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domenica 1 luglio 2018

Quaderni on Line Indici giugno 2018



QUADERNI ON LINE
Pubblicazione dell'Istituto del nastro Azzurro

SOMMARIO
ANNO LXXIX, Supplemento on line, VI, n.31
Giugno 2018
www.valoremilitare.blogspot.com
Editoriale, La finalizzazione dei Progetti
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Copertina, Giugno 2018  Foto: Anzio: Dopo la battaglia
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IL MONDO DA CUI VENIAMO: LA MEMORIA


APPROFONDIMENTI
Redazionale, 2 Giugno: La festa degli Italiani,
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Massimo Coltrinari, Agosto 1917. I presupposti per una offensiva italiana
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Redazionale, Prigionia Militare Italiana in Austria 1915 - 1918
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Luigi Marsibilio, La battaglia del Piave. La vittoria del Sostizio
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ARCHIVIO
Mario Nasatti, Festa della Repubblica, Per Non dimenticare,
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Redazionale, La Grande Guerra a colori
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Redazionale, Omaggio ai paracadutisti di Colbuccaro
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Redazionale, La Fanfarina del Nastro Azzurro protagonista a Reinchelfeds
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Redazionale, Avversari iri amici ogg. Carinzia 9 10 giugno 2018
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DIBATTITI
Massimo Coltrinari, La prigionia di Guerra al femminile
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Redazionale, Macerata I Bersaglieri nella Grande Guerra
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MUSEI,ARCHIVI,BIBLIOTECHE
Redazionale, Il Cimitero di Guerra di San Candito - Innichenn
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Redazionale, Guglielmo Oberdan. Lapide al Comune di Bologna
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IL MONDO IN CUI VIVIAMO: LA REALTA' D'OGGI

UNA FINESTRA SUL MONDO
Redazionale, Germania. Il cuore dell’Europa,
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GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE

SCENARI,REGIONI, QUADRANTI

CESVAM NOTIZIE
CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
Redazionale, Indici mese di giugno 2018
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Giancarlo Ramaccia, La Giornata del Decorato. Roma 2018
                            su www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 5.6.2018
Redazionale, Ipotesi di progetti 2019
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Javier Ernesto Sanchz, Una richiesta dal Nuovo Messico: la foto del gen. Scrivante
                            su www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 27.6.2018
Redazionale, Festa delle Trasmissioni Convegni
                            su www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 22.6.2018
Redazionale, Festa delle Trasmissioni Leonessa. Auguri a Tutti i Trasmettitori
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Redazionale, Auguri al Nostro Presidente di Pordenone
                            su www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 19.6.2018
Redazionale, Periodico del nastro Azzurro N. 3 del 2018. Giornata del Decorato. Roma 2018
                            su www. valore militare cesvam.blogspot.com con post in data 18.6.2018
Redazionale, Progetto n. 5 Lo Sbarco di Anzio. La azione dei soldati Italiani
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Redazionale, Progetto n. 3 CESVAM Impostato l’indice del Manoscritto n. 1
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Redazionale, Dizionario Minimo della Grande Guerra. Copertina
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SEGNALAZIONI LIBRARIE
Rivista: Noi dei Lager, Associazione Nazionale Ex Internati,
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AUTORI

Pecce Alessio, ricercatore
Coltrinari, Massimo direttore CESVAM
Giovan Battista Birotti, ricercatore
Baldoni, Massimo, pseudonimo
Giorgini, Desiderio pseudonimo
Alessia Biasiolo, collaboratrice CESVAM
Luigi Marsibilio, membro del Collegio dei redattori della Rivista
Giancarlo Ramaccia, vice direttore CESVAM
Giovanni Cecini membro del Collegio dei redattori della Rivista
Mario Nasatti, Presidente della federazione di Lecco

Numero chiuso in data 30 6 2018

mercoledì 6 giugno 2018

Si cerca la foto del Gen. Giovanni Scrivante

Gentile Gen. Dott. Massimo Coltrinari,
>
>      Ciao e buongiorno. Si prega di perdonare la mia mancanza di padronanza della lingua italiana. Il mio nome è Javier Ernesto Sanchez e io sono uno studente laureato presso l'Università del Nuovo Messico negli Stati Uniti, che sta lavorando ad un progetto di ricerca accademica sobre l'esercito del Regno Italiano durante la Grande Guerra, 1915-1918. Di conseguenza, vi scrivo profili biografici di varie generali italiani e sto cercando di trovare un ritratto del seguente generale che ha servito come comandante della 10a divisione nel 1915:
>
> Ten. Gen. Giovanni SCRIVANTE (n. a S. Damiano d’Asti nel 1857, m. a Roma nel 1927), colonnello comandante il 1º alpini nel 1904-1909. Magg. generale nel 1909 comandòl a 1ª brigata alpini. Ten. gen. nel 1913, tenne il comando della 10a divisione nel 1915. In P.A. nel 1917.
>
>      Si prega di notare che qualsiasi immagine del generale sarebbe molto gradita e apprezzata. Forse potresti aver trovato una foto del generale Scrivante durante il tuo lavoro sulle Le Marche nella prima guerra mondiale.
>
>      Grazie ancora per il vostro aiuto e attendo con ansia la vostra risposta.
>
> Cordiali saluti,
>
> Javier Ernesto Sanchez
> 367 Langley Road.
> Estancia, NM 87016
> tel. (505) 400-3192
> e-mail: jsanch22@unm.edu<mailto:jsanch22@unm.edu>
>

mercoledì 30 maggio 2018

La Mobilitazione della Francia nel 1914




Il 30 luglio 1914 in Francia si diede l’ordine di inviare le forze di copertura alle frontiere, ma con la disposizione che si mantenessero a 10 km dalla frontiera al fine di non far risultare  che la Francia aveva intenzioni aggressive. Il 1 agosto 1914  alle ore 16 fu diramato l’ordine di mobilitazione generale.
Furono mobilitati 21 Corpi d’Armata metropolitani ed  1 Coloniale
Ogni Corpo d’Armata comprendeva:
. 2 Divisioni di fanteria, su 2 Brigate di 2 Reggimenti a 3 Battaglioni. (24 battaglioni)
. 30 Batteria su quattro pezzi ( 120 bocche da fuoco)
. 4 Compagnie Genio
. 1 Reggimento di Cavalleria su 6 squadroni
. 1 Brigata di Fanteria di Riserva  con elementi di II Linea

25 Divisioni di riserva, ciascuna  su 12 battaglioni e 26 pezzi
10 Divisioni di Cavalleria su 3 Brigate  a 2 Reggimenti
L’Artiglieria pesante costituì gruppi per le dotazioni di Armata.

Dall’Africa giungevano la 37a , la 38a Divisione, e la Divisione del Marocco la 45a Divisione e la Brigata Marocchina. In totale la Francia mobilitò 50 Divisioni attive, 25 Divisioni di Riserva, 14 Gruppi alpini e 10 Divisioni di Cavalleria

Sul fronte occidentale la Francia schierava, al comando del generale Joffre che aveva come Capo di Stato Maggiore il generale Belin, le seguenti forze:
. I Armata ( al comando del gen. Dubal) su:
  ..5 Corpi d’Armata
  ..2 Divisioni di Cavalleria
. II Armata ( al comando del gen. Castelnaul) su:
  ..5 Corpi d’Armata
  ..2 Divisioni di Cavalleria
. III Armata ( al comando del gen. Ruffey) su:
  ..3 Corpi d’Armata
  ..1 Divisioni di Cavalleria
. IV Armata ( al comando del gen. Langle de Cay) su:
  ..3 Corpi d’Armata
  ..1 Divisioni di Cavalleria
. V Armata ( al comando del gen. Lanzerac) su:
  ..5 Corpi d’Armata
  ..1 Divisioni di Cavalleria

Le 25 Divisioni di riserva erano suddivise sulla frontiera italiana, alla difesa mobile di Verdun, alla difesa mobile di Epinal-Toul e Belfort, a difesa di Parigi e a disposizione delle Armate e del Comando Supremo.

I Francesi entrarono in guerra sulla base del Piano XVII, che era la risultate dei vari piani predisposti a partire dal 1875. Era questa la naturale reazione contro i procedimenti adottati nella guerra del 1870 – 71, dopo la quale, accarezzando subito il pensiero della rivincita, la Francia, ricercando le ragioni delle proprie disgrazie e delle vittorie tedesche, si accorse che la sconfitta era dipesa dall'abbandono del sistema di guerra napoleonico, adottato ed applicato invece dal Moltke. Così, lasciato il concetto difensivo, seguito in quella infelice campagna, si venne, gradualmente a quello offensivo, portato poi alla sua massima espressione dopo il 1911. Ma come i contrasti fra i seguaci delle teorie napoleoniche ed i novatori avevano, nel campo tattico, portato ad ondeggiamenti prima di venire al trionfo dell'offensiva; così anche nel campo strategico la preparazione del piano di guerra, doveva subire successive variazioni, derivanti dal contrasto fra la realtà della situazione politico militare gradualmente modificantesi, e il naturale desiderio francese di partire all'offensiva per la rioccupazione dei dipartimenti perduti nel 1871.Fra il 1870 e il 1875 la realtà non solo consiglia, ma impone la difesa: la debolezza del Paese e dell'Esercito rendono necessari urgenti predisposizioni di organizzazione: perciò il concetto offensivo esisterà solo nelle aspirazioni ideali. Dal 1875 al 1884 la situazione generale è migliorata: il sistema difensivo De Rivière sorge a rianimare la fiducia per la non lontana rivincita. L'offensiva, bisogno morale dell'anima francese, acquista forma più concreta: più però nel campo tattico che in quello strategico, giacchè se si guarda in faccia la realtà, si vede che logicamente non è ancora possibile scostarsi da un atteggiamento che in sostanza deve essere difensivo. Fra il 1884 e il 1898 il concetto offensivo anima oramai anche la concezione strategica, per quanto in forma ancora condizionata, sempre subordinata cioè alla realtà, giacchè se si parla di offensiva lo si fa sempre tenendo conto della realtà, cioè, della forza e dell'audacia avversaria. L'oscillazione del pensiero francese ha la sua massima espressione fra il 1898 ed il 1911, ma si intravede oramai che la tendenza offensiva ha decisa prevalenza. Essa trionferà poi, quando con l'impulso dato dal De Grandmaison si viene a quella che può definirsi l'ossessione dell'offensiva, perchè la si vuole in ogni momento, in ogni situazione, in ogni condizione.

Il piano di guerra francese del 1914, denominato piano XVII è la più alta espressione di questo speciale spirito offensivo che si è venuto maturando attraverso parecchie decine d'anni. Esso si può dire che ha la sua origine col piano I del 1875, giacchè se in esso la realtà derivante dalla sconfitta recente impone una concezione essenzialmente difensiva, il pensiero militare risente però, dello spirito offensivo. A questo primo piano fanno seguito gli altri in progressivo ordine numerico. Col VII si arriva già all'anno 1884: in esso traspare manifesto il desiderio di approfittare delle favorevoli occasioni del sistema difensivo De Rivière e di quelle dovute alla ricca rete ferroviari anche permetterà lo slancio offensivo. Giova ricordare che fra i piani studiati dal 1875 al 1884 già quelli IV e V, nati dopo il 1878, risentono della preoccupazione esistente nella alte sfere francesi che l'esercito tedesco, cui era ostacolata gravemente l'avanzata in Francia da est, lo facesse invece da Nord: i due piani rispondono infatti ai due casi di violazione di neutralità e di alleanza Germano – Belga.

I piani che si susseguono numerosi fino al 1898 debbono adattare l'azione alle mutevoli circostanze. Questo spiega la frequenza di essi: sono 7 in circa 10 anni: l'VIII, il X, l'XI, il XII, il XIII, il XIV. In essi la volontà offensiva francese, sempre mantenuta, è adattata alla reale situazione, giacchè non si può calcolare le proprie possibilità senza tener conto di quelle dell'avversario tedesco. Fra essi il XII (del 1892) e il XIII (del 1895) risentono più decisamente del desiderio di una immediata offensiva; il XIV (del 1898) invece segna una più grandiosa modificazione della tendenza offensiva.

Il piano XV (del 1903) prevede lo schieramento di 5 armate sulla frontiera tedesca: 3 in prima linea per Epinal e Verdun, 2 in seconda: delle quali una da raccogliersi nella regione di Vesoul in base all'atteggiamento dell'Italia, l'altra, adatta per la manovra, disposta dietro il centro. Questo dispositivo non era dunque ispirato a qualsiasi schema di manovra preconcetta: il Comandante in capo poteva con le forze che aveva raccolte in seconda linea sostenere, secondo le varie eventualità, quelle di prima linea, era, cioè, in grado di manovrare. Questo piano omette però qualsiasi accenno a quanto, parecchi anni prima, coi piani IV e V, era stato pensato, cioè alla violazione del Belgio ed alle misure protettive più acconcie per fronteggiarla.

A questa lacuna si rimedia nel 1906 con le varianti al piano XV, in seguito alle notizie avute circa le tendenze dello S. M. tedesco di una probabile invasione del Belgio. Col piano XV bis (del 1907) lo schieramento delle armate viene poi esteso a Nord ovest di Verdun, con un notevole spostamento, cioè, verso Nord delle forze francesi.
L'eventualità della violazione del Belgio è ammessa anche nel piano XVI del 1909 ma in misura ridotta: non erano cioè che due armate tedesche le quali, entrate nel Lussemburgo e nel Lussemburgo belga, sarebbero scese verso Sud costeggiando la destra della Mosa, mentre le altre armate sarebbero passate all'offensiva in Lorena ed in Alsazia. La Francia di fronte a tali operazioni riteneva di potere in tempo preparare le proprie forze sia per parare, sia per sferrare a sua volta l'offensiva. Si rileva in questo piano che lo studio accurato di ciò che avrebbe potuto fare il nemico consigliava ai francesi la difensiva strategica, da convertirsi però, appena possibile, nella controffensiva.

Il piano XVII redatto dal Consiglio Supremo di guerra nel 1903 venne approvato il 10 maggio di quello stesso anno dal Governo. Con esso la Francia iniziò la guerra nel 1914. Il concetto che lo ispira è assolutamente offensivo e risponde all'intenzione francese di marciare, con tutte le forze riunite, all'attacco delle armate tedesche, appoggiando l'ala destra al Reno.
Ritenendo che le forze tedesche venissero a raccogliersi per la maggior parte lungo la frontiera franco – tedesca il Comando francese predispose due azioni principali: una a destra fra i Vosgi e la Mosella, l'ala a sinistra a nord della linea Metz – Verdun.
Sono ancora 5 armate: schierate 4 in prima linea lungo la frontiera ed 1 ( IV Armata) in seconda linea dietro l'ala sinistra. La grande avanzata che doveva avere inizio il 12° giorno di mobilitazione doveva però esser preceduta sin dal 4° giorno da un'azione più modesta da svolgersi, con scopi politici, in Alsazia.

Nel piano XVII, nel quale non si faceva cenno del concorso britannico, era ribadito il concetto che l'esercito tedesco non avrebbe potuto entrare nel cuore del Belgio. Si sosteneva infatti nelle alte sfere francesi, ad onta però di alcuni autorevoli pareri in contrario, che con i 22 corpi di armata attivi il comando tedesco non avrebbe potuto estendere molto a Nord l'ala destra del suo schieramento sì da operare nella pianura belga.

Perciò si confermava il noto apprezzamento del piano precedente, e cioè che se invasione del Belgio vi fosse stata, essa sarebbe stata limitata, per ragione di effettivi, alla destra della Mosa. Non si teneva conto cioè  di quei corpi d'armata di Riserva che la Germania impiegò invece fin dai primi giorni, e che entrati subito nella formazione delle armate le permisero perciò di estendere la fronte di attacco anche sulla sinistra della Mosa sino a Bruxelles.

Il piano XVII, fondato, dunque, su di un ragionamento a priori, stabiliva perciò, che le armate V e III sostenute dalla IV, dovessero attaccare sul fronte Thionville – Longwy mentre le armate I e II sarebbero entrate in Alsazia per appoggiarvi "la destra al Reno e trattenere forze nemiche nella maggiore quantità possibile per favorire l'azione principale delle armate III, IV  e V".
Per l'eventualità dell'invasione del Lussemburgo e del Lussemburgo-belga da parte tedesca si disponeva che la 4a armata dovesse subito entrare in linea fra la V e la III, la V doveva serrare sulla propria sinistra e che le tre armate avrebbero poi puntato, insieme, sul fronte Gedinne – Neufchateau – Arlon mirando a rompere le armate tedesche in due: gettandone la destra sulla frontiera olandese ed il mare, e la sinistra sul medio Reno. Frattanto le due Armate I e II avrebbero svolto la loro offensiva in Alsazia.

Questo piano era dunque basato su di un preconcetto, giacchè si escludeva senz'altro che la Germania potesse operare su di un fronte così ampio come quello che sarebbe risultato se l'ala destra tedesca fosse entrata, come fece, impetuosa nel cuore del Belgio, e su tale errato convincimento fu deliberato lo schieramento delle armate.
L'idea dell'offensiva ad ogni costo non consentì dunque ai francesi di valutare esattamente e serenamente il problema da risolvere all'inizio della guerra. Fu perciò conservato il concetto offensivo anche quando l'impetuosa invasione tedesca nel Belgio avrebbe dovuto consigliare una diversa condotta delle operazioni, allo scopo di rinforzare lo schieramento sulla sinistra, notevolmente più debole di quello mantenuto sulla destra, nella errata convinzione che la marcia aggirante tedesca dovesse subito piegare verso Sud senza avere quella ampiezza che effettivamente ebbe.

Era discendete della dottrina adottata e quindi permeato dello spirito dell’offensiva. Questo Piano era basato su di un preconcetto giacché escludeva a priori che la Germani potesse operare su di un fronte così ampio come quello che sarebbe risultato essere se l’ala destra tedesca fosse entrata, come fece, nel Belgio. Su tale errato convincimento furono schierate le forze sul terreno. L’idea della offensiva ad ogni costo non consentì ai Francesi di valutare esattamente il problema da risolvere all’inizio della guerra. Fu perciò conservato il concetto offensivo anche quando l’invasione tedesca del Belgio avrebbe dovuto consigliare una diversa condotta delle operazioni, allo scopo di rinforzare lo schieramento sulla sinistra, notevolmente più debole di quello mantenuto sulla destra, nella errata convinzione che la marcia tedesca  dovesse subito piegare verso sud senza avere quella ampiezza che effettivamente ebbe.

massimo.coltrinari
(centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)


martedì 22 maggio 2018

1914 La Mobilitazione Austro-Ungarica



Ad un mese dall'attentato di Sarajevo




Il Maresciallo di campo Boroevic, il Leone dell'Isonzo



L’Austria-Ungheria il 25 luglio diramò un ordine che dovevano essere mobilitate le forze destinate ad operare contro la Serbia con il primo giorno di mobilitazione il 28 luglio. A mezzogiorno del 31 luglio fu dato l’ordine della mobilitazione generale. Come noto L’Austria-Ungheria era composta da due Stati, secondo l’ordinamento del 1867: L’impero d’Austria e il Regno di Ungheria, ed il Sovrano era Imperatore in Austria e Re in Ungheria. In comune vi erano le finanze, gli affari esteri e la diplomazia e le forze armate. I due Stati però avevano a loro volta una milizia, la Landwher che in guerra doveva venire in aiuto all’esercito comune. Si avevano, quindi tre eserciti:
. L’esercito comune, dipendente dal Ministero della guerra comune
. La Landwher austriaca dipendente dal Ministero della difesa austriaco
. La Lanwwher ungherese, dipendente dal Ministero della difesa ungherese
Vi era uno Stato Maggiore come a tutti e tre gli eserciti,  al cui vertice vi era il gen. Conrad von Hoetzendorf. [1]

Si avevano pertanto tre eserciti distinti, con tre ministeri militari ed uno stato maggiore generale dell'esercito, comune a tutte e tre le specie di eserciti. L'esercito comune comprendeva truppe di tutte le armi e di tutti i servizi, le due Landwher avevano solamente truppe di fanteria, artiglieria e cavalleria. L'organizzazione di tutti e tre gli eserciti era identica.

Reclutamento – Per esigenze linguistiche particolari dell'Austria e dell'Ungheria il reclutamento era essenzialmente territoriale per la fanteria, nel senso che ogni reggimento reclutava i propri contingenti quasi esclusivamente nel circolo nel cui territorio aveva sede il proprio deposito. Perciò nei reggimenti di fanteria tanto dell'esercito comune quanto dalla Landwher austriaca ed ungherese, una delle nazionalità della monarchia rappresentava il contingente più forte.
Per necessità politiche la sede dei reggimenti dell'esercito comune poteva in pace, essere diversa da quella dei rispettivi depositi (Kader) in tal caso però almeno uno dei battaglioni del reggimento era di guarnigione nella sede del Kader. I reggimenti di fanteria delle Landwher avevano invece sede fissa.

I cacciatori campali (Feldjager) i cacciatori tirolesi (Kaiserjager) i tiratori imperiali (Kaiserschutzen) la cavalleria, l'artiglieria, il treno ed i zappatori avevano invece reclutamento regionale giacchè reclutavano i propri elementi dai diversi circoli del corpo d'armata territoriale al quale appartenevano le rispettive unità.
I ferrovieri, i telegrafisti, gli elementi della sanità delle sussistenze ecc, avevano reclutamento nazionale dato che reclutavano dall'intera monarchia.

La mobilitazione – Per i tre eserciti agivano da centro di mobilitazione i depositi (Kader) dei vari reggimenti.
Tanto l'Austria che l'Ungheria in caso di mobilitazione generale dovevano dare tanti reggimenti di Landsturm quanti erano i centri di mobilitazione delle milizie particolari austriaca ed ungherese. Dovevano quindi formarsi: 40 reggimenti per l'Austria e 32 reggimenti per l'Ungheria. Inoltre con gli uomini non istruiti della Landsturm di 1° e 2° bando era prevista la formazione di 123 battaglioni austriaci e di 64 battaglioni ungheresi.

La mobilitazione nel 1914 diede però un numero di reclute superiore a quanto era necessario per la costituzione dei reggimenti e nuovi battaglioni autonomi di Landsturm che in principio avevano più che altro lo scopo di inquadrare le reclute esuberanti.
Ma alla fine del 1914 per sopperire alle enormi perdite avute nelle campagne di Serbia e di Russia si riunirono in brigate e divisioni anche i reggimenti ed i battaglioni di Lansturm, alcuni dei quali vennero riuniti in nuovi battaglioni ed inviati alla fronte.

I Corpi di Volontari -  Tanto all'inizio della guerra quanto all'entrata dell'Italia nel conflitto europeo si ebbe in Austria ed in Ungheria un forte numero di corpi volontari. I primi a costituirsi furono la legione polacca e la legione ucraina forma tesi con l'unico scopo di combattere contro la Russia.
Contro l'Italia si formarono, poi, dei corpi volontari in Stiria, nel Salisburgo e in Carinzia, corpi i quali dovevano più specialmente difendere la frontiera austriaca dal M. Paralba alle Giulie.
Così pure fra gli sloveni immigrati nelle terre irredente della Venezia Giulia si formarono alcuni corpi di tiratori volontari per la difesa della costa adriatica fra Trieste e Monfalcone.
Ma il contributo già largo di volontari fu dato dalle due provincie del Tirolo e del Voralberg. In queste provincie fin dal secolo XVII cominciarono ad essere organizzate società autonome di tiro a segno, nelle quali, mettendo a profitto la naturale abilità al tiro dei tirolesi, si preparavano e si educavano gli animi alla difesa del paese in sussidio alle truppe di Landsturm. Queste società vennero poi ampliate e favorite da privilegi e facilitazioni sicché nel 1908 contavano oltre 60.000 soci. Nel 1915, allo scoppiare della guerra con l'Italia, queste società di tiro erano state già depurate di molti elementi validi; non rimanevano che i non abili e gli esenti, per età, da ogni obbligo militare. Tuttavia, con attiva propaganda, lo Stato Maggiore a. u. provocò la raccolta volontaria di tutti questi elementi e costituì con essi dei battaglioni campali che furono inviati alla fronte per provvedere alla prima difesa del confine. I battaglioni presero il nome del proprio distretto di reclutamento. Il loro equipaggiamento fu uguale a quello delle truppe regolari.

Servizio alle armi. - L'obbligo al servizio durava 24 anni dal 19 al 42 anno di età. La ferma era di 2 anni per le armi a piedi ed i servizi, 3 anni per la cavalleria ed artiglieria a cavallo. Il servizio aveva inizio nell'anno in cui si compieva il 21 anno di età.
Con una popolazione di circa 51 milioni di abitanti, e con un bilancio di circa 854 milioni di corone, la forza alle armi era nel 1914 di 483.00 u.
Grandi unità ed ordinamento – L'Esercito austro – ungarico comprendeva: 16 corpi d'armata e 33 divisioni di fanteria, 14 brigate da montagna,10 divisioni di cavalleria.
Fanteria – 102 Reggimenti a 4 Battaglioni - 1 Battaglione. quadro con 3 sez. mitragliatrici. 4 reggimenti Bosniaci e della Erzegovina, 4 reggimenti Kaiserjager, 30 Battaglioni Feldiager,1 Btg. Cacciatori bosniaci, 40 Regg. di Landwher austriaca, 32  Reggimenti di Landwher ungherese. Cavalleria – 42 Reggimenti  dell'Esercito Comune, 6  Reggimenti     di Landwher austriaca, 10 Reggimenti di Landwher ungherese, ( tutti con un distaccamento mitragliatrici). Artiglieria da campagna – 42 Reggimenti dell'esercito comune,                                            9 gruppi di artiglieria a cavallo, 8 gruppi di Landwher austriaca (cannoni e obici),                                            2 Reggimenti cannoni (per la Landwher ungherese), 8 gruppi cannoni,                                            2 gruppi artiglieria a cavallo, da montagna – 10 reggimenti oltre a gruppi autonomi, da fortezza – 6 reggimenti e 10 Btg. autonomi. Genio – 14 battaglioni zappatori, 9 battaglioni   pionieri, 1 battaglione     pontieri, 1 Reggimento ferrovieri, 1 Reggimento telegrafisti, 1 Sezione aerostieri e elementi vari di specialisti.

La mobilitazione austro-ungarica riguardò:
. 1 Corpo d’Armata su 3 Divisioni
. 15 Copri d’Armata su 2 Divisioni
. 33 Divisioni attive
. 8 Divisioni di Landwher austriache
. 8 Divisioni di Landwher ungheresi
. 8 Divisioni di Cavalleria
. 2 Brigate di Cavalleria indipendenti
. 3 Brigate di Cavalleria di Landwher austriaca
. 2 Brigate di Cavalleria di Landwher ungherese

Il totale delle forze mobilitate fu di 49 Divisioni ed 11 Divisioni di Cavalleria.
All’inizio il dispositivo austriaco prevedeva tre Armate contro la Serbia; dopo la dichiarazione di guerra alla Russia, furono lasciate solo due Armate contro la Serbia, nella convinzione che fossero sufficienti. Contro la Russia furono schierate le seguenti forze:
. I e IV Armata (al comando, rispettivamente, del gen. Dankl e del gen. Auffenberg),
  che disponevano di 20 Divisioni di fanteria e 5 Divisioni di Cavalleria.
. II e III Armata (al comando, rispettivamente, del gen. Bohem Hermollie e del gen.
  Brudermann, con 17 Divisioni  di Fanteria e di 6 Divisioni di Cavalleria

L’Austria-Ungheria non aveva un piano suo proprio. Dato che la Germania aveva deciso di portare il suo sforzo principale contro la Francia le operazioni contro la Russia divennero secondarie. L’Austria doveva annientare la Serbia e poi provvedere alle operazioni contro la Russia. Le operazioni iniziali miravano a guadagnare tempo e a logorare le forze avversarie. Questo fu il compito affidato all’Austria-Ungheria, la quale non doveva come detto attenersi ad un atteggiamento difensivo prudente, ma attirare sopra di se il maggior numero di forze russe impedendo cos’ l’avanzata su Berlino.  Il fronte meridionale contro l’Italia veniva completamente sguarnito. Il Comando Austro-ungarico, preoccupato delle notizie che riportavano di una mobilitazione russa assi celere, ne timore che i Russi invasa la Galizia aggirassero ed avviluppassero le varie Armate austro-ungariche per invadere la Germania, decise di iniziare le operazioni contro la Polonia, che si svolsero contemporaneamente a quelle in Prussia Orientale e in Galizia.


[1]              Deak I., Beyond nationalism. A Social and political history of the habsburg officer corps, 1848-1919, Oxford, Oxford University Press Inc. New York.

martedì 15 maggio 2018

!914 I Piani di Mobilitazione: Germania


Materiali da utilizzare per i Dizionario minimo della Grande Guerra
info:www. valoremilitare.blogspot.com 

La Germania proclamò la Kriegsgefahrzustand, cioè la pre-mobilitazione generale il 31 luglio 1914 e la mobilitazione generale il 1 agosto 1914 alle ore 17.  Furono mobilitati:
-         25 Corpi d’Armata. Su due divisioni (numerati dal I al XXV)
-         3 Corpi d’Armata bavaresi (I,II,III)
-         La Guardia (1 Corpo d’Armata)
-         11 Divisioni di Cavalleria
-         14 Corpi d’Armata (composti da 28  Divisioni di riserva
-         2 Divisioni di riserva

Ogni  Corpo d’Armata attivo comprendeva nel 1914:
. 2 Divisioni di fanteria su
  .. 12 battaglioni di fanteria
  .. 12 batterie su 6 pezzi
  .. 1 Reggimento di  Cavalleria
  .. 1 Reggimento Genio
  .. 1 (a volte 2) compagnie di sanità
. 1 Gruppo di Artiglieria pesante campale
. 1 Squadriglia di aeroplani

Ogni Divisione di fanteria di riserva comprendeva:
. 12 battaglioni di fanteria
. 6 batterie su sei pezzi
. 1 Reggimento di Cavalleria

Ogni Divisione di Cavalleria comprendeva:
. 2 Brigate su 3 Reggimenti a 4 Squadroni (24 Squadroni in totale)
. 1 Gruppo di 3 Batterie a cavallo su 4 pezzi (12 pezzi)
. 1 Reparto mitragliatrici
. 1 Plotone Genio

Altre forze furono mobilitate che erano 10 Divisioni “ersatz”[1], composte da un battaglione per ogni brigata di fanteria, riuniti in 19 Brigate.  Ogni circoscrizione di Corpo d’Armata mobilitò due brigate miste di Landwher che, nel 1914 avevano il compito sul fronte occidentale dell’occupazione dei territori invasi e della sicurezza delle linee di comunicazione; sul fronte orientale, inserite nelle unità attive, presero subito parte alle operazioni. Furono mobilitate anche un numero considerevole di unità Landsturn, incaricate del servizio territoriale nel territorio metropolitano tedesco.

A mobilitazione avvenuta, il 18 agosto 1914 l’Esercito tedesco aveva mobilitato, oltre alle unità della Landwher e del Landsturn:
-         11 Divisioni di Cavalleria
-         50 Divisioni di Fanteria
-         30 Divisioni di riserva di “ersatz” o miste “ersatz” e Landwher
-         1 Divisione mista di fanteria e di artiglieria di marina.

La ripartizione delle forze fu attuata secondo il seguente concetto:

Prendere l’offensiva in modo fulmineo sul fronte occidentale, attaccare la Francia con la parte più ingente e migliore delle sue forze, battere e mettere fuori causa nel più breve tempo possibile l’Esercito francese, in modo da poterlo contenere con pochissime forze, dirigere allora la massa dell’Esercito verso il fronte orientale e schiacciare la Russia col concorso dell’Esercito Austriaco”

Sul fronte orientale, la Germania schierava queste forze:
 .VIII Armata che comprendeva:
  .. I, XVII, I di Riserva, Corpo d’Armata
  .. 3a Divisione di Cavalleria
. Gruppo von Scholtz, che comprendeva
  .. XX Corpo D’Armata
  .. 70a Divisione Landwher
  .. elementi delle guarnigioni della zona di Soldau
. Gruppo von Woyrsch, a difesa della frontiera verso Sud
. Guarnigioni Mobili, con elementi delle guarnigioni delle fortezze di Posen,Thorn, Breslavia.

Queste forze erano affiancate falle forze austriache[2]

Sul fronte occidentale schierava al comando dell’Imperatore Guglielmo II che aveva come Capo di Stato Maggiore il generale von Moltke, le seguenti forze:
. I Armata ( al comando del gen. von Kluck) su:
  ..6 Corpi d’Armata
  ..3 Brigate di Landwher
  ..5 Brigate di Cavalleria, in ripartizione con la II Armata
. II Armata ( al comando del gen. von Bulow) su:
  ..6 Corpi d’Armata
  ..2 Brigate di Landwher
  ..5 Brigate di Cavalleria, in ripartizione con la I Armata
. III Armata ( al comando del gen. von Hausen) su:
  ..4 Corpi d’Armata
  ..1 Brigate di Landwher
. IV Armata ( al comando del Principe di Wurtemberg) su:
  ..5 Corpi d’Armata
  ..1 Brigate di Landwher
. V Armata ( al comando del gen. Principe Ereditario di Germania) su:
  ..5 Corpi d’Armata
  ..5 Brigate di Landwher
  ..2 Brigate di Cavalleria
. VI Armata ( al comando del gen. Principe di Baviera) su:
  ..5 Corpi d’Armata
  ..4 Divisioni di “ersatz”
  ..3 Brigate di Cavalleria
. VII Armata (al comando del gen. von Heeringen) su:
  ..3 Corpi d’Armata
  ..1 Divisioni di “ersatz”
. Distaccamenti speciali di Metz, Thionville, e dell’Alzazia.


Questa distribuzione di forze è la diretta discendenza di piani iniziati ad essere elaborati all’indomani della vittoria del 1870-1871. Il gen. Moltke, il vecchio, nel 1879 un piano che prevedeva la difensiva verso la Francia e la offensiva verso la Russia. Questo piano rimase inalterato con il suo successore, il gen. von Waldersee, subentratogli nel 1888. Venne invece completamente ribaltato dal gen. von Schlieffen, che ricoprì la carica di Capo di Stato Maggiore dal 1891 al 1906. Preso atto dei progressi dell’esercito francese e della situazione di quello russo, von Schlieffen invertì le priorità: prima attacco alla Francia, poi, sconfitta la Francia, attacco alla Russia. Nella constatazione che un attacco alla Francia poteva essere ritardato dalle opere fortificatorie costruite dai francesi sulla loro frontiera est, occorreva, secondo von Schlieffen, per ottenere risultati definitivi, aggirare questo sistema difensivo. Constato che lo spazio tra Verdun e la frontiera belga insufficiente per muovervi con la dovuta celerità le grandi masse destinate all’aggiramento, e considerando che il fianco destro e il retro delle truppe potendo essere esposti alle minacce del Belgio e delle eventuali forze britanniche sbarcate in continente, ne convenendo eseguire l’aggiramento attraverso la Svizzera (o eventualmente questo compito affidarlo alla Italia alleata nella Triplice, prese la decisone che il miglior piano  era quello di attraversare il Belgio aggirando da Nord il sistema fortificatori francese attaccando e distruggendo l’ala dell’Esercito francese piombandogli alle spalle. Concetti discendenti diretti dallo studio della Battaglia di Canne. Fu elaborato un piano  definito von Schlieffen 1906, anno della sua uscita dallo Stato Maggiore Tedesco per raggiuti limiti di età e che morì nel 1913, ma che fu la base del piano del 1914
Il suo successore, il generale von Moltke, il giovane, riprese il piano di von Schlieffen, ma vi apportò modifiche non sostanziali ma significative. Il giovane Von Moltke non aveva un animo ardito, non si sentiva un condottiero, nonostante la profonda e la vasta cultura, aveva scarsa fiducia in se stesso  ed una profonda ammirazione per il von Schlieffen che considerava un maestro. In sintesi non se la sentì di formular e un nuovo piano e la Germania entrò in guerra non con il piano  von Schlieffen del 1906 integrale, ma modificato.
Merita un’attenzione maggiore la evoluzione del piano Schlieffen in quanto è frutto di attenti studi ed elaborazioni che permettono di dire chela Germania non entrò in guerra senza avere ben pianificato il suo intervento.

Il progetto del Moltke rimase inalterato col von Waldersee, che successe nel 1888 al grande capo di S. M. Venne invece modificato dal Maresciallo von Schlieffen che assunse, nel 1891, la carica di capo di S. M. Egli infratti doveva preoccuparsi della nuova situazione: l'esercito francese in continuo progresso, la Russia che si stava fortificando sulla Narew, e sia in Francia che in Russia, mobilitazione e radunata studiate con nuovi concetti tanto da permettere di ottenere vantaggi notevoli sul tempo.
Per tali ragioni lo Schlieffen ritenne conveniente invertire le parti, fare cioè prima l'offensiva verso la Francia perchè, pur tenendo conto dei progressi conseguiti dai Russi nei loro ordinamenti e nella loro preparazione, era però la Francia il nemico più temibile, il più vicino, quello che occorreva abbattere per primo. Deciso perciò: offensiva sulla fronte francese e difensiva su quella russa insistendo sulla necessità di ottenere al più presto una decisione in Francia, battendo subito il primo fra i due avversari che fosse stato attaccato. Ora, poiché la rapida decisione nelle operazioni veniva ad essere ritardata dall'ostacolo delle opere fortificatorie costruite dai francesi sulla loro frontiera dell'Est (sistema De Rivière) occorreva, per potere conseguire subito dei risultati decisivi, aggirare questo sistema difensivo. Essendo lo spazio tra Verdun e la frontiera belga insufficiente per muovervi rapidamente le grandi masse destinate all'aggiramento, ed inoltre il fianco destro e il tergo delle truppe potendo essere esposti alle minacce del Belgio e delle eventuali forze britanniche accorse in aiuto, né convenendo eseguire l'aggiramento attraverso la Svizzera, a causa delle speciali difficoltà del terreno, egli si convinse che per operare celermente occorreva attraversare un territorio più facile, cioè il Belgio, perchè in tal modo, aggirando da Nord il sistema De Rivière, raggiungeva lo scopo di operare a massa, con vigoria e con impeto, condizioni queste, assolutamente indispensabili per abbattere, subito, la Francia. È su queste basi che lo Schlieffen preparò il suo piano di guerra destinando sei armate sul fronte S. Weit – Strasburgo; una settima armata più indietro sulla destra verso Duren Kall.

In base a questo schieramento due armate dovevano passare la Mosa fra Donchery e Stenay, la terza a nord di Verdun, la quarta e la quinta marciare verso Neufchateau dopo essersi impadronite di Nancy. La sesta e la settima Armata dovevano coprire, rispettivamente, il fianco sinistro e il fianco destro.

Alla fronte russa erano destinati debolissimi contingenti, giacchè in base al concetto di sbarazzarsi al più presto dei Francesi, occorreva concentrare la massa delle forze sul Reno. Se qualche vantaggio i russi avessero potuto intanto conseguire, sarebbe stato un risultato momentaneo, dipendente sempre dalla grande vittoria ottenuta in Francia. Questa idea dell'aggiramento per il Belgio, ormai acquisita, acquistava maggiore consistenza nel pensiero dello Stato Maggiore tedesco dopo la guerra russo-giapponese, che aveva indebolito assai la Russia. Di questa debolezza riteneva lo Schlieffen che si dovesse approfittare per rivolgere tutti gli sforzi contro la Francia , in modo da annientare l'esercito francese in una battaglia tipo Canne, cioè con una manovra di accerchiamento a somiglianza di quella compiuta nel 216 a. C. da Annibale.

Concetti essenziali: procedere su larga fronte – avviluppare la sinistra francese – gettarla contro il Giura – addossare  l'esercito francese alla frontiera svizzera – dar battaglia e in una Canne gigantesca accerchiarlo. Per conseguire questo decisivo risultato egli voleva che:
 - la massa avviluppante fosse forte il più possibile e l'attacco aggirante venisse effettuato dalla quasi totalità dell'esercito.
- non mancasse la sorpresa e perciò si dovesse  spingere l'ala destra molto a Nord in modo da aggirare sulla linea Aisne-Reims – La Fère. Per conseguire questo risultato l'ala tedesca doveva attraversare, in pieno, il territorio belga.

Si giunse così al 1906, anno in cui lo Schlieffen lascia, avendo raggiunto i limiti di età, la carica di capo di S. M. Ma, prima di abbandonare il suo posto, egli compila il suo ultimo piano, chiamato appunto del 1906; precisando come segue la distribuzione delle forze:
23 Corpi d'Armata, 12½ Corpi di Riserva che costituiscono la parte  avvolgente; 8 Divisioni di cavalleria - la principale - dunque, raccolta a N. Di Metz, - lungo la frontiera –
Perno per l'aggiramento: Metz – Questa massa principale è                                              costituita da tre Armate e da elementi ausiliari:   Armata nord – molto forte (16 C. Ar. e 5 Divisioni di Cavalleria) oltre al concorso di due Corpi di Armata. trasportati, possibilmente, dalla Lorena. Deve, celermente, portarsi sul fronte  Bruxelles – Namur e poi spingersi su La Fère. Armata centro – costituita da 1 Divisione di Cavalleria e sei Corpi d’Armata con obiettivi Namur-Mezières.                                              Armata sud – costituita da due Divisioni di Cavalleria ed otto  Corpi d’Armata. Obiettivi: Mezières – Verdun, collegata a Metz da 5½ Corpi d’ Armata  di Riserva.                                             Elementi ausiliari: per seguire a N. e a S. della Mosa (16 brigate. Landwher).                                              - per funzionamento servizi retrovie (Reparti vari di Landwher e di                                                Landsthum); per concorso operazioni alla destra ed investimento di Parigi                                                sei Corpi di Armata Ersatz. 3½ Corpi d'Armata, un Corpo d’Armata di riserva tre Divisioni di Cavalleria coprono la Lorena, sulla riva destra della Mosella e formano una divisone di Landwher con la guarnigione mobile di Metz una regione fortificata Mosella – Nied tedesca – Saar.
10½ Brig. di Landwher  coprono l'Alsazia col compito, come quelle in Lorena, di                                                      attirare il maggior numero di forze francesi.

Per attaccare la linea Aisne – Oise – Parigi, lo Schlieffen riuniva dunque una massa grandiosa, ponendo come base per la condotta delle operazioni il seguente ragionamento: qualunque sia il piano francese,  comunque si svolgano le prime operazioni persistere nell'azione intrapresa; imporre ad ogni costo la propria iniziativa all'avversario: le armate avanzino serrate e collegate come se fossero battaglioni, travolgendo e superando qualsiasi resistenza, qualsiasi ostacolo; durante la grandiosa conversione dell'ala destra le armate del centro e di sinistra procedano con movimento più lento di quello dell'ala marciante.

Nel caso che i Francesi avessero preso l'offensiva in Alsazia ed in Lorena, essi, secondo lo Schlieffen, per effetto della gravissima minaccia di avvolgimento da parte dell'ala destra tedesca, avrebbero dovuto interrompere le operazioni, per correre da Est verso Nord, dove egli pensava che si sarebbero svolte subito alcune battaglie che, per la schiacciante superiorità tedesca, sarebbero state fortunate per la Germania. Parigi, infine, sarebbe stata coinvolta nella grande lotta perchè era previsto l'impiego di 6 Corpi d'A. di ersatz destinati all'investimento di questa piazza, ed a protezione del grosso, incaricato di procedere sempre più decisamente verso sud. La manovra proveniente da Nord doveva così bastare da sola a provocare la decisione, e l'imponente raggruppamento di forze sulla destra, doveva servire sia per fronteggiare le eventuali minacce a tergo e sul fianco dello schieramento, sia per isolare, a momento opportuno, la grande piazza di Parigi.

Nella solidità dell'ala destra e nella necessità di rinforzarla traendo, all'occorrenza, forze dalla Lorena e dalla Alsazia, il Generale Schlieffen vedeva dunque la condizione essenziale del successo. Questa convinzione in lui mai venne meno, come ne fa fede l'ampia documentazione relativa al suo piano.
L'eredità dello Schlieffen fu, nel 1906, raccolta dal Generale von Moltke, nipote del grande Moltke. Nel periodo in cui egli tenne il suo alto posto, (1906 – 1914) profondi mutamenti si verificarono gradualmente, nella situazione politica europea. La Russia si stava rimettendo dalle gravi conseguenze della guerra del 1904 – 1905; la Francia non solo preparava un esercito sempre più potente, ma lo animava con una dottrina di guerra sempre più offensiva.

Il Moltke comprese perciò che il piano del suo predecessore avrebbe dovuto esser modificato o almeno adattato alla nuova situazione, ma, come scrive il col. Maravigna, il Moltke, non aveva l'anima del condottiero, ad onta della profonda e vasta cultura tecnica di cui era dotato, e quindi "o non si sentì all'altezza e in grado di concepire un piano ex novo, oppure non osò per sfiducia in sé stesso, o per venerazione illimitata verso il maestro: lo Schlieffen. Egli accettò nel suo insieme il piano di guerra schlieffiano, vi apportò quelle modificazioni che a suo parere gli sembravano assolutamente indispensabili, forse con la convinzione di non alterare le basi sostanziali, mentre effettivamente egli le intaccava profondamente.

Infatti mantenne l'aggiramento per il Belgio, l'offensiva a fondo in Francia e la difensiva temporanea in Russia. Però mentre con lo Schlieffen tutto doveva esser subordinato alla marcia della fortissima ala destra, con il Moltke il concetto informatore dell'offensiva veniva modificato per il fatto che, oltre all'offensiva per il Belgio. Si voleva anche impedire che il nemico entrasse in territorio tedesco.

Il Moltke si preoccupò quindi più di parare ad un'offesa francese in Lorena, che di procedere insistentemente, con forze adeguate, con la sua ala destra, che egli fece assai meno robusta che non nel progetto 1906, pur ricordando che ad essa esclusivamente, lo Schlieffen dava il decisivo compito di attanagliare i francesi alla sua volontà. Difatti con le seguenti nuove disposizioni del Moltke la distribuzione delle forze risultò sostanzialmente modificata rispetto al piano Schlieffen.

Fronte orientale – Per opporsi ai Russi e limitare i loro progressi nella Prussia orientale: l'VIII Armata Composta di tredici Divisioni di fanteria ridotte poi a nove all'ultimo momento e una Divisione di Cavalleria oltre a elementi vari di Landwher.

Fronte occidentale – L'Alsazia e la Lorena non dovevano essere abbandonate senza combattere. Perciò a questo settore (ove lo Schlieffen destinava forze non ingenti e di scarso valore) sono assegnate due armate, VII e VI, forti complessivamente di otto Corpi d'Armata  e tre divisioni di Cavalleria oltre alle guarnigioni di Metz, Strasburgo e contingenti vari di Landwher. Da Metz a Nord fu raccolta la massa avvolgente forte di soli ventisei Corpi di Armata, sette Divisioni di Cavalleria e reparti di Landwher, costituita da cinque armate (I,  II, III, IV, V). Essa doveva far perno su Metz ed effettuare la conversione attraverso il Lussemburgo ed il Belgio con l'ala destra lungo la direttrice: Bruxelles, Cambrai, Somme.

Il Moltke riteneva così possibile, avendo le due ali forti, di fare non solo l'avvolgimento con la destra, ma anche di riuscire ad opporsi in primo tempo ad una probabile avanzata dei francesi in Lorena ed Alsazia. Trattenutili con le Armate VII e VI mentre l'ala destra avesse fatto sentire la sua grave minaccia, non era improbabile che l'ala sinistra (Armate VII e VI) potesse subito dopo prendere anch'essa l'offensiva. Era insomma da una duplice avanzata che egli si riprometteva di ottenere l'accerchiamento dell'esercito francese.

Il progetto Moltke era perciò assai differente da quello dello Schlieffen. Con questo l'ala aggirante doveva essere molto robusta, col Moltke invece essa veniva di molto indebolita; si toglievano infatti parecchie unità proprio in quel settore che lo  Schlieffen voleva fortissimo, per essere in grado di parare tutte le situazioni, previste ed impreviste.
Il Moltke era convinto che se i francesi avessero avuto un insuccesso in Lorena molto più difficile sarebbe stato per lor
o il parare l'aggiramento che si delineava a Nord, e avrebbero dovuto riportarsi sulla difensiva sulla linea Verdun, Toul, Epinal, Belfort. In questo caso egli si riprometteva di rinforzare la sua ala destra, per riportarla all'efficienza voluta dello Schlieffen mediante spostamenti di unità della 6a e 7a armata all'ala destra, spostamento che veniva così ad essere subordinato ad un importante, ma ipotetico successo conseguito ad est. In sostanza il Moltke non volendo cedere territorio, nella fiducia di riportare un successo in Lorena, veniva inizialmente ad indebolire l'ala destra, per quanto egli si ripromettesse di rinforzarla appena possibile. Mentre lo Schlieffen voleva che tutto fosse subordinato al grandioso aggiramento, compiuto dalla quasi totalità dell'esercito, perchè era convinto che questa marcia avrebbe impedito con la sua stessa minaccia ogni iniziativa ai francesi, il Moltke invece veniva ad essere per quanto indirettamente, influenzato, nella condotta delle sue operazioni, dall'offensiva francese.
Col piano Schlieffen erano più di 40 Corpi d'Armata raccolti sul fronte occidentale: di questi 35½ costituivano le forze destinate alle decisive operazioni. Con lo Schlieffen la massa, già riunita, doveva poi, durante le operazioni, essere aumentata, mai diminuita, perchè egli voleva  che fosse legge per tutti il marciare avanti con una massa forte, unico modo per imporre al nemico la propria volontà. Il Moltke invece veniva a dare troppo peso all'azione offensiva in Alsazia e in Lorena né valutava bene i mezzi necessari per far riuscire quella aggirante per il Belgio, che conveniva mantenere in limiti e proporzioni più ridotte, per avere i mezzi occorrenti per la protezione dell'ala destra. Il piano dunque adottato nel 1914 dal Moltke, per quanto ispirato alle grandiose idee dello Schlieffen, da esse però si allontanava nei concetti principali e per le modalità previste per la sua attuazione.

massimo.coltrinari
(direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org

[1]              Elementi iscritti nelle liste di completamento (Ersatz reserve) per ragioni di studio, di famiglia, di lavoro ed altro secondo le norme di dispensa dal servizio militare. In tempo di pace nelle liste “Ersatz” per la durata di 12 anni, obbligandosi a prestare servizio militare per 135 giorni. A queste liste erano anche iscritti gli eccedenti al fabbisogno annuale di leva.