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giovedì 9 maggio 2013

II L’approccio della Germania nei confronti della guerriglia ed alla guerra per bande. La Guerra


 II
 L’esperienza della Guerra
 Non vi è lo spazio per uno studio approfondito, ma alcuni cenni alla soluzione delle dottrine che hanno guidato l’attività germanica in tema di attività di controguerriglia exstraurbana può aiutare a comprendere alcuni capisaldi di quello che poi in sostanza è il comportamento del “nemico” quando si parla di Guerra di Liberazione.
Una rapidia presentazione dei principali documenti, così come sono stati presentati ed elaborati dauna ricerca edita dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito,[1] può dimostrare che la Germania affrontò il problema della Guerriglia già in fase di preparazione ad una guerra futura negli anni trenta. Si tratta di una esercitazione di polizia del maggio 1936[2], presentata sotto forma di un ordine di operazioni, in cui lo scenario ipotizzato è di guerra totale, in cui occorre contrastare un ipotetico nemico che opera nelle retrovie, in coordinazione con l’esercito regolare e l’aviazione strategica, tramite bande irregolari. Lo scopo della esercitazione è di eserciatre tutti i componenti la polizia ad affrontare queste bande irregolari superando, anche d’iniziativa, conflitti di competenza e situazioni di emergenza. Si deduce dal documento che l’azione is svolge su territori nazionale e che i possibili nemici erano la Polonia e la Cecoslovacchia e che le forze armate tedesche fossero sulla difensiva.[3] L’importanza di questa esercitazione sta nel fatto che già nel 1936 si voleva preparare i quadri di polizia a fronteggiare attacchi di irregolari nelle retrovie, in un quadro di guerra totale. Cardine fondamentale adottato l’impiego brutale e spietato della forza laddove le necessità lo richiedevano. Da questi elementi, ed altri che si possono scorgere nella esercitazione, emerge il fatto che non è accettabile la tesi che la spirale di violenze reciproche abbia portato la controguerriglia tedesca a livelli di crudeltà ed efferatezza che sono noti in tutta Europa.
Secondo Politi “è stato un fattore che ha soltanto facilitato l’esprimersi di una attitudine mentale ricevuta in addestramento” [4]da cui è facile dedurre che è nella dottrina tedesca insito il fatto che la controguerriglia, in quanto tale, deve avere i caratteri della efferetazza, della crudeltà e della spietatezza, che trova ampio margine di accoglienza nella ideologia nazista.
Il primo documento tedesco che tratti di controguerriglia sulla scorta di esperienza belliche è del 22 settembre 1941 ed è intitolato “Manuale per l’addestramento delle unità di polizia riunite al combattimento di polizia”.[5], in cui si può cogliere le direttive per il comportamento delle unità tedesche nella fase iniziale della controguerriglia, con prevalenza per la difesa da imboscate  e la relativa reazione, più che ad azioni per annientare il nemico partigiano.
I vertici tedeschi, dopo due anni di guerra ormai avevano ampiamente affrontato il tema della lotta antipartigiana, tanto che si arrivò ad un accordo tra la componete militare e quella di polizia della Germania, ovvero l’accordo tra la Wehrmacht, rappresentata dal gen. Wagner e il RSHA (Reich Sicherheitshauptamt – Ufficio Centrale per la sicurezza del Reich)[6], rappresentato da Heydrich. L’accordo Wagner-Heydrich, sigliato il 26 marzo 1941, divideva le competenze nella lotta antipartigiana. La Wehrmacht era competente per la lotto contro i partigiani a ridosso e sulla linea del fronte a contatto con il nemico, l’SD[7] nel territorio retrostante con il compito primario di reperire, appena conquistato il territorio, archivi e documentazione utile a individuare le organizzazioni ostili al reich ed arrestandone i quadri, decapitando sul nascere ogni forma di guerriglia già sul nascere. Le unita SD erano aggregate ai grippi di Armate, da cui ne dipendevano logisticamente, ma erano ai diretti ordini di Himmler per l’impiego. Unico punto di contatto operativo con la Wehrmacht era quello informativo. L’accordo era sostanzialmente di natura politica, volto a dare equilibrio di potere tra la Wehrmacht e gli apparati di sicurezza del Partito Nazista; sul terreno operativo, sommato alla scarsa consistenza degli organi dello SD, e delle forze di retrovia della Wehrmacht, si rilevò pineo di lacune, lacune che permesiero le azioni inziali delle forze partigiane sovietiche. Infatti questo accordo era stato voluto proprio in funzone della invasione della Unione Sovietica, che iniziò il 22 giugno 1941, in cui nella occupazione del territorio operavano le due organizzazioni tedesche, però in modo parallelo.


[1] Politi A., Le dottrine tedesche di controguerriglia 1936-1944, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1991
[2] Il testo della esercitazione “Besprechung der prufungsarbeit fue Major-Anwarte. (Mai 1936) in Polizeiverwendung.(Von Polzeioffizierschule aufgestellt.) Aufgabe: Postdam-Groben (Luftschtz-Polzeikampf) è riportato in Politi A., Le dottrine tedesche di controguerriglia 1936-1944, cit, pag. 196-225.
[3] Per la consistenza e la specifica di questa esercitazione ed i suoi contenuti si rimand ala citato volume di Politi, dalla pag. 3 a pag. 10.
[4] Politi A., Le dottrine tedesche di controguerriglia 1936-1944, cit., pag.10
[5] “Merkblatt fur die Ausbildung der geschlossenen Polizeienheiten im Polizeikampf herausgegeben vom Chef der Ordungspolizei 1941.”, riportato in italiano in Politi A., Le dottrine tedesche di controguerriglia 1936-1944, cit, pag. 224-230.
[6] Nato il 27 settembre 1936 era l’organo cui faceva capo tutto il ramificato ed esteso apparato di polizia della Germania Nazista, posto sotto l’autorità del Reichfuhrer-SS H. Himmler
[7] SD Sicherheits Dienst. Servizio di Sicurezza. Era diviso in servizio  interno, con compiti di scoperta e soppressione delle opposizioni politiche, e servizio esterno, spionaggio e controspionaggio. Era in concorrenza con l’Abwehr, diretto dall’ammiraglio Canaris, che era il servisio di spionaggio e controspionaggio della Wehrmacht.

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