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venerdì 13 ottobre 2017

Quattro Battaglie per il Veneto

1.       I BELLIGERANTI LE ORIGINI DEL CONFLITTO
a.       I belligeranti
Nel nostro studio i belligeranti maggiori (non andremo a parlare compiutamente degli alleati minori[i]) sono il Regno d’Italia, l’Impero Austriaco, ed il Regno di Prussia.
(1)    Il territorio: frontiere naturali e politiche. Posizione geografica
La Prussia era stata definita da Voltaire, al tempo di Federico il Grande (1740-86), come il Regno dalle strisce di confine, a significare la notevole vulnerabilità del paese alle invasioni. Si trattava di un regno “sottile” stretto tra l’Impero Russo e l’Impero Austroungarico prevalentemente pianeggiante e senza ostacoli naturali di rilievo.
Di contro, l'Impero austriaco si sviluppava principalmente nell'Europa centrale e nei Balcani, confinava a nord con la Germania e la Russia, a sud con l'Impero ottomano e l'Italia, a ovest con la Germania e la Svizzera e ad est con la Romania; le province più lontane dell'Impero erano il Vorarlberg ad ovest e la Transilvania ad est. L'Impero comprendeva varie catene montuose: le Alpi orientali,le Alpi dinariche, le Alpi transilvaniche, i Carpazi e i Sudeti.
Le pianure più estese si trovavano in Ungheria e in Italia (Pianura veneta e Pianura Padana). I principali laghi erano il Lago Balaton e Lago di Costanza; l'unico sbocco sul mare che lo stato asburgico possedeva era costituito dal Mar Adriatico. L'Impero era attraversato da numerosi corsi d'acqua, i principali dei quali erano il Danubio con i suoi affluenti, e i lunghi fiumi che dalla Boemia scendevano fino al Mare del Nord.
L’Italia, invece, a parte la lunghissima costa e le isole maggiori ha confini terrestri solo verso nord con la Francia, la Svizzera e l’Impero Austriaco. Geograficamente il Regno d’Italia è particolarmente vario parte montuoso, in parte collinare, in parte vulcanico, in parte endolagunare. In particolare, il Veneto è attraversato da una fitta rete idrica e tutta l’area compresa tra il basso Po e l’Adige è paludoso, caratterizzato da numerosi canali di irrigazione che la rendono assai poco praticabile.


(2)    La storia: profilo della evoluzione della Nazione
Il nome Prussia si riferisce in origine al territorio occupato dall'antica tribù baltica dei Pruzzi o Prussiani corrispondente all'attuale Lituania meridionale, all'exclave russa della regione di Kaliningrad e alla Polonia nord orientale; in seguito il nome Prussia identificò una delle regioni dell'Ordine Teutonico e dal XVI secolo un ducato degli Hohenzollern, il feudo polacco-lituano, chiamato anche Prussia Ducale e unito dal 1618 alla marca del Brandeburgo.
In seguito al Trattato di Oliva (1660) alcune aree della Prussia ottennero la sovranità e nel 1701 si costituì il regno di Prussia, comprendente tutti i territori degli Hohenzollern, che dal 1815 al 1866 fecero parte (tranne le province di Posen, della Prussia Orientale e della Prussia Occidentale) della Confederazione tedesca; dal 1867 fino al 1871 l'intero territorio entrò a far parte della Confederazione della Germania del nord. Dal 1871 al 1945 fu uno stato dell'Impero tedesco, della successiva Repubblica di Weimar e del Terzo Reich.
L’impero austriaco deriva dalla Marca di confine Orientale Carolingia che viene inglobata nel Sacro Romano impero sotto gli Asburgo. Nel 1806, con la formazione della Confederazione del Reno sotto il protettorato francese, si giunge allo scioglimento del sacro Romano Impero, in quell’occasione Francesco II d'Asburgo rinunciò alla corona imperiale e continuò a regnare in qualità di imperatore d'Austria con il nome di Francesco I.
L'Impero Austriaco inizia a "scricchiolare" nel 1848, con il propagarsi delle idee della rivoluzione borghese. Anche in conseguenza alla sua politica di neutralità l'Austria si trova isolata in Europa e in seguito alla sconfitta nella battaglia di Königgrätz del 1866, la Prussia riesce ad escludere l'Impero Austriaco dalla Confederazione Germanica.
L’Italia è un paese giovane, il Regno viene proclamato pochi anni prima della Terza Guerra di Indipendenza (1861). Infatti, nel 1860 il Ducato di Parma, il Ducato di Modena ed il Granducato di Toscana votano dei plebisciti per l'unione con il Regno. Nello stesso anno vengono conquistati dai piemontesi il Regno delle Due Sicilie, tramite la Spedizione dei Mille, la Romagna, le Marche e l'Umbria, tolte allo Stato della Chiesa. Tutti questi territori vengono annessi ufficialmente al regno tramite plebisciti.
Con la prima convocazione del Parlamento italiano del 18 febbraio 1861 e la successiva proclamazione del 17 marzo, Vittorio Emanuele II è il primo re d'Italia nel periodo 1861-1878. Nel 1866, a seguito della terza guerra di indipendenza, vengono annessi al regno il Veneto e Mantova sottratti all'Impero Austriaco.
(3)    Il potenziamento economico: produzione agricola, industriale e risorse; reti di trasporto e di comunicazione; potenzialità finanziaria; ogni altro tipo di risorse
A differenza dell’Austria, che esce fuori dalla seconda guerra di indipendenza al limite della bancarotta, la Prussia nel 1860 vede un elevato sviluppo economico stimolato dalla Zollverein o Unione Prussiana delle Dogane che fu fondata a Berlino nel 1834. Nonostante l’opposizione del Metternich che la vedeva come un cavallo di troia per l’espansione della Prussia, la Zollverein si espande progressivamente negli anni 40 del diciannovesimo secolo da comprendere la maggior parte degli stati tedeschi con la deliberata eccezione dell’Austria.
In tal modo l’economia prussiana diviene il legame tra gli stati tedeschi protestanti del nord con quelli cattolici del sud. Inoltre, i maggiori giacimenti di carbone e ferro di tutta la confederazione, elementi base dell’industrializzazione, sono proprio sotto il suolo Prussiano nella Ruhr, Saar, Lusatia e Silesia Superiore. Pertanto, nel 1860, la Prussia diviene il motore dell’economia tedesca producendo circa l’80 per cento del carbone e del ferro portando tutta la Germania nella zona economica Anglo-Franco-Prussiana.
L'economia dell'Impero austriaco si basava sul commercio che scorreva lungo il Danubio, sulla fiorente agricoltura delle pianure ungheresi, della pianura padana e della valle del Danubio e sulle grandi industrie che si trovavano per la maggior parte nelle grandi città. L'agricoltura era ancora l'attività prevalente in tutto l'Impero, e ne era la spina dorsale dalla quale dipendeva il rifornimento dell'esercito. Le più vaste zone agricole dello stato asburgico si trovavano nella Valle del Danubio e nella vasta pianura ungherese. Sui monti e sulle colline veniva praticato l'allevamento e la pastorizia, di cui vivevano principalmente gli abitanti del luogo.
L’Italia, nonostante nel 1861 si configurasse come una delle maggiori nazioni d’Europa, almeno a livello di popolazione e di superficie non poteva considerarsi una grande potenza, a causa soprattutto della sua debolezza economica e politica. Le differenze economiche, sociali e culturali ereditate dal passato ostacolavano la costruzione di uno stato unitario. Accanto ad aree tradizionalmente industrializzate coinvolte in processi di rapida modernizzazione (soprattutto le grandi città e le ex capitali), esistevano situazioni statiche ed arcaiche riguardanti soprattutto l'estesissimo mondo agricolo e rurale italiano.
In modo particolare è necessario accennare alle forti disparità socioeconomiche fra il settentrione e il meridione del paese, esemplificate nella cosidetta questione meridionale, eredità tutt’oggi esistente.


(4)    Gli ordinamenti civili: istituzioni, partiti; classe politica, lineamenti politica interna; preparazione psicologica alla guerra
La Nuova Era Prussiana inizia con Guglielmo I reggente dal 1858 per Federico Guglielmo IV, infermo di mente, che mette in carica un ministro liberale e tenta una riforma dell’esercito, respinta dalla maggioranza parlamentare liberale timorosa di un rafforzamento della Corona. La lotta fra liberali e sovrano, acuita dalla formazione del partito progressista di Waldeck (1861), termina con la nomina nel 1862 a primo ministro di Otto von Bismarck (1815-98), che, pronto a governare anche contro la Costituzione ed il Parlamento, potenzia l’Esercito facendone una forza preminente che impronta anche la vita civile.
L'Impero austriaco era diviso in vari organi amministrativi chiamati diete. Queste potevano riunirsi in consiglio nella capitale per discutere di problemi e questioni. Ogni dieta eleggeva i propri rappresentanti, che avevano il compito di illustrare e discutere degli avvenimenti dinnanzi al governo centrale di Vienna. Le diete perlopiù servivano da intermediario fra le varie etnie dell'Impero e la dominante maggioranza tedesca. A capo dello stato vi era l'Imperatore, che dal 1867 assunse anche il titolo di Re d'Ungheria, le sue decisioni dovevano rispettare le norme della Costituzione, che poteva essere a sua volta discussa e cambiata.
All'inizio della sua costituzione, l'Impero guidato da Metternich assunse un aspetto conservatore e reazionario, ma dopo le sconfitte subite nelle guerre di indipendenza italiane e nella guerra austro-prussiana l'Imperatore Francesco Giuseppe fu "costretto" dalle circostanze ad attuare riforme liberali con aria democratica, concedendo ai sudditi una costituzione e un parlamento.
Istituzionalmente e giuridicamente, il Regno d'Italia venne configurandosi come un ingrandimento del Regno di Sardegna. Esso fu infatti una monarchia costituzionale, secondo la lettera dello statuto albertino concesso a Torino nel 1848. Il Re nominava il governo, che era responsabile di fronte al sovrano e non al parlamento, manteneva inoltre prerogative in politica estera e, per consuetudine, sceglieva i ministri militari (Guerra e Marina). Il diritto di voto era attribuito, secondo la legge elettorale piemontese del 1848, in base al censo; in questo modo gli aventi diritto al voto costituivano appena il 2% della popolazione. Le basi del nuovo regime erano quindi estremamente ristrette, conferendogli una grande fragilità.



[i] Austria, Saxony, Bavaria, Baden, Württemberg, Hanover, Hesse-Darmstadt, Hesse-Kassel, Reuss Elder Line, Saxe-Meiningen, Schaumburg-Lippe, Nassau.
   Prussia, Italia, Mecklenburg-Schwerin, Mecklenburg-Strelitz, Oldenburg, Anhalt, Brunswick, Saxe-Altenburg, Saxe-Coburg and Gotha, Lippe, Schwarzburg, Waldeck, Bremen, Hamburg, Lübeck.

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