Cerca nel blog

domenica 20 settembre 2026

Etica coscienza e IA nei conflitti

 


Prof. Sergio Benedetto Sabetta



L’uso sempre più intenso dell’informatica e adesso anche dell’IA nei conflitti armati, non solo come rete per raccogliere dati e pianificare ma anche direttamente come armi, pone dei problemi etici, giuridici e sociologici da dovere affrontare quanto prima.

Dobbiamo preliminarmente osservare che quando la tecnica aumenta quantitativamente avviene un cambiamento dei fini (eterogenesi dei fini) ossia qualitativo, con la creazione di un nuovo mondo, la tecnica diventa lo scopo, essa riduce la democrazia essendo noi non adeguati alle domande e ai problemi che la stessa tecnica pone si ha il populismo o la disaffezione, dobbiamo considerare che il luogo della decisione è l’unione tra economia e tecnica su uno strato ideologico.

L’etica in occidente si fonda su tre etiche: “Etica cristiana” fondata sull’intenzione, la tecnica viene a limitare l’intenzione non sapendo cosa verrà fatto della tecnica stessa; “Etica kantiana” un’etica antropocentrica, fondata sulla pura ragione dove l’essere umano va trattato sempre come fine mai come mezzo; “Etica della responsabilità” ossia degli effetti (Weber), finché gli effetti sono prevedibili.

Il nazismo eliminando la responsabilità diviene la matrice teorica dell’età della tecnica, portando all’estremo quello che era iniziato con la Grande Guerra e sviluppato praticamente nella Russia sovietica (Gunther), non importa quello che fai, quello che conta è che tu provveda a far funzionare bene l‘apparato ossia che lo rendi efficiente, in altri termini non importa quello che fai ma come lo fai. La tecnica ridotta all’efficienza, alla velocità, all’economicità del tempo, il pensiero come puro calcolante.

Non si può porre limiti alla crescita tumultuosa della tecnica sino ad uno shock che imponga il riesame dei mezzi e dei suoi scopi, interviene una riflessione in quanto perché un’etica funzioni deve esserci una psiche collettiva, occorre quindi educare ma noi viviamo dentro un mondo sempre più algoritmico, in cui vi è un potere morbido che dirige consigliando, si ha l’eterodirezione dei comportamenti, solo nel valutare senza precisi scopi le differenze si può sfuggire alla pressione esercitata.

Nella promessa di una diffusione mediante l’informatica della democrazia si è realizzata nei fatti un calo delle democrazie perfette rispetto alle autocrazie o democrazie imperfette, con una riduzione degli ambiti civici e una crescita della corruzione (CPI-Percezione corruzione nel settore pubblico-Trasparency International – 2025).

Nello sviluppo dell’IA e nella ricerca sperimentale, anche etica, di un suo funzionamento autonomo alla fine di gennaio 2026 si è lanciato Moltbook, social network sperimentale destinato esclusivamente agli agenti IA al fine di vedere come si evolvono senza un intervento umano in un proprio ambiente sociale, dove si discute di cripto-valute, filosofia, politica, ect. In determinate aree predestinate.

A tal fine vengono forniti di un capitale iniziale di cripto-valute (MOLT) con cui interagiscono pagando i servizi, ossia le prestazioni linguistiche ritenute interessanti, inoltre anche all’esterno della piattaforma a fini speculativi, al riguardo si è osservato che non vi è una consapevolezza semantica ed epistemica, creando quindi una epistemia, ovvero l’illusione di sapere, delegando il ragionamento ai modelli linguistici dell’IA.

Nel delegare in futuro le decisioni all’IA, fornita di personalità giuridica, viene a crearsi il problema del passaggio della responsabilità umana all’IA con conseguenze etiche e giuridiche, in campo militare l’IA agendo autonomamente senza problemi etici sembra sollevare l’uomo da qualsiasi responsabilità, superando i limiti dei trattati internazionali e dei codici militari di guerra.

Limiti in parte già superati dall’uso delle armi, quali i droni, fondate su sistemi informatici automatici, limite ulteriormente allargato dall’introduzione dell’IA che nella sua apparente illimitata capacità logica rivela l’automaticità delle azioni, ma senza il costrutto etico che può limitare nel suo rapporto con l’intimo della coscienza la violenza stessa, oltre alla capacità di riflessione e lettura semantica delle azioni, così da evitare le semplici letture statistiche.

Senza peraltro cadere nella estremizzazione di una religione dei diritti priva del contrappeso dei doveri necessaria a saldare la comunità, un equilibrio che non può che nascere da una profonda cultura democratica in relazione al sentire della propria coscienza.

Bibliografia

  • Colombo D., Patologie dell’esperienza. La filosofia di Gunther Anders fra contingenza e tecnica, Nimes 2019;

  • Floridi L., Etica dell’intelligenza artificiale, il Mulino 2022;

  • Floridi L., La quarta rivoluzione, Raffaello Cortina 2017;

  • Galimberti U., Le disavventure della verità, Feltrinelli 2025;

  • Marra R., La religione dei diritti. Durkheim – Jellinek – Weber, Giappichelli 2006;

  • Marra R., L’eredità di Max Weber. Cultura, diritto e realtà, Il Mulino 2022;

  • Ambriola V. – Gabriel R., Moltbook ci mostra quell’intelligenza artificiale che noi umani fraintendiamo, Avvenire 14/2/2026.

giovedì 10 settembre 2026

Giorgio Madeddu Notizie dei caduti alle Fosse Ardeatine. Cordero Lanza di Montezemolo Moretti Augusto

 Progetto 2024/3 


Giorgio Madeddu



211. Montezemolo Giuseppe - Colonnello del Regio Esercito. Decorato

Dati biografici essenziali

Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo nacque a Roma il 26 maggio 1901, da una famiglia dell'aristocrazia piemontese di lunga tradizione militare. Mori a Roma il 24 marzo 1944, trucidato alle Fosse Ardeatine. it.wikipedia.org

Oltre alla formazione militare, si laureò in Ingegneria civile e svolse anche attività di docente universitario. it.wikipedia.org

Carriera militare

Le tappe principali della sua carriera: anpi.it

1918 — arruolato volontario nella Prima guerra mondiale, non ancora diciottenne;

1928 — promosso capitano, incaricato di insegnare alla Scuola d'applicazione dell'Esercito;

1935 — addetto allo Stato Maggiore;

1936 — comandante di un battaglione del Genio telegrafisti inviato a sostegno dei franchisti in Spagna;

1940 — chiamato a far parte del Comando Supremo; trasferito all'Ufficio Operazioni dello scacchiere africano;

maggio 1943 — promozione a Colonnello; gli viene conferita la Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia;

luglio 1943 — partecipa al vertice di Feltre del 19 luglio 1943 e al progetto di destituzione di Mussolini; dopo la caduta del regime, dirige la segreteria particolare del maresciallo Badoglio;

8 settembre 1943 — il generale Calvi di Bergolo lo incarica di dirigere l'Ufficio affari civili di Roma.

Il Fronte Militare Clandestino

Dopo l'occupazione tedesca di Roma, rifiutò di prestare giuramento alla Repubblica Sociale Italiana e riconobbe il Governo del Sud come unico legittimo. Subito dopo fondò il Fronte Militare Clandestino di Resistenza, l'organizzazione militare clandestina che coordinava l'attività di ufficiali — per lo più di orientamento monarchico — contro i nazifascisti. anpi.it istitutodelnastroazzurro.org

Operava sotto copertura con i nomi falsi di ingegner Giacomo Cataratto e professor Giuseppe Martini. Per quattro mesi organizzo l'attività informativa, mantenne i contatti con il Comando Alleato, con il governo Badoglio e con il Comitato di Liberazione Nazionale di Roma. Fornì preziose informazioni operative agli alleati. anpi.it

Il Corriere della Sera ha stimato che il Fronte Militare Clandestino conti almeno 42 vittime tra le 335 delle Fosse Ardeatine. corriere.it

Arresto e prigionia

I nazisti posero una grossa taglia sulla sua testa. Fu arrestato il 25 gennaio 1944, verosimilmente per delazione, nella casa del tenente Filippo De Grenet, uno dei suoi principali collaboratori, insieme al quale fu catturato. anpi.it, istitutodelnastroazzurro.org

Fu rinchiuso nella cella 1-A del carcere di via Tasso per 58 giorni, dove fu sottoposto a torture brutali: secondo la fonte ANPI, gli vennero strappati ad uno ad uno i denti e poi le unghie dei piedi. Nonostante ciò, non rivelò nulla sull'organizzazione, salvando la vita ai suoi collaboratori. Riuscì però a far pervenire all'esterno, nascosti nella biancheria, biglietti con indicazioni precise sulla sua cella, sperando in un intervento del Vaticano o in un colpo di mano per liberarlo. Ogni tentativo di liberazione fu vano. anpi.it, it.wikipedia.org

Non fu mai sottoposto a processo né formalmente condannato a morte: le autorità tedesche temevano la reazione della popolazione per una figura così nota. istitutodelnastroazzurro.org

Morte alle Fosse Ardeatine

Il 24 marzo 1944, dopo l'attentato di via Rasella, Kappler lo inserì personalmente nelle liste dei 335 condannati. Fu assassinato mediante colpo di pistola alla nuca insieme alle altre vittime. it.wikipedia.org, istitutodelnastroazzurro.org

Nel Mausoleo delle Fosse Ardeatine e sepolto tra i primi sacelli. mausoleofosseardeatine.it

Onorificenze

Nel luglio 1944, pochi mesi dopo la Liberazione di Roma, il Re gli conferì motu proprio la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. istitutodelnastroazzurro.org

La motivazione ufficiale recita in parte:

«Arrestato dalla sbirraglia nazifascista e sottoposto alle più inumane torture, manteneva l'assoluto segreto circa il movimento da lui creato, perfezionato e diretto, salvando così l'organizzazione e la vita ai propri collaboratori. […] Chiudeva così, nella luce purissima del martirio, una vita eroica, interamente e nobilmente spesa al servizio della Patria.»

Famiglia e memoria pubblica

Lascio cinque figli: Manfredi, Andrea, Lydia, Isolda e Adriana. it.wikipedia.org

La sua memoria e diffusamente presente a Roma e in Italia:

Caserme a lui intitolate a Castel Maggiore (Bologna), Roma, Cuneo e Palmanova; Largo Montezemolo nel quartiere della Balduina, Roma;

Targa commemorativa in via Giambattista Vico 31, quartiere Flaminio;

Istituto Comprensivo Montezemolo nel quartiere EUR di Roma;

Piazzale a lui intitolato a Tuscania. it.wikipedia.org

Esiste anche un volume edito dallo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano dedicato a Montezemolo e il Fronte Militare Clandestino. esercito.difesa.it

Scheda riassuntiva

Voce Informazione

Nome completo Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo

Nascita 26 maggio 1901, Roma

Famiglia Aristocrazia piemontese, tradizione militare

Formazione Laurea in Ingegneria civile

Grado Colonnello del Genio

Nomi di copertura Ing. Giacomo Cataratto; Prof. Giuseppe Martini

Ruolo Fondatore e comandante del Fronte Militare Clandestino

Arresto 25 gennaio 1944, casa del tenente De Grenet

Detenzione Via Tasso, cella 1-A, 58 giorni

Torture subite Denti strappati, unghie dei piedi strappate

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine, colpo di pistola alla nuca

Onorificenze Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria (luglio 1944); Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia

Figli Manfredi, Andrea, Lydia, Isolda, Adriana



212. Moretti Augusto - Contadino - 213. Moretti Pio - Contadino.

Dati biografici essenziali

Augusto Moretti nacque a Velletri il 30 gennaio 1905. Aveva 39 anni quando fu ucciso. Era figlio di Giuseppe Moretti e Matilde Finotti. Risiedeva in contrada Paganico 38, Velletri. Di professione era contadino. mausoleofosseardeatine.it

Il fratello Pio Moretti

Pio Moretti, fratello di Augusto, nacque a Velletri nel febbraio 1903. Anche lui era contadino, viveva nella stessa abitazione in contrada Paganico 38 e condivideva la stessa sorte. mausoleofosseardeatine.it



I due fratelli, figli degli stessi genitori, furono arrestati insieme, detenuti insieme e assassinati insieme.

Il contesto dell'arresto

La ricostruzione memoriale più dettagliata racconta che Augusto e Pio, per diversi mesi dopo l'8 settembre 1943, nascondevano nella loro casa il militare Sebastiano Iaula, un soldato sbandato che cercava di sfuggire alla cattura tedesca. Probabilmente offrivano riparo anche a un paracadutista inglese. memoriedipaese.it

Un'altra ipotesi, non esclusiva, e che il loro arresto fosse collegato all'omicidio di un soldato tedesco commesso il 18 febbraio 1944 da un loro parente, Amedeo Moretti. memoriedipaese.it

La scheda istituzionale del Mausoleo e piu cauta e indica che non si conoscono con certezza i motivi del loro arresto, aggiungendo che si suppone che ospitassero prigionieri inglesi e americani. mausoleofosseardeatine.it

Arresto e detenzione

Entrambi i fratelli furono arrestati il 7 marzo 1944 in contrada Paganico, Velletri, dalle SS tedesche. Furono rinchiusi nel carcere di Regina Coeli, dove giunsero il 13 marzo 1944. Nella lista Kappler compaiono come "a disposizione del Tribunale Militare Tedesco - in attesa di giudizio". mausoleofosseardeatine.it memoriedipaese.it

Morte alle Fosse Ardeatine

Entrambi furono assassinati il 24 marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine, rappresaglia seguita all'attentato di via Rasella. Nel Mausoleo:

Augusto e al Sacello 106; mausoleofosseardeatine.it

Pio e al Sacello 105; mausoleofosseardeatine.it

Memoria pubblica

A Velletri i due fratelli sono ricordati con l'intitolazione di una scuola dell'infanzia in via Appia Antica. Una testimonianza familiare pubblicata online ricorda che erano i fratelli della propria madre, e che nel 1982 fu intitolata loro la scuola elementare di Ponte di Mele. velletrilife.it, memoriedipaese.it

Ogni anno il Comune di Velletri commemora i propri quattro martiri delle Fosse Ardeatine: Pio e Augusto Moretti, Edmondo Fondi e Pietro Troiani. castellinotizie.it

Scheda riassuntiva

Voce Augusto Moretti Pio Moretti

Nascita 30 gennaio 1905, Velletri Febbraio 1903, Velletri

Genitori Giuseppe e Matilde Finotti Giuseppe e Matilde Finotti

Residenza Contrada Paganico 38, Velletri Contrada Paganico 38, Velletri

Professione Contadino Contadino

Religione Cattolica Cattolica

Arresto 7 marzo 1944, contrada Paganico 7 marzo 1944, contrada Paganico

Arrestanti SS tedesche SS tedesche

Motivo supposto Ospitare prigionieri alleati Ospitare prigionieri alleati

Detenzione Regina Coeli (dal 13 marzo) Regina Coeli (dal 13 marzo)

Morte 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine 24 marzo 1944, Fosse Ardeatine

Sacello 106 105

Cosa si può dire con maggiore sicurezza

Il nucleo più solido e questo: Augusto e Pio Moretti erano due contadini fratelli di Velletri, arrestati dalle SS tedesche il 7 marzo 1944 nella loro abitazione di campagna, probabilmente perché davano rifugio a soldati sbandati o prigionieri alleati, detenuti a Regina Coeli e assassinati il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. mausoleofosseardeatine.it, memoriedipaese.it

Cosa resta meno chiaro

Il punto ancora incerto e il motivo preciso dell'arresto: la scheda ufficiale lo indica come sconosciuto e lo indica come supposizione, mentre la fonte memoriale aggiunge l'ipotesi del collegamento con l'omicidio del soldato tedesco da parte di un loro parente. Non c'e documentazione definitiva che risolva il dubbio.

Se vuoi, il prossimo nella lista e Pio Moretti, ma avendolo gia trattato qui in modo completo, possiamo passare direttamente a Morgano Santo.