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martedì 9 maggio 2017

La Battaglia di Custoza X

a.       Considerazioni riepilogative
(1)    Correlazione fra intendimenti e possibilità: valutazione dell’adeguatezza delle forze in campo in relazione agli intendimenti ed agli scopi
Nel 1848 Carlo Alberto con un piccolo esercito mosse guerra all’imponente armata austriaca di Radestzky e ripiegando su Milano perdeva rovinosamente. Diciotto anni dopo, nel 1866, l’Esercito del Regno d’Italia, con una popolazione sette volte quella del Piemonte e con mezzi militari decisamente superiori scende in campo contro l’Austria, che nel Veneto dispone di un esercito circa la metà del suo. L’occasione è favorevolissima. Le forze che l’Italia ha messo in campo sono sicuramente adeguate allo scopo di sconfiggere gli Austriaci e costringerli a cedere il Veneto.
Per contro, seppur inferiore da un punto di vista quantitativo, l’esercito imperiale, che si propone di difendersi appoggiandosi ai presidi e alle fortezze presenti sul terreno, ha una forza adeguata agli scopi. 
(2)    Rapporti di potenza fra le parti contendenti: capacità rispettiva di sostenere sforzi prolungati
A parte la superiorità numerica, l’esercito imperiale era comunque in condizioni più favorevoli di quelle italiane: unità di comando, libertà di comando, maggiore amalgama e addestramento dei reparti di fanteria e cavalleria, superiore conoscenza del terreno erano i fattori che potevano fare la differenza. L’impossibilità di utilizzare una fitta ed efficiente rete ferroviaria, inoltre, rallentavano i movimenti soprattutto di chi attacca. Le condizioni climatiche e del terreno completavano una situazione quasi proibitiva per coloro che si ponevano l’obiettivo di attaccare agevolando, per contro, coloro che, godendo di posizioni fortificate, dovevano difendere.
Inoltre, l’aver scomposto il contingente in due armate, che avrebbero agito su due fronti completamente separati, non permetteva all’esercito italiano di concentrare il massimo sforzo in un punto rendendo più debole il dispositivo.
Infine, il supporto a sostenere la campagna esisteva: al momento della dichiarazione di guerra il paese era saldamente stretto intorno all’esercito così come la monarchia appariva popolare e nel pieno diritto di porsi alla guida delle armi e della nazione. Anche quando le confuse notizie dal fronte non erano confortanti e facevano intuire che le cose non erano andate come si sperava, l’opinione pubblica reagì molto bene dando ulteriore fiducia all’esercito e ai suoi comandanti. In sintesi, alla vigilia della guerra tutto lascia presupporre che non ci siano ostacoli per l’Esercito Italiano a sostenere sforzi prolungati
Per quanto, riguarda l’esercito imperiale, nonostante le forze e l’organizzazione lascino presupporre la possibilità di intrattenere una campagna di lunga durata, si ritiene che molto dipende dalle operazioni in Boemia, dove il grosso deve scontrarsi con l’esercito prussiano di von Moltke.       
1.        
a.       Eventuali operazioni precedenti

Non ci sono operazioni precedenti nell’ambito della stessa campagna.

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