formular e un nuovo piano e la Germania
entrò in guerra non con il piano von
Schlieffen del 1906 integrale, ma modificato.
Merita un’attenzione maggiore la
evoluzione del piano Schlieffen in quanto è frutto di attenti studi ed
elaborazioni che permettono di dire chela Germania non entrò in guerra senza
avere ben pianificato il suo intervento.
Il
progetto del Moltke rimase inalterato col von Waldersee, che successe nel 1888 al grande capo di S. M. Venne invece modificato dal
Maresciallo von Schlieffen che
assunse, nel 1891, la carica di
capo di S. M. Egli infratti doveva preoccuparsi della nuova situazione:
l'esercito francese in continuo progresso, la Russia che si stava fortificando
sulla Narew, e sia in Francia che in Russia, mobilitazione e radunata studiate
con nuovi concetti tanto da permettere di ottenere vantaggi notevoli sul tempo.
Per
tali ragioni lo Schlieffen ritenne conveniente invertire le parti, fare cioè
prima l'offensiva verso la Francia perchè, pur tenendo conto dei progressi
conseguiti dai Russi nei loro ordinamenti e nella loro preparazione, era però
la Francia il nemico più temibile, il più vicino, quello che occorreva
abbattere per primo. Deciso perciò: offensiva sulla fronte francese e difensiva
su quella russa insistendo sulla necessità di ottenere al più presto una
decisione in Francia, battendo subito il primo fra i due avversari che
fosse stato attaccato. Ora, poiché la rapida decisione nelle operazioni veniva
ad essere ritardata dall'ostacolo delle opere fortificatorie costruite dai francesi
sulla loro frontiera dell'Est (sistema De Rivière) occorreva, per potere conseguire
subito dei risultati decisivi, aggirare questo sistema difensivo.
Essendo lo spazio tra Verdun e la frontiera belga insufficiente per muovervi
rapidamente le grandi masse destinate all'aggiramento, ed inoltre il fianco
destro e il tergo delle truppe potendo essere esposti alle minacce del Belgio e
delle eventuali forze britanniche accorse in aiuto, né convenendo eseguire
l'aggiramento attraverso la Svizzera, a causa delle speciali difficoltà del
terreno, egli si convinse che per operare celermente occorreva attraversare un
territorio più facile, cioè il Belgio, perchè in tal modo, aggirando da Nord il
sistema De Rivière, raggiungeva lo scopo di operare a massa, con vigoria e con
impeto, condizioni queste, assolutamente indispensabili per abbattere, subito,
la Francia. È su queste basi che lo Schlieffen preparò il suo piano di guerra
destinando sei armate sul fronte S. Weit – Strasburgo; una settima
armata più indietro sulla destra verso Duren Kall.
In
base a questo schieramento due armate dovevano passare la Mosa fra Donchery e
Stenay, la terza a nord di Verdun, la quarta e la quinta marciare verso
Neufchateau dopo essersi impadronite di Nancy. La sesta e la settima Armata dovevano
coprire, rispettivamente, il fianco sinistro e il fianco destro.
Alla
fronte russa erano destinati debolissimi contingenti, giacchè in base al concetto
di sbarazzarsi al più presto dei Francesi, occorreva concentrare la massa delle
forze sul Reno. Se qualche vantaggio i russi avessero potuto intanto conseguire,
sarebbe stato un risultato momentaneo, dipendente sempre dalla grande vittoria
ottenuta in Francia. Questa idea dell'aggiramento per il Belgio, ormai
acquisita, acquistava maggiore consistenza nel pensiero dello Stato Maggiore
tedesco dopo la guerra russo-giapponese, che aveva indebolito assai la Russia.
Di questa debolezza riteneva lo Schlieffen che si dovesse approfittare per
rivolgere tutti gli sforzi contro la Francia , in modo da annientare l'esercito
francese in una battaglia tipo Canne, cioè con una manovra di accerchiamento a
somiglianza di quella compiuta nel 216 a. C. da Annibale.
Concetti
essenziali: procedere su larga fronte – avviluppare la sinistra francese –
gettarla contro il Giura – addossare
l'esercito francese alla frontiera svizzera – dar battaglia e in una Canne
gigantesca accerchiarlo. Per conseguire questo decisivo risultato egli voleva
che:
- la massa avviluppante fosse forte il più
possibile e l'attacco aggirante venisse effettuato dalla quasi totalità
dell'esercito.
-
non mancasse la sorpresa e perciò si dovesse
spingere l'ala destra molto a Nord in modo da aggirare sulla linea
Aisne-Reims – La Fère. Per conseguire questo risultato l'ala tedesca doveva
attraversare, in pieno, il territorio belga.
Si
giunse così al 1906, anno in cui
lo Schlieffen lascia, avendo raggiunto i limiti di età, la carica di capo di S.
M. Ma, prima di abbandonare il suo posto, egli compila il suo ultimo piano,
chiamato appunto del 1906; precisando come segue la distribuzione delle forze:
23
Corpi d'Armata, 12½ Corpi di Riserva che costituiscono
la parte avvolgente; 8 Divisioni di cavalleria - la
principale - dunque, raccolta a N. Di Metz, - lungo la frontiera –
Perno
per l'aggiramento: Metz – Questa massa principale è costituita da tre Armate e da
elementi ausiliari:
Armata nord – molto forte
(16 C. Ar. e 5 Divisioni di Cavalleria) oltre al concorso di due Corpi di
Armata. trasportati, possibilmente, dalla Lorena. Deve, celermente, portarsi
sul fronte Bruxelles – Namur e poi
spingersi su La Fère. Armata centro – costituita da 1 Divisione di Cavalleria
e sei Corpi d’Armata con obiettivi Namur-Mezières. Armata
sud – costituita da due Divisioni di Cavalleria ed otto Corpi d’Armata. Obiettivi: Mezières – Verdun,
collegata a Metz da 5½ Corpi d’ Armata
di Riserva. Elementi ausiliari: per seguire a N. e a
S. della Mosa (16 brigate. Landwher). - per funzionamento servizi
retrovie (Reparti vari di Landwher e di
Landsthum); per concorso operazioni alla destra ed investimento di
Parigi
sei Corpi di Armata Ersatz. 3½ Corpi d'Armata, un Corpo d’Armata di
riserva tre Divisioni di Cavalleria coprono la Lorena, sulla riva destra
della Mosella e formano una divisone di Landwher con la guarnigione mobile di Metz
una regione fortificata Mosella – Nied tedesca – Saar.
10½ Brig.
di Landwher coprono l'Alsazia col
compito, come quelle in Lorena, di
attirare il maggior numero di forze francesi.
Per
attaccare la linea Aisne – Oise – Parigi, lo Schlieffen riuniva dunque una
massa grandiosa, ponendo come base per la condotta delle operazioni il seguente
ragionamento: qualunque sia il piano francese,
comunque si svolgano le prime operazioni persistere nell'azione
intrapresa; imporre ad ogni costo la propria iniziativa all'avversario: le
armate avanzino serrate e collegate come se fossero battaglioni, travolgendo e
superando qualsiasi resistenza, qualsiasi ostacolo; durante la grandiosa
conversione dell'ala destra le armate del centro e di sinistra procedano con
movimento più lento di quello dell'ala marciante.
Nel caso
che i Francesi avessero preso l'offensiva in Alsazia ed in Lorena, essi, secondo
lo Schlieffen, per effetto della gravissima minaccia di avvolgimento da parte
dell'ala destra tedesca, avrebbero dovuto interrompere le operazioni, per
correre da Est verso Nord, dove egli pensava che si sarebbero svolte subito
alcune battaglie che, per la schiacciante superiorità tedesca, sarebbero state
fortunate per la Germania. Parigi, infine, sarebbe stata coinvolta nella grande
lotta perchè era previsto l'impiego di 6 Corpi d'A. di ersatz destinati
all'investimento di questa piazza, ed a protezione del grosso, incaricato di
procedere sempre più decisamente verso sud. La manovra proveniente da Nord
doveva così bastare da sola a provocare la decisione, e l'imponente
raggruppamento di forze sulla destra, doveva servire sia per fronteggiare le
eventuali minacce a tergo e sul fianco dello schieramento, sia per isolare, a
momento opportuno, la grande piazza di Parigi.
Nella
solidità dell'ala destra e nella necessità di rinforzarla traendo,
all'occorrenza, forze dalla Lorena e dalla Alsazia, il Generale Schlieffen
vedeva dunque la condizione essenziale del successo. Questa convinzione in lui
mai venne meno, come ne fa fede l'ampia documentazione relativa al suo piano.
L'eredità
dello Schlieffen fu, nel 1906,
raccolta dal Generale von Moltke,
nipote del grande Moltke. Nel periodo in cui egli tenne il suo alto posto,
(1906 – 1914) profondi mutamenti si verificarono gradualmente, nella situazione
politica europea. La Russia si stava rimettendo dalle gravi conseguenze della
guerra del 1904 – 1905; la Francia non solo preparava un esercito sempre più
potente, ma lo animava con una dottrina di guerra sempre più offensiva.
Il Moltke
comprese perciò che il piano del suo predecessore avrebbe dovuto esser
modificato o almeno adattato alla nuova situazione, ma, come scrive il col. Maravigna,
il Moltke, non aveva l'anima del condottiero, ad onta della profonda e vasta
cultura tecnica di cui era dotato, e quindi "o non si sentì all'altezza e
in grado di concepire un piano ex novo, oppure non osò per sfiducia in sé
stesso, o per venerazione illimitata verso il maestro: lo Schlieffen. Egli
accettò nel suo insieme il piano di guerra schlieffiano, vi apportò quelle
modificazioni che a suo parere gli sembravano assolutamente indispensabili,
forse con la convinzione di non alterare le basi sostanziali, mentre
effettivamente egli le intaccava profondamente.
Infatti
mantenne l'aggiramento per il Belgio, l'offensiva a fondo in Francia e la difensiva
temporanea in Russia. Però mentre con lo Schlieffen tutto doveva esser
subordinato alla marcia della fortissima ala destra, con il Moltke il concetto
informatore dell'offensiva veniva modificato per il fatto che, oltre
all'offensiva per il Belgio. Si voleva anche impedire che il nemico entrasse in
territorio tedesco.
Il Moltke
si preoccupò quindi più di parare ad un'offesa francese in Lorena, che di
procedere insistentemente, con forze adeguate, con la sua ala destra, che egli
fece assai meno robusta che non nel progetto 1906, pur ricordando che ad essa
esclusivamente, lo Schlieffen dava il decisivo compito di attanagliare i
francesi alla sua volontà. Difatti con le seguenti nuove disposizioni del
Moltke la distribuzione delle forze risultò sostanzialmente modificata rispetto
al piano Schlieffen.
Fronte
orientale – Per opporsi ai Russi e
limitare i loro progressi nella Prussia orientale: l'VIII Armata Composta di
tredici Divisioni di fanteria ridotte poi a nove all'ultimo momento e una
Divisione di Cavalleria oltre a elementi vari di Landwher.
Fronte
occidentale – L'Alsazia e la Lorena non
dovevano essere abbandonate senza combattere. Perciò a questo settore (ove lo
Schlieffen destinava forze non ingenti e di scarso valore) sono assegnate due
armate, VII e VI, forti complessivamente di otto Corpi d'Armata e tre divisioni di Cavalleria oltre alle
guarnigioni di Metz, Strasburgo e contingenti vari di Landwher. Da Metz a
Nord fu raccolta la massa
avvolgente forte di soli ventisei Corpi di Armata, sette Divisioni di
Cavalleria e reparti di Landwher, costituita da cinque armate (I, II, III, IV, V). Essa doveva far perno su
Metz ed effettuare la conversione attraverso il Lussemburgo ed il Belgio con
l'ala destra lungo la direttrice: Bruxelles, Cambrai, Somme.
Il Moltke
riteneva così possibile, avendo le due ali forti, di fare non solo l'avvolgimento
con la destra, ma anche di riuscire ad opporsi in primo tempo ad una probabile
avanzata dei francesi in Lorena ed Alsazia. Trattenutili con le Armate VII e VI
mentre l'ala destra avesse fatto sentire la sua grave minaccia, non era improbabile
che l'ala sinistra (Armate VII e VI) potesse subito dopo prendere anch'essa
l'offensiva. Era insomma da una duplice avanzata che egli si
riprometteva di ottenere l'accerchiamento dell'esercito francese.
Il
progetto Moltke era perciò assai differente da quello dello Schlieffen. Con
questo l'ala aggirante doveva essere molto robusta, col Moltke invece essa
veniva di molto indebolita; si toglievano infatti parecchie unità proprio in
quel settore che lo Schlieffen voleva
fortissimo, per essere in grado di parare tutte le situazioni, previste ed
impreviste.
Il Moltke
era convinto che se i francesi avessero avuto un insuccesso in Lorena molto più
difficile sarebbe stato per lor
o il parare l'aggiramento che si delineava a
Nord, e avrebbero dovuto riportarsi sulla difensiva sulla linea Verdun, Toul,
Epinal, Belfort. In questo caso egli si riprometteva di rinforzare la sua ala
destra, per riportarla all'efficienza voluta dello Schlieffen mediante
spostamenti di unità della 6a e 7a armata all'ala destra, spostamento che
veniva così ad essere subordinato ad un importante, ma ipotetico successo
conseguito ad est. In sostanza il Moltke non volendo cedere territorio, nella
fiducia di riportare un successo in Lorena, veniva inizialmente ad indebolire
l'ala destra, per quanto egli si ripromettesse di rinforzarla appena possibile.
Mentre lo Schlieffen voleva che tutto fosse subordinato al grandioso
aggiramento, compiuto dalla quasi totalità dell'esercito, perchè era convinto
che questa marcia avrebbe impedito con la sua stessa minaccia ogni iniziativa
ai francesi, il Moltke invece veniva ad essere per quanto indirettamente, influenzato,
nella condotta delle sue operazioni, dall'offensiva francese.
Col piano
Schlieffen erano più di 40 Corpi d'Armata raccolti sul fronte occidentale: di
questi 35½ costituivano le forze destinate alle decisive operazioni. Con lo
Schlieffen la massa, già riunita, doveva poi, durante le operazioni, essere
aumentata, mai diminuita, perchè egli voleva
che fosse legge per tutti il marciare avanti con una massa forte, unico
modo per imporre al nemico la propria volontà. Il Moltke invece veniva a dare
troppo peso all'azione offensiva in Alsazia e in Lorena né valutava bene i
mezzi necessari per far riuscire quella aggirante per il Belgio, che conveniva
mantenere in limiti e proporzioni più ridotte, per avere i mezzi occorrenti per
la protezione dell'ala destra. Il piano dunque adottato nel 1914 dal Moltke,
per quanto ispirato alle grandiose idee dello Schlieffen, da esse però si
allontanava nei concetti principali e per le modalità previste per la sua
attuazione.
massimo.coltrinari
(direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
[1] Elementi iscritti nelle liste di
completamento (Ersatz reserve) per ragioni di studio, di famiglia, di lavoro ed
altro secondo le norme di dispensa dal servizio militare. In tempo di pace
nelle liste “Ersatz” per la durata di 12 anni, obbligandosi a prestare servizio
militare per 135 giorni. A queste liste erano anche iscritti gli eccedenti al
fabbisogno annuale di leva.
giovedì 10 maggio 2018
venerdì 4 maggio 2018
venerdì 27 aprile 2018
1915. Il Quadro di Battaglia dell'Esercito Italiano IV
La IV Armata schierata nella conca di Cortina ordinata
su due Corpo d’Armata, su due divisioni.
IV Armata
Ten. Gen. Luigi Nava
I Corpo D’Armata
Ten.Gen. Ottavio Ragni
1a Divisione
Ten.Gen. Alfonso Petitti di Roreto
. Brigata Parma
.. 49° Reggimento fanteria
.. 50° Reggimento fanteria
. Brigata Basilicata
.. 91° Reggimento fanteria
.. 92° Reggimento fanteria
25° Reggimento artiglieria
campale (5 batterie)
.. 2 batterie someggiate da
70
2a Divisione
Ten.Gen. Saverio Nasalli Rocca
. Brigata Como
.. 93° Reggimento fanteria
.. 94° Reggimento fanteria
. Brigata Umbria
.. 23° Reggimento fanteria
.. 24° Reggimento fanteria
17° Reggimento artiglieria
campale (8 batterie)
10a Divisione
Ten.Gen. Giovanni Scrivante
. Brigata Marche
.. 55° Reggimento fanteria
.. 56° Reggimento fanteria
. Brigata Ancona
.. 69° Reggimento fanteria
.. 70° Reggimento fanteria
.. 20° Reggimento artiglieria
campale (8 batterie)
IX Corpo d’Armata
Ten.Gen. Pietro Marino
17a Divisione
Ten.Gen. Diomede Saveri
. Brigata Reggio
.. 45° Reggimento fanteria
.. 46° Reggimento fanteria
. Brigata Torino
.. 81° Reggimento fanteria
.. 82° Reggimento fanteria
.. 13° Reggimento artiglieria
campale (8 batterie)
18a Divisione
Ten.Gen. Vittorio Carpi
. Brigata Alpi
.. 51° Reggimento fanteria
.. 52° Reggimento fanteria
. Brigata Calabria
.. 59° Reggimento fanteria
.. 60° Reggimento fanteria
33° Reggimento artiglieria
campale (8 batterie)
A disposizione del Comando di
Armata:
.. 1 Reggimento fanteria
Milizia Territoriale
.. 8 Battaglioni alpini
.. 1 Battaglioni della Regia
Guardia di Finanza
.. 2 Gruppi di 2 batterie
pesanti campali
.. 9 Batteria da montagna
.. 2 Batterie someggiate
.. 1 Compagnia pontieri
.. 5 Compagnie e mezzo di
compagnie minatori
Alle dirette dipendenze del
Comando Supremo
Zona Carnia
Ten.Gen. Clemente Lequio
.. 16 Battaglioni Alpini
.. 3 Battaglioni Regia
Guardia di Finanza
.. 6 Batterie da montagna
.. 1 Squadrone di cavalleria
.. 2 Batterie someggiate
.. 1 Compagnia zappatori
.. 2 Compagnie minatori
.. 1 Compagnia telegrafisti
A disposizione del Comando Supremo forze paragonabili
ad una altra Armata, come riserva generale
VIII Corpo D’Armata
Ten.Gen. Ottavio Briccola
16a Divisione
Magg. Gen. Luciano Secco
. Brigata Friuli
.. 87° Reggimento fanteria
.. 88° Reggimento fanteria
. Brigata Cremona
.. 21° Reggimento fanteria
.. 22° Reggimento fanteria
32° Reggimento artiglieria
campale (8 batterie)
29a Divisione
Ten.Gen. Fortunato Marazzi
. Brigata Perugia
.. 129° Reggimento fanteria
.. 130° Reggimento fanteria
. Brigata Lazio
.. 131° Reggimento fanteria
.. 132° Reggimento fanteria
.. 37° Reggimento artiglieria
campale (6 batterie)
X Corpo d’Armata
Ten.Gen. Domenico Grandi
19a Divisione
Ten.Gen. Giuseppe Ciancio
. Brigata Siena
.. 31° Reggimento fanteria
.. 32° Reggimento fanteria
. Brigata Bologna
.. 39° Reggimento fanteria
.. 40° Reggimento fanteria
.. 34° Reggimento artiglieria
campale (8 batterie)
20a Divisione
Ten.Gen. Edoardo Coardi di Carpaneto
. Brigata Savona
.. 15° Reggimento fanteria
.. 16° Reggimento fanteria
. Brigata Cagliari
.. 63° Reggimento fanteria
.. 64° Reggimento fanteria
.. 34° Reggimento artiglieria
campale (8 batterie)
XIII Corpo d’Armata
Ten.Gen. Gaetano Zoppi
25a Divisione
Ten. Gen. Luigi Capello
. Brigata Macerata
.. 121° Reggimento fanteria
.. 122° Reggimento fanteria
. Brigata Sassari
.. 151° Reggimento fanteria
.. 152° Reggimento fanteria
.. 46° Reggimento artiglieria
campale (8 batterie)
30a Divisione
Ten.Gen. Arcangelo Scotti
. Brigata Piacenza
.. 111° Reggimento fanteria
.. 112° Reggimento fanteria
. Brigata Alessandria
.. 155° Reggimento fanteria
.. 156° Reggimento fanteria
39° Reggimento artiglieria
campale (6 batterie)
31a Divisione
Ten.Gen. Annibale Gastaldello
. Brigata Chieti
.. 123° Reggimento fanteria
.. 124° Reggimento fanteria
. Brigata Barletta
.. 137° Reggimento fanteria
.. 138° Reggimento fanteria
.. 43° Reggimento artiglieria
campale (6 batterie)
.. 25° Reggimento artiglieria
campale (3 batterie)
XIV Corpo d’Armata
Ten.Gen. Paolo Morrone
26a Divisione
. Brigata Caltanissetta
.. 147° Reggimento fanteria
.. 148° Reggimento fanteria
. Brigata Catania
.. 145° Reggimento fanteria
.. 146° Reggimento fanteria
49° Reggimento artiglieria
campale (6 batterie)
Ten.Gen. Michele Salazar
27a Divisione
Ten.Gen. Guglielmo Pecori Giraldi
. Brigata Benevento
.. 133° Reggimento fanteria
.. 134° Reggimento fanteria
. Brigata Campania
.. 135° Reggimento fanteria
.. 136° Reggimento fanteria
.. 38° Reggimento artiglieria
campale (6 batterie)
28a Divisione
Ten.Gen. Giuseppe Queirolo
. Brigata Bari
.. 139° Reggimento fanteria
.. 140° Reggimento fanteria
. Brigata Catanzaro
.. 141° Reggimento fanteria
.. 142° Reggimento fanteria
.. 45° Reggimento artiglieria
campale (6 batterie)
3a Divisione di cavalleria
Ten.Gen. Carlo Guicciardi di Cervado
. 5a Brigata di cavalleria
.. 12° Reggimento cavalleria
.. 24° Reggimento cavalleria
. 6a Brigata di cavalleria
.. 3° Reggimento cavalleria
.. 8° Reggimento cavalleria
II Gruppo di batterie a
cavallo
4a Divisione di cavalleria
Ten.Gen. Alessandro Malingri di Bagnolo[1]
. 4a Brigata di cavalleria
.. 1° Reggimento cavalleria
.. 26° Reggimento cavalleria
. 8a Brigata di cavalleria
.. 19° Reggimento cavalleria
.. 28° Reggimento cavalleria
IV Gruppo di batterie a
cavallo
A disposizione del Comando
Supremo le seguenti ulteriori truppe:
.. 2 Brigate di fanteria (su
tre reggimenti)
.. 1 Reggimento di
Carabinieri Reali
.. 1 Compagna zappatori
.. 2 Compagne telegrafisti
.. 4 Compagnie pontieri
.. 1
Compagnia minatori
[1] Cfr. Ministero
della Guerra, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Ufficio Storico, L’Esercito Italiano nella Grande Guerra
(1915-1918) - Le forze belligeranti, Allegati, Vol. I Bis, Roma, Ristampa 1974.
All. 37
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